Fw(5): Alessandro Lanteri

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From: Alessandro Lanteri -alelanteri-
Date: Sun, 11 Apr 2016 07:32:04 +0000
To: Bimbo On Line
Subject: Fw(5): Alessandro Lanteri

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La storia infinita

C’era una volta Veltroni Segretario – e non vado più indietro perchè prima non ero iscritto. All’epoca c’era una corte di entusiasti e un gruppo di antiveltroniani duri e puri che con uscite improvvide hanno fatto dei danni enormi al partito per sabotarne la leadership. In mezzo, dirigenti e militanti sbigottiti. Al cambio di segretario, una parte consistente si tramuta da corte veltroniana a hooligans dalemiani nello spazio di un frizzantino.

Dopo arrivò Bersani segretario, anche lui dotato di una curva di fans molto spesso ridicola. A questi si oppone con uscite fortemente improvvide un gruppo inizialmente ridotto di renziani, con iniziative fortemente destabilizzanti contro il partito. La leadership regge al primo scontro, ma al secondo crolla. Una parte consistente della corte bersaniana “tradisce” Cuperlo per Renzi, diventandone i pasdaran.

Oggi a Renzi e renziani si contrappone un’ampia frangia di opposizione interna e le dinamiche non mi sembrano per nulla differenti. Qualsiasi maggioranza interna finora si rafforza autocelebrandosi, incolpa di “sabotaggio” chiunque non segua la linea e qualsiasi opposizione gioca a far saltare la baracca per acquisire forza, motivare i “suoi” e acquisire visibilità.

Escludendo la militanza e la dirigenza territoriale – che più o meno assiste inerme a queste squallide guerre interne – mi sembra siano ben pochi quelli che non hanno abusato del loro ruolo sia di maggioranza che di minoranza interna. Mi sembrano quindi ridicoli sia i pistolotti contro i gufi che quelli contro “l’arroganza della corte del segretario” e molto poco credibili i pulpiti da cui partono, entrambi.

Una giusta domanda

“Io comincerei a chiedermi perché la sinistra è elettoralmente al lumicino.” Questo scriveva Duccio Guidi ai margini di una discussione su facebook. Sottinteso: perde perchè sta dietro a questioni che riguardano poche persone (es. diritti civili) e non i veri problemi. Non credo sia questo il motivo: da sempre la politica e il dibattito pubblico hanno affrontato i temi etici e di attualità senza scossoni politici – l’elettore medio si appassiona e discute su alcuni temi controversi, ma poi difficilmente vota sulla base delle posizioni sui temi “difficili” – altrimenti, dopo i referendum su divorzio e aborto la DC sarebbe scomparsa con i Radicali primo partito o a contraris in tutto l’Est Europa, in cui non vi è o quasi dibattito sui diritti civili, ci sarebbe la socialdemocrazia al governo ovunque e così non è.

Con metodo scientifico (ullallà) affrontiamo un po’ il panorama generale della sinistra in Europa. Attualmente e al governo in diversi Stati anche importanti, ma nella maggior parte dei casi in coalizioni molto allargate e in alcuni Stati (Francia su tutti) c’è una crisi di consenso molto grave. C’è un fenomeno trasversale che colpisce tutta Europa, cioè quello del voto antisistema, che in realtà è presente nella scena politica europea da anni.
Non si tratta di un voto stabile, ma molto umorale. In Francia può portare indifferentemente i Verdi o il Front National a “vincere” le elezioni europee, può diventare in alcune regioni un movimento autonomista (Vlaams Blok, i vari partiti indipendentisti spagnoli, Lega Nord, etc) oppure turbonazionalista in altri (Alba Dorata, Front National, Veri Finlandesi, UKIP,PiS, etc.) , può essere variamente antisistema (Pirati, M5S, Podemos) o anche di estrema sinistra (Syriza). Apparentemente questi partiti nulla c’entrano tra loro, ma tutti sono cresciuti a spese dei partiti delle famiglie tradizionali (socialiste, liberali, democristiane). Quindi sostanzialmente parliamo di questo.

