Una domanda facile facile

In Europa ci sono 50 stati, 43 integralmente europei e 7 per varie ragioni a cavallo tra Asia ed Europa. La maggioranza di questi ha un tipo di Governo Parlamentare, come l’Italia.

Buona parte di questi stati – per varie ragioni – ha modificato la sua Costituzione negli ultimi decenni, e comunque dopo la scrittura della Costituzione Italiana. Se il sistema bicamerale paritario elettivo (ovvero Camera e Senato all’italiana) fosse stato ritenuto un buon sistema, avremmo oggi gran parte degli Stati europei con un’architettura istituzionale simile alla nostra.

Ora, tra questi stati il nostro modello non ha attecchito per niente. Addirittura la Costituzione Spagnola praticamente copia quasi integralmente la nostra Costituzione, escluso però il nostro sistema della doppia Camera.

Se quindi il nostro sistema costituzionale non è stato preso a modello da nessun’altra parte, non è che è una concausa delle nostre storiche magagne?

Dopo lo shock

In realtà non c’è stato alcuno shock, semplicemente c’è stata al ballottaggio la coalizione antiRenzi che già era stata testata al referendum sulle concessioni petrolifere: opposizione di sinistra, centrodestra al gran completo, Movimento 5 Stelle e delusi vari.

Tanti voti contro schierati e in qualche maniera comprensibili.

Assolutamente incomprensibile il giubilo di parte di alcuni militanti di sinistra storici, che festeggiano la vittoria del M5S, ovvero di un partito che comunque si augura la fine della democrazia diretta, che sul piano sociale e dei diritti ha idee tutte sue e comunque molto destroidi in fondo.

Non voglio comunque fare quello che parla degli altri, ma vorrei principalmente parlare di quello che deve fare il PD. Ecco alcune cose.

  • “Matteo, ti vogliamo bene” – tutto sommato, chi è rimasto nelle sezioni non trama nell’ombra nè cospira contro di te (salvo risibili eccezioni). Finora, tutti questi sono stati considerati poco e male, e il rischio non è che vadano in Sinistra Italiana, che si rompano della militanza tout court.
  • Pure quelli che non ti vogliono così bene a volte ci prendono e hanno a volte ragione, in quanto ad analisi della sconfitta sono piuttosto bravini.
  • Abbiamo passato gli ultimi 25 anni a santificare la figura del Sindaco e dell’amministratore municipale e sarà il caso che si crei un maggiore collegamento tra amministratori locali e Governo – ultimamente carente.
  • E’ bene che ognuno interpreti un ruolo che sa fare: sei un* vecchio politic* cresciut* in un sistema politico vecchio stile? Difficilmente sarai credibile a fare il turborenziano hipster. Sei viceversa un influencer (o supposto tale) attivo sui social, importante anche a livello nazionale? Stai all’occhio che se entri in sezione e millanti comunismo anni sessanta i vecchi compagni ti si magnano..
  • Visto tutti i disastri combinati, non mandateci più i dirigenti storici del PD di Roma a spiegarci le loro “best practices”nel rapporto col territorio. Abbiamo già dato e la loro spocchia media è insostenibile.
  • In caso di lanciafiamme, occhio con la mira. Che ci manca solo che prendiamo due caprette espiatorie e basta.

Caffè con un vecchio compagno (sunto)

Io sono di sinistra. E mi sta sulle scatole Renzi. E quindi faccio la cosa che sta più sulle scatole a Renzi, ovvero mi sbatto per il No al referendum.

E’ una vergogna che questa riforma sia votata anche da Monti e Alfano. Sono d’accordo con me anche Salvini, Meloni e Berlusconi, scusa eh! E anche i grillini, che sono contro la democrazia rappresentativa, la stanno difendendo! Qualcosa vorrà pur dire, no?

