Posta male

Un piccolo capolavoro la lettera inviata a casa degli elettori imperiesi delle primarie da parte del circolo cittadino di SEL.

Prima di tutto, chiamano “nostro elettore” anche chi magari ha votato Tabacci o Renzi – perchè non dovrebbero sapere chi ha votato cosa, credo. Oppure sono coerenti con l’idea che “loro” sono i tenutari del diritto di rappresentare la coalizione di centrosinistra Italia Bene Comune, anche se gli altri quattro attori – PD, PSI, comitati Renzi e Centro Democratico la pensano diverso e sono tutti d’accordo.

In coda – alla faccia della democrazia interna – arrivano gli “ordini di scuderia” di votare qualcuno – al posto di qualcun altro. Sulla base di che criterio, sfugge. Ricordo che loro si autodefinivano i portatori sani di primarie e invece si rifugiano nel central… ehm, localismo democratico.

Terzo punto: la proposta politica è semplicemente inesistente e l’identità è affermata semplicemente al contrario. Ne avevo già scritto nella seconda parte di questo post e pare che l’unico collante identitario sia “non siamo d’accordo col PD”. Perchè? Perchè non si è alleato con noi. (logica consecutio: perchè noi secondo noi siamo i migliori alleati possibili, of course). Direttamente o indirettamente, SEL è citata quattro volte, il PD sette. La coalizione di SEL – che si sta presentando –  è citata tre volte, quella del PD almeno cinque. Fa piacere essere sempre al centro di pensieri altrui.

D’altra parte, non c’è stata autocritica nemmeno dopo le politiche (in cui la performance del PD merita un 5 meno, ma quella di SEL è da 2 secco), per cui andiamo avanti così.

Fintanto che l’obiettivo massimo cui tendere è rendere contenti i propri elettori – non uno di più, non sia mai! – facendo opposizione al meglio possibile, possibilmente dialogando il meno possibile “fuori dal giro” che si deve restare duri e puri, ci saranno sempre giunte e governi cui fare opposizione.

Nel frattempo, io voterei Montanari, lista PD, che è la cosa più sensata.

Le parole e la marginalità

Nei giorni scorsi ha suscitato un po’ di clamore una micropolemica – che qui riporto giusto perchè è il mio blog e quindi ci possono stare anche futilia et inutilia.

La candidata di SEL Tarijn Giribaldi critica la scelta di usare come slogan da parte del candidato Sindaco Capacci la frase “se non ora quando”, che sarebbe troppo legata al movimento femminile.

Io ho risposto testuali parole “Punto primo: se fosse, sarebbe una bella cosa se un’elezione amministrativa fosse anche l’occasione per ribadire alcuni concetti. Punto secondo, trattasi di frase di uso abbastanza comune, oltre che di un titolo di un romanzo di Primo Levi. Terzo, “Imperia Bene Comune” mi ricorda un po’ tanto “Italia Bene Comune”, ovvero SEL, PD, Centro Democratico, Partito Socialista e Comitati Renzi. In Imperia Bene Comune c’è solo un ensemble su questi cinque, gli altri quattro sono da un’altra parte – tutti insieme peraltro. Così, per dire. Se poi si passasse alla discussione di problemi veri e concreti – anche da parte mia – non sarebbe male.”

Ex post, aggiungerei due precisazioni: prima di tutto, che non si tratta dell’unico slogan, ma di uno dei messaggi che si è deciso di scegliere; secondariamente, quando citavo il fatto che la frase incriminata fosse anche il titolo di un romanzo intendevo dire che da lì è diventata citazione di uso comune, esattamente come per “il male oscuro”, “per chi suona la campana” e va dove ti porta il cuore”. Ovviamente è pesato nel penoso dibattito socialmedialgiornisticodiquartiere il fatto che io sia un marxista per Capacci (si scherza, compagno Bruno!).

La mia reazione è stata definita come “spropositata” da alcuni compagni di SEL. Quelli che sono rimasti “sconcertati” da un jpeg (su sette peraltro e destinati solo a facebook). “Dolente” per l’inutile clamore suscitato, “ribadisco” la necessità di quanto da loro affermato, ovvero di dare il giusto peso alle parole.