La crisi economica si è fatta sentire, ma l’austerity probabilmente ancora di più e sostanzialmente è aumentata la sfiducia – verso la classe politica in generale, verso l’Europa, verso la propria capitale. Fino a una decina d’anni fa probabilmente tutti gli Stati membri erano molto meno solidali, governati anche in maniera meno efficiente di ora e forse anche meno consci delle proprie responsabilità, ma c’era probabilmente una maggior comprensione umana tra popoli e governi. Oggi le incomprensioni tra Governi (nordeuropa contro sudeuropa, nuovi membri VS eurolandia, scandinavi e inglesi contro i continentali) sono anche schieramenti sentiti nella popolazione – basta chiedere in un bar qualsiasi se sta simpatica Angela Merkel, ognuno ha un’opinione, mentre ad esempio Schroeder era difficile che qualcuno sapesse chi fosse. La sinistra “istituzionale” si trova a provare a difendere oggi l’esistente in termini di welfare (che molto spesso riguarda solo parte della società) e di rapporti europei (e tanti si sono già dimenticati che in Europa prima di Bruxelles capitale c’erano dittature, guerre, invasioni). Non si tratta di una missione facile, anzi.
Dov’è che la sinistra funziona? Dove riesce a interpretare contemporaneamente leadership, concretezza e cambiamento – Renzi è maestro in questo. Indirettamente vince anche dove le sue conquiste non vengono messe in discussione – in Scandinavia nemmeno quando vince la destra più becera si riesce a toccare sul serio lo stato sociale.
Non penso quindi che la soluzione sia quella di rinnegare i propri valori, ma di fare politica bene, essendo se stessi e parlando di problemi reali. Quindi sia governo che progresso sociale.

Oggi però basta parlare di Europa, è il SuperTuesday e bisogna vedere che succede. Io nel mio piccolo, tifo Sanders, ma soprattutto gufo Trump!

Ore, km e €

mappa reddit

Questa mappa di Reddit è stata fatta mettendo assieme i dati demografici dell’ANCI e fa vedere dove vive metà della popolazione italiana. Su un territorio abbastanza grosso vediamo che in realtà i luoghi più popolati sono relativamente pochi. Quindi dovrebbe essere relativamente semplice collegare un’area turistica ad alta densità (Ponente ligure) con pochi luoghi di scambio e interesse. Guardiamo com’è la situazione da Sanremo via google maps e sito di Trenitalia*:

TORINO: 232 km e 2h37 via autostrada, 2 treni diretti e 15 con 1 cambio al giorno con prezzi 17-29 € e percorrenza in 4h-4h30;

MILANO: 270 km e 3h via autostrada, 8 treni diretti e 2 con 1 cambio al giorno con prezzi 19-39 € e percorrenza in 3h30′-5h30

BRESCIA: 355 km e 3h40 via autostrada, 10 treni con 1-2 cambi al giorno, prezzi  38,80-57.50 € e percorrenza tra 4h37 e 7h06

FIRENZE: 371 km e 4h08 via autostrada, 10 treni quasi tutti con 2 cambi al giorno, prezzi 28,80-54,40 € e percorrenza 5h12-6h57

REGGIO EMILIA: 381 km e 4h04 via autostrada, 11 treni con 2-3 cambi al giorno, prezzi 31-50,50 € e percorrenza 5h20-7h09

BOLOGNA: 423 km e 4h20 via autostrada, 9 treni con 2-4 cambi al giorno, prezzi 44,85-80,50 € e percorrenza 5h08-7h25

MESTRE (VE): 517 km e 5h06 via autostrada, 9 treni con 1-2 cambi al giorno, prezzi 57,50-79,75 €, percorrenza 6h26-8h55; Google suggerisce volo Nizza-Venezia low cost

ROMA: 647 km e 6h37 via autostrada, 7 treni con 2 cambi (tranne un diretto) al giorno, percorrenza tra 6h56-8hoo (più un IC notte da 10h06), prezzi tra 56,50-80,00 €, voli low cost tra Nizza e Roma.

OK, ci sono anche autolinee settimanali per Borgosesia e Aosta e bisettimanali per Pescara, ma insomma, siamo collegati proprio male col resto del nostro paese.

La carenza di collegamenti diretti è particolarmente negativa per tutte le principali destinazioni tranne Milano, i tempi di percorrenza sono generalmente enormi (da Torino nello stesso tempo si raggiunge Roma piuttosto che Sanremo…) e sulle destinazioni più lontane anche il fattore costo incide pesantemente. Qualche risposta potrà venire dai lavori del raddoppio ferroviario San Lorenzo-Andora a breve e più in là, dall’apertura del Nodo ferroviario di Genova e del Terzo Valico.