E visto che anche alle amministrative non è che la sinistra sia andata così bene da sola, la colpa è del PD se non ci hanno votato. Il PD ha perso la sua base storica degli elettori di sinistra, il fatto che poi non voti neanche a noi mica è colpa nostra scusa.

Quindi, adesso devo dare una mano alla destra e ai grillini per far campagna per il no. Dici che la destra o i grillini così prendono terreno? Sì, ma io ce l’ho col PD! e quindi deve passare il no!

Adesso magari sarà anche il caso che poi informi anche cosa prevede questa riforma, che non ci ho ancora avuto tempo.

Dati di fatto

La riforma costituzionale è una roba complessa e va valutata tutta assieme.

A questo link trovate il testo a fronte commentato – che dovrebbe essere la prima cosa da vedere.

Dati importanti:

  • la prima parte della Costituzione – quella che stabilisce i Diritti e i Doveri dei cittadini – non viene toccata;
  • viene rivisto pesantemente il Parlamento, differenziando elezione e composizione di Camera e Senato. Per chi ha tempo da perdere propongo un interessante giochetto. Nel 1947 è entrata in vigore la nostra Costituzione che ha introdotto il meccanismo del bicameralismo perfetto: qui trovate l’elenco delle Costituzioni vigenti in tutto il mondo, trovate voi quante hanno deciso, dopo aver visto la nostra, di usare il sistema parlamentare italiano;
  • viene poi rivista pesantemente anche la divisione dei compiti tra Enti – Stato, Regioni e Comuni;
  • Altri aspetti su referendum, CNEL, stipendi, etc, sono a parer mio secondari in questo frangente.

Penso sia una riforma discutibile, nel merito, nei contenuti e nella visione che si porta dietro. Alcuni punti in particolare – forma e elezione del Senato e competenze delle Regioni, visto che non esiste una struttura “standard” nemmeno in Europa.

Per quanto riguarda il fatto che la nostra sia “la Costituzione più bella del mondo”, prendo a prestito (traducendole come posso) le parole di Gaia Manco.

Ho sentito innumerevoli volte in Italia dai media, dai politici e dagli italiani in generale “abbiamo la più bella costituzione del mondo” – una cosa che non mi è mai piaciuta.
In primo luogo, ci vorrebbe un sacco di lavoro e di tempo da passare studiando le costituzioni di tutti i paesi del mondo per farne un “concorso di bellezza”, e dubito chiunque fatto questa osservazione lo abbia mai fatto davvero.
Secondariamente, io sono decisamente convinta che ci siano molti paesi democratici e liberi con lavori altrettanto ben fatti.
E ‘come dire che la mia mamma è la più bella mamma del mondo. Lei è sicuramente, ma solo per la mia famiglia.

Penso sia giusto essere orgogliosi del processo democratico che ha portato i Partiti usciti dalla Resistenza a scrivere assieme le nuove basi della nostra Unità nazionale. Non ritengo tuttavia accettabile nè tantomeno aderente alla realtà il tono che buona parte del Fronte del No sta utilizzando. Approvando questa Riforma, di fatto andremmo ad utilizzare un sistema parlamentare e di autonomie di fatto comparabile a un qualsiasi paese europeo dalla democrazia matura. Non è un dramma o una mancanza di rispetto cambiare dei pezzi della Carta Costituzionale dopo 70 anni, in cui siamo passati attraverso compromesso storico, caduta del Muro, entrata nell’Euro, bipolarismo e addirittura una vittoria degli Avion Travel al Festival di Sanremo  (sì, una belinata ce la dovevo mettere).

Vi da fastidio Renzi, la Boschi, il PD, Verdini? Capisco, ma ci sono le elezioni politiche per quello.

Credo che su questo tema tutti abbiano diritto di esprimersi. Sono “punti di vista”, legittimi, che li esprima Confindustria o l’ANPI. Ci saranno ottime e pessime persone e gruppi in tutti e due gli schieramenti, per cui, a prescindere, ragioniamoci con la nostra testa.