Il discorso che ci sta dietro è in realtà una delle concause della marginalizzazione di un certo modo di intendere la sinistra, ovvero l’autoattribuzione in via esclusiva di alcune battaglie: deve essere la sinistra e solo lei a lottare per i diritti femminili, per la difesa della Costituzione e della Resistenza, contro il nucleare, per il matrimonio per tutti, etc etc etc.

Bene, cara sinistra “siamosolonoi”: l’unica battaglia vinta – e da molti parecchio sbandierata come vittoria – è stata quella dei referendum, ma a vincerla è stata una straordinaria partecipazione che non era solo di sinistra, basta pensare ai molti sindaci dell’entroterra imperiese in prima fila per l’acqua pubblica. Mi dispiace se do delusioni, ma non erano propriamente tutti grandi e storici compagni prima e non lo sono diventati adesso.

Dico quindi che in presenza di una situazione assolutamente minoritaria di alcuni movimenti e partiti su battaglie che possono essere allargate anche all’infuori di un ristretto alveo “storico”, bisogna essere capaci o di diventare maggioranza assoluta da soli (e non mi pare si sia su questa strada), oppure essere capaci di guardare oltre i propri steccati. A meno che l’interesse vero non sia poi quello di non vincerle quelle battaglie. E qualche dubbio viene.

Cambiano gli schemi

Per chi pensa di riproporre alleanze locali già viste in passato, diciamo così, per tradizione.

Attualmente IDV è in piena deflagrazione e si sta scindendo in un numero non precisato di liste, oltre ad avere posizioni difficilmente compatibili con un’alleanza classica di centrosinistra. Localmente non sempre è alleata col centrosinistra, sicuramente non lo è a livello nazionale.

Comunisti Italiani e Rifondazione, dopo essersi uniti nella Federazione della Sinistra, si stanno ri-riseparando, con posizioni più “massimaliste” dei primi e dialoganti dei secondi.

Qualche anno fa, SEL aveva federati dentro di sè anche i Verdi e il PSI, che ora invece seguono percorsi separati. Probabilmente tutti convergono verso il centrosinistra, ma si tratterà con tre soggetti separati.

Questo per dire che quello che nella testa di molti è uno schema immutabile, in realtà è mutato parecchio.

Cronache dalle Primarie – stagione IV episodio 6 – The others

Ho già parlato dei primi due quinti dei fans, ovvero di renziani e bersaniani di riviera.

Non ci possiamo far mancare nulla, e quindi ci sono ovviamente anche i sostenitori degli “altri”, Vendola, Tabacci e Puppato.

I Vendoliani hanno avuto la loro giornata di gloria venerdì scorso 9 novembre – anniversario della caduta del muro di Berlino tra l’altro – quando Nichi è venuto a visitare l’estremo ponente, con tappe Ventimiglia, Sanremo e Bordighera. Ha ricordato – ma quelli che avevano partecipato alla disastrosa avventura del Dopofestival YouDem lo sapevano già – di aver partecipato al Festival di Sanremo nel ’95 con Sabina Guzzanti e David Riondino e uno di quegli ensemble multicolori autoreferenziali che tanti danni han fatto alla sinistra italiana ahimè. Dall’Ariston ha lanciato strali e accuse a Bersani e Renzi, suscitando molto calore tra i fan, ma in realtà poca polemica vera e propria, che era quella che andava cercando. Hanno fondato 3 comitati civici di sostegno a Vendola, composti per lo più (comprensibilimente) da iscritti e simpatizzanti a SEL.

Il sostegno a Bruno Tabacci pare invece molto più limitato, anche se in molti siamo – ovviamente me incluso – contenti della sua partecipazione. Il comitato locale di sostegno pare sia capeggiato da Sergio D’Aloisio, noto esponente ex IDV.

Ultimi siamo noi per Laura Puppato. Sì, siamo. Ho deciso di sostenere la candidatura di Laura perchè ritengo sia quella che meglio può rispondere alle giuste perplessità dell’elettorato che per due terzi ormai o diserta le urne o fa voto di protesta e la giusta attenzione alle tematiche dell’ambiente, della sostenibilità e dei diritti civile. Accanto a me un piccolo gruppo di sostenitori come Giacomo Ferrari e Donatella Albano e la consapevolezza di aver fatto una scelta di cuore.