Ma soprattutto servono più treni diretti. A margine: ci sono state proteste per la soppressione delle fermate a Bordighera del treno Thello Marsiglia – Milano; quel treno fa 3 fermate in Lombardia e 6 nel PACA su tre dipartimenti, non mi sembra un grosso scandalo se gli stop tra ventimiglia e Savona passano da 9 a 8. Ci sono gravi carenze nel trasporto regionale, ma non si possono scaricare sulla lunga percorrenza.

*ci sono anche altri modi per viaggiare (carsharing, NCC, autolinee, etc ma è una semplificazione rappresentativa di oltre il 90 % del trasporto pubblico)

Nessuna sorpresa

In Spagna nessuno ha avuto la maggioranza e i prossimi mesi possono essere davvero tragicomici. Partiti storici (quelli che hanno guidato la transizione democratica dal franchismo) arretrano e formazioni nuove più o meno antisistema ottengono risultati a doppia cifra. Più o meno lo stesso tipo di elettorato, a seconda dei paesi, vota Syriza, Podemos, Front National o Movimento 5 Stelle.

Fin tanto che la politica non sarà in grado di nuovo di suscitare speranza, vincerà sempre di più la rabbia.

Dopo le regionali francesi

Abbiamo tutti parlato e scritto per anni dei 10.000 difetti del PD e di Renzi. Che ci sono, mica lo nego. Se però non si crede e non si lavora a un progetto politico credibile, progressista, moderno, inclusivo, comprensibile, si spiana la strada – come ha appena dimostrato la Francia – alla destra reazionaria. Vedere tanti frontalieri italiani festeggiare l’ottimo risultato frontista significa che abbiamo perso anche noi. Non è – solo – questione di immagine, ma c’è un lavoro più profondo da fare.  C’è da rafforzare il PD, e rafforzarlo almeno il doppio in Liguria, per le note vicende.

Alcuni dati positivi ci sono: probabilmente la posizione italiana (ed europea) in politica estera è molto più equilibrata ed efficace rispetto a quella del PS – un po’ troppo sopra le righe per la sua storia – o del Labour, spaccato come nemmeno l’Unione di Mastella e Turigliatto tra un “assolutamente sì” e un “assolutamente no” all’intervento in Siria. Inoltre, in generale, il Governo Renzi è percepito da tutti come un Governo attivo, padrone delle proprie scelte. Anche quando non si condividono, ma il distacco rispetto agli ultimi 4 decenni di traccheggiamento è evidente.

Certo, è molto più tranquillizzante e riposante rinchiudersi politicamente in un sicuro recinto di uguali, con lo scopo di darsi ragione vicendevolmente tralasciando per comodità o incomprensione la realtà. E questa realtà che urla forte ormai da anni è quella dei partiti xenofobi e antisistema, che dovremmo aver imparato a conoscere, e a lottarvi contro assieme. E invece. Da notare che poi il Front National  i valori base della Repubblica Francese almeno li condivide e li fa suoi, mentre i loro emuli italiani sono assolutamente estranei a tutti i principi costituzionali e della Repubblica.

Invece

Tanto tempo che non scrivo qui sopra. Scusate.

Potrei in effetti scrivere qualcosa su questi tempi strani, che ne so, sul terrorismo che colpisce al cuore (anche) l’Europa, sul razzismo strisciante che affligge le nostre società, sulla mia adorata Bruxelles diventata spettrale, sui quaranta milioni di cose che il PD/l’Europa/l’Italia dovrebbe fare più e meglio di quanto sta facendo. Forse ho proprio voglia di cambiare discorso.