Affinità e divergenze tra la Valle Argentina e l’Europa

Spesso facciamo fatica a capire come funziona l’Europa, l’Unione Europea e i Governi. Invece dobbiamo pensare che funzionano come noi. Ma proprio uguale uguale eh.

Prendiamo l’entroterra della Valle Argentina e facciamo finta che sia l’Europa.

Badalucco è il Regno Unito della Vallata. Borgo grossino, un po’ più cittadino e hipster degli altri, pensa di meritare per indiscussa superiorità la leadership di valle. Ultimamente ha dichiarato di voler uscire dall’Unione di Comuni esattamente come la Gran Bretagna vorrebbe uscire dall’UE. In passato hanno fatto la guerra allo Stato contro la costruzione di una diga – i NoTAV in confronto sono educati lord inglesi. Molto probabilmente Argallo vorrebbe anch’esso l’indipendenza come la Scozia o l’Irlanda del Nord (off topic: meraviglioso reportage dalla Festa “Patronale” di San Giovese).

Bajardo e Ceriana sono un po’ gli Scandinavi della situazione – hanno le loro peculiarità, li si mette tutti assieme anche se non sempre si sopportano, geograficamente sono un po’ ai margini della vallata e hanno un rapporto di amore – odio con un vicino ingombrante e casinista quanto la Russia di Putin – la città di Sanremo. Hanno abitudini particolari e un po’ folli come la Sagra della Sousissa e Ra Barca e una delle maggiori tradizioni musicali in tutti i generi, esattamente come le feste pagane nordiche e la folle scena musicale baltica. Mancherebbe giusto un equivalente della trombonave Helsinki – Stoccolma; purtroppo il bus RT della linea 15 Sanremo – Ceriana – Bajardo non è altrettanto animato

Molini di Triora ricalca invece la Spagna. Una delle poche nazioni tutto sommato invidiata con il suo bel repertorio di luoghi comuni – corrida, siesta, tapas – e invece poi gratta gratta quelli di Andagna si comportano come i Catalani, quelli di Glori come i Baschi, Agaggio Inferiore e Superiore come Castilla y Leon e Castiglia la Mancha, e Corte, Aigovo, Gavano, Perallo che stanno lì ognuno con le sue giuste menate e ambizioni.

Montalto e Carpasio sono il Benelux. Un po’ si prendono in giro, ma cercano di fare tutto assieme, sono tutto sommato bei posti, con un bel tasso di innocui parahippies provenienti da mezza Europa sparsi tra le campagne. Ultimamente parlano di fondersi tra loro mentre tutto il resto della valle farebbe la secessione anche da gran parte dei propri cugini primi – generalmente con ottimi motivi peraltro.

Triora invece è la Francia. Chic, internazionale, nota, ammirata, storica, scenografica, nobile, e con gli ultimi rimasugli di un impero coloniale strappati con i denti a vicini riottosi e potenze nemiche – la Francia ha la Guyana e Tahiti, Triora ha Monesi e Realdo.

Taggia infine è come gli Stati Uniti d’America: a parole tutti detestano gli abitanti della costa, pieni di foresti e che bevono per l’aperitivo spritz e birre d’abbazia, lasciando perdere i misteriosi e opaci “russi” e “gianchi” della casa. Dall’altra parte, non ci fosse Taggia a fornire servizi pubblici e a “imporre” la pace e la civiltà, tra i vari borghi ci sarebbero filo spinato, sacchi di sabbia e nidi di mitragliatrici. E d’altra parte, sanremesi e imperiesi non riescono più di tanto a farsi  capire in vallata.

Consiglierei pertanto a chi volesse avere prossimi ruoli di governo nell’Unione Europea a farsi un semestre di Erasmus amministrativo dalle nostre parti. Avessimo ancora a disposizione chi ha tracciato i confini tra Montalto e Badalucco, il conflitto russo ucraino l’avremmo risolto facile facile.

