Un Congresso strano

Stanno succedendo cose strane al PD e al suo congresso. O meglio, non tanto strane, anzi troppo normali. Però è il primo che si svolge senza una video parodia del Terzo Segreto di Satira, e già questo forse ne giustificherebbe l’annullamento.

Partiamo dai fondamentali: il PD è rimasto l’unico attore presente nelle piazze, nei circoli e nelle istituzioni e per di più ha una procedura democratica chiara per la scelta della linea politica: non sono quisquilie nei momenti di grandi successo delle “aziende partito” e dei “nemici sdoganati della Repubblica”.

Detto questo, il PD esce da una fase di luci e ombre, in cui globalmente il suo Governo ha ben lavorato, specie in alcune serie riforme e nel campo dei diritti delle minoranze. Dall’altra parte, l’accentrarsi sul Governo di tutte le energie ha portato a un indebolimento generale del PD e questo ha portato a una serie di drammatiche sconfitte in almeno due tornate elettorali amministrative e locali. Un approccio conflittuale e non inclusivo con ampie fette di società ci ha poi portato a una drammatica sconfitta al referendum costituzionale e dovremo quindi archiviare per un bel pezzo urgenti riforme istituzionali nel programma del centrosinistra da qualche decennio. Credo che siano spunti su cui dover riflettere.

Credo che le migliori risposte per il PD, il centrosinistra e l’Italia le dia in questo momento la candidatura di Andrea Orlando a Segretario in vista delle sfide che toccheranno prossimamente al nostro Paese.

Ma se anche non vi convincesse questa proposta, penso sia comunque importante andare a votare a queste primarie per chiunque vi convinca. Certo, se è Orlando, è meglio!

 

Info alessandrolanteri
Un ottimista che si presta a fare politica per passione

2 Responses to Un Congresso strano

  1. Roberto Barbaruolo says:

    Caro Alessandro, prima di scegliere il candidato segretario del PD, si dovrebbe dibattere se egli possa (o debba come penso io) candidarsi a Premier. Purtroppo il NO al Referendum costituzionale ci ha fatti scivolare verso possibili coalizioni di partitoni e partitini. Vedremo che legge elettorale si riuscirà ad ottenere da questo parlamento così in difficoltà ma purtroppo sembra difficile accettare una questione semplice, una coalizione deve essere guidata dal segretario del maggior partito. Anche le grandi coalizioni alla tedesca funzionano così. Risparmiamoci per favore le “primarie di coalizione” di infausta memoria!

    • Continuo a pensare da un po’ di tempo a questa parte che lo Statuto del PD debba essere cambiato su questo punto – non è detto che ci debba essere questo automatismo, nato in un momento in cui (bene o male) si cercava di trasformare un sistema bipolare in bipartitico – un progetto che ora non ha più senso.

      Credo che alla prova dei fatti tre premier su quattro sostenuti dal PD non ne erano il Segretario (Monti, Letta, Gentiloni), Renzi ha fatto molto meglio il Presidente del Consiglio che il Segretario (eufemismo) e dunque possiamo ritenere archiviata una regola un po’ fuori dal tempo.

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