Per una volta invece mi viene da scrivere dei sogni che hanno reso grande la mia città. Qualcuno si è inventato nel 1860 o giù di lì di spedire fiori via treno a vapore dal Ponente ligure alle capitali europee, senza frigo e senza TAV. Di seguito, qualcun altro è riuscito a far passare l’idea nella “bella gente” di quei posti che un luogo da cui la gente emigrava verso altri continenti poteva essere un posto di villeggiatura, e abbiamo così avuto la Belle Epoque in Riviera. Qualcuno riuscì inoltre l’Imperatrice di Russia a donare numerose palme alla città che l’ha ospitata qualche settimana – e chi gli ha proposto l’idea ha sicuramente vinto il premio “faccia tosta Secondo Millennio”. Nel 1907 qualcun altro si è inventato che si poteva fare una gara in bicicletta tra Milano e Sanremo, quando non esistevano nè asfalto nè doping (ok, le battute sui ciclisti sono troppo facili, scusate) – riportata a oggi, più o meno una cosa che oggi sponsorizzerebbe la Red Bull come competizione di pazzi. Negli anni 20 ci siamo inventati un rally, che ha portato negli anni d’oro centinaia di migliaia di persone sui bordi delle strade più strette e ripide d’Europa a respirare contenti polvere, fango e scarichi smarmittati. Negli anni 30 ci si è inventati la funivia più lunga del mondo, che permetteva quindi al turista benpensante di bighellonare sia a livello del mare che ad alta quota. Dopo la guerra abbiamo rallentato un po’ i ritmi e ci siamo limitati ad inventarci il Festival della Canzone Italiana che è solamente diventato il principale fenomeno di costume musicale e televisivo della storia d’Italia e la più bella pista ciclabile del mondo, costruita caparbiamente sulla vecchia ferrovia dove qualsiasi persona normale avrebbe fatto una strada.

Ognuna di queste idee è stata a ben vedere la testarda realizzazione di un impeto di follia, realizzata in un piccolo borgo tra mare e campagna, diventato quasi suo malgrado cittadina. Ogni tanto salta fuori qualcuno che spinge per la rinascita di qualcuna di queste genialate d’altri tempi, anche se adesso non hanno più senso. Avremmo più probabilmente bisogno di qualche altro folle un po’ testardo, come quelli lì sopra, che si inventi qualcosa di impossibile, incredibile, grottesco, fuori luogo e soprattutto di nuovo.

Due o tre cose sulle provinciali

Due-tre cose sulle elezioni provinciali:

  1. le due cose più belle sono che Fabio Natta è il nuovo presidente e che si farà avvalere da un’ottima squadra della sua lista composta da 6 ottimi sindaci (Abbo, Biancheri, Capacci, Fimmanò, Genduso, Ioculano), che ben rappresentano il cambio di passo che il Ponente ha avuto in questi anni. Per fortuna.
  2. di fronte a questa squadra, non potevo che sperare di arrivare di arrivare settimo, come è stato. A un pelo dal sesto, ma meglio così. Peccato non aver preso un consigliere in più, sarebbe bastato poco.
  3. Forse una composizione diversa della lista, maggiormente rappresentante l’entroterra e i piccoli comuni, sarebbe stata più opportuna per accrescere fiducia e partecipazione al voto. In ogni caso, io, Abbo, Fimmanò e Genduso abbiamo ottenuto un buon risultato anche nei Comuni più piccoli. E’ però evidente che c’era spazio per lavorare meglio e coinvolgere di più.
  4. Interessante il risultato per la lista “Beni Comuni”, organizzata da SEL e sostenuta anche da alcuni esponenti M5S e civici. Paradossale comunque che questo risultato abbia contribuito indirettamente all’elezione di Alessandro Casano, consigliere comunale imperiese che definire “convintamente di destra” è quantomeno molto riduttivo.
  5. La questione quote rosa: in tanti l’hanno tirata fuori, ma dato che si tratta di elezioni di secondo livello, bisogna che le donne siano disponibili a “correre” e presenti nei consigli comunali. Ho personalmente cercato in vari modi di convincere a correre al mio posto un sindaco donna che stimo tantissimo, ma non ha accettato purtroppo. In ogni caso, dico al mio ormai ex collega Ormea che non è che SEL e alleati possano proprio mettersi sul piedistallo. Diverso sarebbe se avessero convinto a candidarsi ad esempio Francesca Antonelli o avrebbero quantomeno sostenuto maggiormente Paola Bergamini. Invece, hanno concentrato i voti su alcuni consiglieri. Maschi.

In ogni caso, per il centrosinistra è una giornata storica: abbiamo fatto cadere l’ultimo baluardo politico del centrodestra della nostra Provincia. Avessimo detto 3 anni fa che gli amministratori della nostra provincia avrebbero votato al 60 % una coalizione in cui il PD è il primo partito e Forza Italia sarebbe stata all’opposizione penso ci avrebbero prescritto un TSO.