La storia infinita

C’era una volta Veltroni Segretario – e non vado più indietro perchè prima non ero iscritto. All’epoca c’era una corte di entusiasti e un gruppo di antiveltroniani duri e puri che con uscite improvvide hanno fatto dei danni enormi al partito per sabotarne la leadership. In mezzo, dirigenti e militanti sbigottiti. Al cambio di segretario, una parte consistente si tramuta da corte veltroniana a hooligans dalemiani nello spazio di un frizzantino.

Dopo arrivò Bersani segretario, anche lui dotato di una curva di fans molto spesso ridicola. A questi si oppone con uscite fortemente improvvide un gruppo inizialmente ridotto di renziani, con iniziative fortemente destabilizzanti contro il partito. La leadership regge al primo scontro, ma al secondo crolla. Una parte consistente della corte bersaniana “tradisce” Cuperlo per Renzi, diventandone i pasdaran.

Oggi a Renzi e renziani si contrappone un’ampia frangia di opposizione interna e le dinamiche non mi sembrano per nulla differenti. Qualsiasi maggioranza interna finora si rafforza autocelebrandosi, incolpa di “sabotaggio” chiunque non segua la linea e qualsiasi opposizione gioca a far saltare la baracca per acquisire forza, motivare i “suoi” e acquisire visibilità.

Escludendo la militanza e la dirigenza territoriale – che più o meno assiste inerme a queste squallide guerre interne – mi sembra siano ben pochi quelli che non hanno abusato del loro ruolo sia di maggioranza che di minoranza interna. Mi sembrano quindi ridicoli sia i pistolotti contro i gufi che quelli contro “l’arroganza della corte del segretario” e molto poco credibili i pulpiti da cui partono, entrambi.

Una giusta domanda

“Io comincerei a chiedermi perché la sinistra è elettoralmente al lumicino.” Questo scriveva Duccio Guidi ai margini di una discussione su facebook. Sottinteso: perde perchè sta dietro a questioni che riguardano poche persone (es. diritti civili) e non i veri problemi. Non credo sia questo il motivo: da sempre la politica e il dibattito pubblico hanno affrontato i temi etici e di attualità senza scossoni politici – l’elettore medio si appassiona e discute su alcuni temi controversi, ma poi difficilmente vota sulla base delle posizioni sui temi “difficili” – altrimenti, dopo i referendum su divorzio e aborto la DC sarebbe scomparsa con i Radicali primo partito o a contraris in tutto l’Est Europa, in cui non vi è o quasi dibattito sui diritti civili, ci sarebbe la socialdemocrazia al governo ovunque e così non è.

Con metodo scientifico (ullallà) affrontiamo un po’ il panorama generale della sinistra in Europa. Attualmente e al governo in diversi Stati anche importanti, ma nella maggior parte dei casi in coalizioni molto allargate e in alcuni Stati (Francia su tutti) c’è una crisi di consenso molto grave. C’è un fenomeno trasversale che colpisce tutta Europa, cioè quello del voto antisistema, che in realtà è presente nella scena politica europea da anni.
Non si tratta di un voto stabile, ma molto umorale. In Francia può portare indifferentemente i Verdi o il Front National a “vincere” le elezioni europee, può diventare in alcune regioni un movimento autonomista (Vlaams Blok, i vari partiti indipendentisti spagnoli, Lega Nord, etc) oppure turbonazionalista in altri (Alba Dorata, Front National, Veri Finlandesi, UKIP,PiS, etc.) , può essere variamente antisistema (Pirati, M5S, Podemos) o anche di estrema sinistra (Syriza). Apparentemente questi partiti nulla c’entrano tra loro, ma tutti sono cresciuti a spese dei partiti delle famiglie tradizionali (socialiste, liberali, democristiane). Quindi sostanzialmente parliamo di questo.

