Scelgo la ferrovia

Un mio amico mi ha chiesto cosa ne penso del progetto della funivia fotovoltaica Sanremo -San Romolo – Perinaldo, un ambizioso progetto dal modico valore di 21,5 milioni di euro. Non mi nascondo dietro un dito e rispondo subito: in questo momento, in tema di trasporti, non mi sembra la priorità, che sarebbe invece risolvere un grande mistero che si nasconde nella stazione di Ventimiglia: la sparizione del tempo.

Infatti nonostante un treno regionale da Monaco-Monte-Carlo a Ventimiglia ci metta circa venticinque minuti e uno da Ventimiglia a Sanremo ci metta un’altro quarto d’ora (che sommati farebbero quaranta minuti…), la stragrande maggioranza delle combinazioni utilizzabili impiega tra l’ora e l’ora e venti. L’alternativa ovvia per tutti è ovviamente la macchina, con tutto lo stress e le spese che questo comporta.

In altre parti d’Europa esistono: ad esempio tra Ticino e Lombardia esistono i treni TILO, tra Malmoe (Svezia) e Copenhagen (Danimarca) ci sono gli Oresundtrain. ci sono ovviamente anche altri esempi e per i più tecnici, si tratta ovviamente di elettrotreni politensione, in grado dunque di viaggiare su reti differenti.

Con il raddoppio ferroviario fino ad Andora riappaltato e in dirittura d’arrivo (si parla della seconda metà del 2014) ed i lavori del nodo ferroviario di Genova ormai avviati (termine fine 2016) il treno diventerà sempre di più un’alternativa interessante rispetto al mezzo privato, specie se accanto alle stazioni vengono sviluppati collegamenti via bus – filobus – piste ciclabili organizzati.

Se in contemporanea ai potenziamenti a Levante venisse completamente ripensato il servizio pubblico su ferro verso il Principato e la Francia i benefici sarebbero evidenti per tutti: minori necessità di parcheggi, minore inquinamento, più tempo libero per i pendolari e benefici evidenti per i turisti e i bighelloni.

Credo davvero che questa potrebbe essere una delle chiavi di volta per il nostro territorio, che ha purtroppo più subito la frontiera invece di sfruttarla. A più lungo termine (a raddoppio terminato fino a Finale) si potrebbe pensare anche ad una sorta di metropolitana pesante Genova – Nizza. Ovviamente servono investimenti per nuovi convogli ad hoc (e magari una nuova società di gestione pubblica  ligur-provenzale).

Sono convinto che questo possa essere davvero il primo passo per un’effettiva integrazione tra le riviere, di cui tanti parlano ma che pochi paiono disposti a mettere in atto. Dato che l’acquisto di quattro convogli moderni regionali costerebbe altrettanto che la teorica funivia, mi sembra evidente che si debba privilegiare un’iniziativa di questo tipo rispetto ad altre che, seppur più poetiche, difficilmente oggi potrebbero essere realizzate.

Info alessandrolanteri
Un ottimista che si presta a fare politica per passione

11 Responses to Scelgo la ferrovia

  1. bepperock says:

    negli ultimi 10 anni sono stati tolti il 75 % dei convogli,i prezzi sono praticamente raddoppiati per un servizio peggiorato qualitativamente parlando…le stazioni sono diventate dei supermercati con qualunque cosa tranne informazioni e biglietterie funzionanti…la ferrovia italiana è in stato di abbandono e i pochi soldi disponibili vengono investiti per alta velocità che ha un bacino di utenza limitato e adatto solo a lunghi spostamenti,mentre i pendolari se la prendono letteralmente in quel posto..per quanto riguarda il nostro caso in particolare prendere il treno non conviene davvero più…in macchina per noi universitari spostarci dal ponente a genova conviene più che prendere il treno,siamo alla follia

    • alessandrolanteri says:

      In parte questo si deve ai tagli al trasporto pubblico locale, ma si deve anche al fatto che, ora come ora, la tratta ferroviaria dentro Genova è satura e non è in grado di smaltire il traffico a lunga percorrenza, il metropolitano, il regionale e il merci. Quando “salterà” il tappo – tra tre-quattro anni – sarà tutt’un’altra cosa e sarebbe bene arrivarci preparati.

      • bepperock says:

        ma come non è in grado di smaltirlo?? e 15 anni fa che di treni ce n erano il doppio come facevano??

        • alessandrolanteri says:

          C’era il doppio di treni Ponente – Genova, ma le loro tracce sono state prese dal trasporto merci e da altri treni. In parte, ha ridotto la capacità anche lo svolgersi di diversi lavori di potenziamento.

  2. Un tempo, quando c’era ancora il Basilea-Nizza, venivo da quelle parti in treno. Oggi sono obbligato a usare l’auto. I treni e gli orari attuali stimolano a usare la macchina.
    Si potrebbe imparare qualcosa… ma non si vuole o si è incapaci come tutti i politicanti che siedono a Montecitorio e a Palazzo Madama ecc. ecc. ecc.

    • alessandrolanteri says:

      E’ il momento buono per un’inversione di tendenza

  3. Inversione di tendenza… di tipo cerebrale?
    Se non cambiamo i personaggi… solo un trapianto di cervello…

    • Credo sia il momento buono perchè tutti possano cambiare testa: cittadini e rappresentanti.

  4. Se consideriamo dove ci hanno portato bisogna cambiare gli uomini… tutti. Non solo quelli di questo o quel partito.
    LA VOLPE PERDE IL PELO MA NON IL VIZIO.
    Ciao.

  5. giarevel says:

    Anch’io sono un nostalgico del Basilea-Nizza e addirittura del Roma-Portbou, che faceva sognare ed era comodo, falciato dal terrorismo manageriale dell’A.D. Moretti.
    Hai ragione, in quanto trasporti il ponente è un’isola alla deriva.
    Il progetto della funivia viene puntualmente tirato fuori in periodo di elezioni o quando la Provincia è in sofferenza e rischia di essere soppressa come un intercity: è un po’ il nostro Ponte sullo Stretto.
    Più che sui trasporti però è da collegare al turismo: allora meglio la funivia dell’impianto di risalita appena finanziato (2 mln di euro) per Monesi, una vera cambiale in bianco, viso che per anni a Monesi non è sceso un fiocco…

    • Grazie per la tua partecipazione alla discussione. Il Roma Port-Bou l’ho anche preso, ai bei tempi in cui si faceva tutti l’interrail.

      Su Monesi la vedo un po’ più ottimistica rispetto a te, per vari motivi che sarebbe lungo spiegare. In ogni caso, l’ordine di grandezza dell’investimento è 10 volte inferiore.

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