Sono orgoglioso di aver contribuito, nel mio piccolo, sia in questi anni in Consiglio Provinciale, sia in questa strana campagna elettorale, a questo risultato storico.

In bocca al lupo a Fabietto Natta!

Matuzia Nostra ha fatto “coming out”

Dopo vari mesi in cui l’Associazione “Matuzia Nostra” ha cercato di agire come associazione non politica (come citato varie volte nel suo sito), da qualche giorno ha fatto un vero e proprio “coming out” (fonte Sanremonews)

L’ufficio di presidenza, sempre condotto da Cesare Borghi (Presidente) e Alessandro Condò vice presidente e coordinatore organizzativo, ha individuato in Carlo Pavone la persona preposta a dirigere il coordinamento politico che sarà come collocazione quello di un centro-destra moderato. Naturalmente si è parlato anche del prossimo futuro, fissando obiettivi e valutando quali potrebbero essere i prossimi passi da fare per permettere al movimento di continuare il suo processo di crescita ed essere pronto a scendere in campo. Sicuramente il primo step sarà quello di fare in modo che tutte le problematiche che sino ad oggi sono state portate all’attenzione dell’amministrazione comunale rimanendo totalmente ignorate, possano non esserlo più in futuro. A tal fine si stanno vagliando diverse soluzioni tra le quali quella di avere un interlocutore in Consiglio Comunale che possa fare da portavoce alle istanze del movimento.

Non c’è niente di male a creare un movimento politico, anzi. L’attuale situazione del centrodestra locale e nazionale penso porti chiunque sia di centrodestra a cercare nuove strade. L’unica cosa, se un’associazione si colloca in una precisa collocazione politica e punta ad avere un interlocutore in Consiglio Comunale, ha bisogno di una certa faccia per continuare a definirsi super partes e non politica. O no?

Penso che però sia ora di finirla di prendere in giro i cittadini: chi vuole fare attività politica con un’associazione schierata, è libero di farlo e bene fa a farlo. Bisogna però finirla di fare finte associazioni non schierate che poi servono in realtà a portare acqua a questa o quella corrente senza che la cosa sia dichiarata. So che è un vecchio vizietto sanremese, ma secondo me è una brutta abitudine e una presa in giro verso i cittadini,

Alcuni appunti

Sono stato coordinatore provinciale della mozione Civati ai gloriosi tempi del Congresso. Questo perchè mi interessava (e mi interessa tutt’ora) portare avanti alcune tematiche e introdurre alcuni metodi nel campo progressista. Non rinnego nulla di quell’esperienza, ma faccio ultimamente molta fatica a riconoscere quelle idee e quei progetti di allora in chi dice di portarle avanti.

Prima di tutto, un disagio (passatemi il termine) ideologico: dal punto di vista economico, io mi ritengo un socialista liberale e faccio fatica a ritrovarmi nelle idee di Landini. Sono convinto che gran parte della riforma istituzionale (sia quella in Costituzione che quella degli Enti Locali) sia fortemente discutibile, ma nel senso che vada discussa nel merito e non avversata a priori. Anche se su molte altre battaglie capisco le inquietudini su alcuni metodi un po’ troppo “tranchants”.

Dal punto di vista partitico poi io ritengo che il PD debba fare dei grossi passi avanti, ma che non esista nessun sostanziale spazio politico al suo esterno. Detto questo, posso anche capire che si possa far fatica e provare disagio in alcuni contesti politici. Io non accetterei però di stare perennemente a disagio all’interno di un partito.

Credo poi ci voglia un minimo di rispetto per i territori e non credo che i problemi liguri siano quelli nazionali e viceversa, e mescolarli è fortemente sbagliato.

Non ho preso parte all’articolato percorso che ha deciso di intraprendere parte della sinistra ligure riguardo le regionali: mi sembrano obiettivamente in forte difficoltà, ma a loro va comunque riconosciuto rispetto, perchè vogliono rappresentare un malessere che c’è verso la politica e che non va sottovalutato. Ritengo che sia più sensato per me innanzitutto portare avanti il mio incarico di coordinatore del PD a Sanremo, cercare di far sì che determinate tematiche vengano discusse e portate avanti e difendere alcuni punti politici – quali la sostanziale inopportunità di un’alleanza col Nuovo Centrodestra a livello ligure. Ho la presunzione di pensare che possa servire e che valga la pena impegnarsi per questo.

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