La crisi economica si è fatta sentire, ma l’austerity probabilmente ancora di più e sostanzialmente è aumentata la sfiducia – verso la classe politica in generale, verso l’Europa, verso la propria capitale. Fino a una decina d’anni fa probabilmente tutti gli Stati membri erano molto meno solidali, governati anche in maniera meno efficiente di ora e forse anche meno consci delle proprie responsabilità, ma c’era probabilmente una maggior comprensione umana tra popoli e governi. Oggi le incomprensioni tra Governi (nordeuropa contro sudeuropa, nuovi membri VS eurolandia, scandinavi e inglesi contro i continentali) sono anche schieramenti sentiti nella popolazione – basta chiedere in un bar qualsiasi se sta simpatica Angela Merkel, ognuno ha un’opinione, mentre ad esempio Schroeder era difficile che qualcuno sapesse chi fosse. La sinistra “istituzionale” si trova a provare a difendere oggi l’esistente in termini di welfare (che molto spesso riguarda solo parte della società) e di rapporti europei (e tanti si sono già dimenticati che in Europa prima di Bruxelles capitale c’erano dittature, guerre, invasioni). Non si tratta di una missione facile, anzi.
Dov’è che la sinistra funziona? Dove riesce a interpretare contemporaneamente leadership, concretezza e cambiamento – Renzi è maestro in questo. Indirettamente vince anche dove le sue conquiste non vengono messe in discussione – in Scandinavia nemmeno quando vince la destra più becera si riesce a toccare sul serio lo stato sociale.
Non penso quindi che la soluzione sia quella di rinnegare i propri valori, ma di fare politica bene, essendo se stessi e parlando di problemi reali. Quindi sia governo che progresso sociale.

Oggi però basta parlare di Europa, è il SuperTuesday e bisogna vedere che succede. Io nel mio piccolo, tifo Sanders, ma soprattutto gufo Trump!

Ore, km e €

mappa reddit

Questa mappa di Reddit è stata fatta mettendo assieme i dati demografici dell’ANCI e fa vedere dove vive metà della popolazione italiana. Su un territorio abbastanza grosso vediamo che in realtà i luoghi più popolati sono relativamente pochi. Quindi dovrebbe essere relativamente semplice collegare un’area turistica ad alta densità (Ponente ligure) con pochi luoghi di scambio e interesse. Guardiamo com’è la situazione da Sanremo via google maps e sito di Trenitalia*:

TORINO: 232 km e 2h37 via autostrada, 2 treni diretti e 15 con 1 cambio al giorno con prezzi 17-29 € e percorrenza in 4h-4h30;

MILANO: 270 km e 3h via autostrada, 8 treni diretti e 2 con 1 cambio al giorno con prezzi 19-39 € e percorrenza in 3h30′-5h30

BRESCIA: 355 km e 3h40 via autostrada, 10 treni con 1-2 cambi al giorno, prezzi  38,80-57.50 € e percorrenza tra 4h37 e 7h06

FIRENZE: 371 km e 4h08 via autostrada, 10 treni quasi tutti con 2 cambi al giorno, prezzi 28,80-54,40 € e percorrenza 5h12-6h57

REGGIO EMILIA: 381 km e 4h04 via autostrada, 11 treni con 2-3 cambi al giorno, prezzi 31-50,50 € e percorrenza 5h20-7h09

BOLOGNA: 423 km e 4h20 via autostrada, 9 treni con 2-4 cambi al giorno, prezzi 44,85-80,50 € e percorrenza 5h08-7h25

MESTRE (VE): 517 km e 5h06 via autostrada, 9 treni con 1-2 cambi al giorno, prezzi 57,50-79,75 €, percorrenza 6h26-8h55; Google suggerisce volo Nizza-Venezia low cost

ROMA: 647 km e 6h37 via autostrada, 7 treni con 2 cambi (tranne un diretto) al giorno, percorrenza tra 6h56-8hoo (più un IC notte da 10h06), prezzi tra 56,50-80,00 €, voli low cost tra Nizza e Roma.

