Inforailmed, un bel passo avanti

Sono molto contento di poter segnalare un importante incontro pubblico che si terrà alle ore 17 di mercoledì 6 marzo presso la Sala riunioni RTM della Stazione F.S. di Ventimiglia.
Sarà presente l’Assessore ai Trasporti ligure Vesco, il vice Presidente della regione PACA, M. Yves Petit, rappresentanti del Principato di Monaco e responsabili degli enti ferroviari francesi e italiani (Trenitalia, SNCF, RFI e RFF).
Verrà presentato, nell’occasione, il progetto di cooperazione transfrontaliera INFORAILMED volto al miglioramento e potenziamento del collegamento ferroviario tra Italia, Francia e Principato di Monaco.
Il progetto prevede:
  • – la creazione di un’informazione bilingue, coordinata e in tempo reale;
  • – redazione di studi tecnici per migliorare interoperabilità del materiale rotabile;
  • – creare modalità per essere aggiornati via smartphone, laptop e altri mezzi su orari, ritardi, etc;
  • – elaborare un quadro di cooperazione transfrontaliera.

Scelgo la ferrovia

Un mio amico mi ha chiesto cosa ne penso del progetto della funivia fotovoltaica Sanremo -San Romolo – Perinaldo, un ambizioso progetto dal modico valore di 21,5 milioni di euro. Non mi nascondo dietro un dito e rispondo subito: in questo momento, in tema di trasporti, non mi sembra la priorità, che sarebbe invece risolvere un grande mistero che si nasconde nella stazione di Ventimiglia: la sparizione del tempo.

Infatti nonostante un treno regionale da Monaco-Monte-Carlo a Ventimiglia ci metta circa venticinque minuti e uno da Ventimiglia a Sanremo ci metta un’altro quarto d’ora (che sommati farebbero quaranta minuti…), la stragrande maggioranza delle combinazioni utilizzabili impiega tra l’ora e l’ora e venti. L’alternativa ovvia per tutti è ovviamente la macchina, con tutto lo stress e le spese che questo comporta.

In altre parti d’Europa esistono: ad esempio tra Ticino e Lombardia esistono i treni TILO, tra Malmoe (Svezia) e Copenhagen (Danimarca) ci sono gli Oresundtrain. ci sono ovviamente anche altri esempi e per i più tecnici, si tratta ovviamente di elettrotreni politensione, in grado dunque di viaggiare su reti differenti.

Con il raddoppio ferroviario fino ad Andora riappaltato e in dirittura d’arrivo (si parla della seconda metà del 2014) ed i lavori del nodo ferroviario di Genova ormai avviati (termine fine 2016) il treno diventerà sempre di più un’alternativa interessante rispetto al mezzo privato, specie se accanto alle stazioni vengono sviluppati collegamenti via bus – filobus – piste ciclabili organizzati.

Se in contemporanea ai potenziamenti a Levante venisse completamente ripensato il servizio pubblico su ferro verso il Principato e la Francia i benefici sarebbero evidenti per tutti: minori necessità di parcheggi, minore inquinamento, più tempo libero per i pendolari e benefici evidenti per i turisti e i bighelloni.

Credo davvero che questa potrebbe essere una delle chiavi di volta per il nostro territorio, che ha purtroppo più subito la frontiera invece di sfruttarla. A più lungo termine (a raddoppio terminato fino a Finale) si potrebbe pensare anche ad una sorta di metropolitana pesante Genova – Nizza. Ovviamente servono investimenti per nuovi convogli ad hoc (e magari una nuova società di gestione pubblica  ligur-provenzale).

Sono convinto che questo possa essere davvero il primo passo per un’effettiva integrazione tra le riviere, di cui tanti parlano ma che pochi paiono disposti a mettere in atto. Dato che l’acquisto di quattro convogli moderni regionali costerebbe altrettanto che la teorica funivia, mi sembra evidente che si debba privilegiare un’iniziativa di questo tipo rispetto ad altre che, seppur più poetiche, difficilmente oggi potrebbero essere realizzate.

Frontiere scolastiche

Una delle più grandi occasioni economiche per il nostro territorio è rappresentata dalla vicinanza della Costa Azzurra e di Montecarlo: in questo senso padroneggiare inglese e francese è fondamentale per avere maggiori possibilità lavorative e magari una ciliegina sulla torta potrebbe essere un’effettivo mutuo riconoscimento dei diplomi di scuola superiore.

In questo senso un’esperienza pilota importante era la sperimentazione dell’ESABAC, ovvero un programma sperimentale che prevedeva per alcuni corsi un duplice diploma, valevole sia come Esame di Stato italiano che come Baccalaureàt francese. Forse il sostegno iniziale del Governo Berlusconi era dovuto all’assonanza Baccalaureàt – Baccanale:  sapeva di trasgressione, e quindi subito lo hanno sostenuto, poi Silvio, Giulio e Maria Stella si sono resi conto che era una cosa troppo seria per i loro gusti e quindi l’hanno tagliata.

Purtroppo con le ultime finanziarie tutte le sperimentazioni sono state tagliate, ESABAC incluso. Un ordine del giorno proposto da Giancarlo Manti, firmato da tutti i partiti è stato approvato all’unanimità in Consiglio Regionale, in cui si chiede alla Regione di sostenere le scuole della nostra Provincia già impegnate in questa sperimentazione affinchè riescano a portarla avanti anche nei prossimi anni.

Tra queste scuole per la cronaca ci sono i licei scientifici di Sanremo e Ventimiglia, che sarebbero molto contente se si riuscisse a portargli questo difficile compito a casa svolto dalla Giunta Regionale. Appena ci sono novità, le pubblicherò qui.

Cortine di fumo

L’attenzione e la serietà dei media italiani a riguardo della politica estera è tristemente nota: quando va bene, si parla dello stile della Premiere Dame, madame Bruni in Sarkozy, o delle varie storie di letto e di corna dei nobili ispano-anglo-monegaschi.

E’ pertanto stonata l’attenzione che viene posta alle elezioni di mid-term negli USA, dato che in buona sostanza delle elezioni interne americane ce ne siamo sempre fregati altamente. Per carità, il crollo dell’asinello c’è stato (anche se meno peggio del previsto), ma non posso fare a meno di pensare che i media italiani attuali ci sguazzino un filo a far notare le sconfitte in giro per il mondo del centrosinistra.

La vittoria schiacciante di Dilma Rousseff, “delfina” del progressista Lula, prima presidentessa donna, in Brasile è passata decisamente più inosservata, ad esempio. A latere, questa è una di quelle tante storie che dimostra come non è detto che si debbano tenere le stesse persone per continuare a vincere e che quindi non si deve aver paura di un limite nei mandati.

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