OK, ci sono anche autolinee settimanali per Borgosesia e Aosta e bisettimanali per Pescara, ma insomma, siamo collegati proprio male col resto del nostro paese.

La carenza di collegamenti diretti è particolarmente negativa per tutte le principali destinazioni tranne Milano, i tempi di percorrenza sono generalmente enormi (da Torino nello stesso tempo si raggiunge Roma piuttosto che Sanremo…) e sulle destinazioni più lontane anche il fattore costo incide pesantemente. Qualche risposta potrà venire dai lavori del raddoppio ferroviario San Lorenzo-Andora a breve e più in là, dall’apertura del Nodo ferroviario di Genova e del Terzo Valico.

Ma soprattutto servono più treni diretti. A margine: ci sono state proteste per la soppressione delle fermate a Bordighera del treno Thello Marsiglia – Milano; quel treno fa 3 fermate in Lombardia e 6 nel PACA su tre dipartimenti, non mi sembra un grosso scandalo se gli stop tra ventimiglia e Savona passano da 9 a 8. Ci sono gravi carenze nel trasporto regionale, ma non si possono scaricare sulla lunga percorrenza.

*ci sono anche altri modi per viaggiare (carsharing, NCC, autolinee, etc ma è una semplificazione rappresentativa di oltre il 90 % del trasporto pubblico)

Nessuna sorpresa

In Spagna nessuno ha avuto la maggioranza e i prossimi mesi possono essere davvero tragicomici. Partiti storici (quelli che hanno guidato la transizione democratica dal franchismo) arretrano e formazioni nuove più o meno antisistema ottengono risultati a doppia cifra. Più o meno lo stesso tipo di elettorato, a seconda dei paesi, vota Syriza, Podemos, Front National o Movimento 5 Stelle.

Fin tanto che la politica non sarà in grado di nuovo di suscitare speranza, vincerà sempre di più la rabbia.

Dopo le regionali francesi

Abbiamo tutti parlato e scritto per anni dei 10.000 difetti del PD e di Renzi. Che ci sono, mica lo nego. Se però non si crede e non si lavora a un progetto politico credibile, progressista, moderno, inclusivo, comprensibile, si spiana la strada – come ha appena dimostrato la Francia – alla destra reazionaria. Vedere tanti frontalieri italiani festeggiare l’ottimo risultato frontista significa che abbiamo perso anche noi. Non è – solo – questione di immagine, ma c’è un lavoro più profondo da fare.  C’è da rafforzare il PD, e rafforzarlo almeno il doppio in Liguria, per le note vicende.

Alcuni dati positivi ci sono: probabilmente la posizione italiana (ed europea) in politica estera è molto più equilibrata ed efficace rispetto a quella del PS – un po’ troppo sopra le righe per la sua storia – o del Labour, spaccato come nemmeno l’Unione di Mastella e Turigliatto tra un “assolutamente sì” e un “assolutamente no” all’intervento in Siria. Inoltre, in generale, il Governo Renzi è percepito da tutti come un Governo attivo, padrone delle proprie scelte. Anche quando non si condividono, ma il distacco rispetto agli ultimi 4 decenni di traccheggiamento è evidente.

Certo, è molto più tranquillizzante e riposante rinchiudersi politicamente in un sicuro recinto di uguali, con lo scopo di darsi ragione vicendevolmente tralasciando per comodità o incomprensione la realtà. E questa realtà che urla forte ormai da anni è quella dei partiti xenofobi e antisistema, che dovremmo aver imparato a conoscere, e a lottarvi contro assieme. E invece. Da notare che poi il Front National  i valori base della Repubblica Francese almeno li condivide e li fa suoi, mentre i loro emuli italiani sono assolutamente estranei a tutti i principi costituzionali e della Repubblica.

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