Ieri c’è stato il primo dibattito a 5 presso il circolo San Martino, mentre questa sera al circolo di Imperia Porto Maurizio e sabato pomeriggio a quello di Sanremo Centro si presenteranno le candidature del PD.

Per le registrazioni, o online oppure presso i banchetti a Imperia, Sanremo e Ventimiglia.

Scambi di posizione

Bene ha fatto Giorgio ad evidenziare un aspetto venuto fuori da un articolo online, ovvero una piccola grande norma per fortuna applicata e fatta rispettare nel PD: il limite a tre mandati.

Oltre ai nomi citati da Giorgio, “grazie” a questa norma c’è potuto essere un forte innovamento nelle liste e negli attori politici del centrosinistra. Non è stato indolore, perchè rinunciare ad avere le capacità e le competenze di persone come Marco Andracco, Gianni Sciolè o Nuccio de Bonis in Consiglio è stato un bel sacrificio.

Detto questo, credo che ne sia valsa la pena e non è esagerato dire che l’unica seria operazione di rinnovamento effettivo è stata svolta dal PD all’interno del centrosinistra, che invece in molti casi non ha saputo avere altrettanto coraggio. E dire che comunque per il meccanismo elettorale è più facile trovare spazi per gli esordienti che altrove: ad esempio a Imperia è bastato arrivare nei primi 7 di lista nel PD (cosa successa per molti esordienti), in altri partiti in cui è stato eletto un solo rappresentante è ovviamente molto più difficile per uno “novello” farsi spazio.

Ci sono cose che non riesco a spiegarmi: ad esempio perchè non si sia saputo evidenziare questa nostra capacità, di cui avremmo avuto probabilmente andare molto più orgogliosi e perchè viceversa buona parte della parte rimanente del centrosinistra “giochi” a rappresentare innovazione e modernità, mentre sarebbe molto più credibile per loro (a parer mio almeno) rappresentare la sinistra “tradizionale”.

Non hanno più numeri certi

Nell’ultima seduta del Consiglio Provinciale la maggioranza non è stata in grado di mantenere da sola il numero legale per gran parte della seduta, nonostante in votazione ci fosse il Consuntivo di Bilancio. Questa pratica è una delle più significative per ogni Amministrazione e il semplice fatto che la Giunta Sappa non abbia avuto i numeri per sostenere da sola il proprio bilancio durante tutta la discussione è da un lato indicativo delle difficoltà che attraversa da mesi ormai la maggioranza e dall’altro preoccupante per i problemi amministrativi che da ciò deriveranno.
In passato (ad esempio su pratiche relative a problemi ambientali o a questioni relative alla scuola dell’obbligo) abbiamo garantito il numero legale per consentire che determinate pratiche urgenti fossero affrontate, ma stavolta la situazione era completamente diversa. La Giunta Sappa non è stata capace di affrontare e risolvere i numerosi scheletri nell’armadio che ha ereditato dalle precedenti amministrazioni (tutte degli stessi colori, spesso con le stesse persone), e da oggi il centrodestra in Provincia non può più nemmeno essere certo di poter garantire il sostegno alle proprie pratiche. 
I nostri gruppi, per evidenziare questa situazione al pubblico e dare un forte segnale politico ai cittadini della nostra Provincia, hanno pertanto abbandonato l’aula, dimostrando così coi numeri l’insussistenza della maggioranza. 
Il fatto che per il rotto della cuffia la maggioranza abbia recuperato a malapena e in zona Cesarini il numero legale , non sminuisce il problema, ma anzi evidenzia come ormai la Giunta Sappa viva di fatto alla giornata, ostaggia di fatto di uno o dell’altro consigliere. I cittadini della Provincia di Imperia meritano risposte ai propri problemi, ma in cambio hanno ormai solo promesse da marinaio (… come quella di nominare un Assessore al Turismo) e le tasse provinciali più alte d’Italia.

Una tabella interessante

Come tutti i sondaggi e le analisi statistiche, va presa con le pinze. Ciò nonostante, questa tabella dell’Istituto Cattaneo su Parma è la più interessante di quelle che ho trovato fin’ora in rete.

Lo scopo del gioco è confrontare i flussi di voti tra le Regionali 2010 e le Comunali dell’altro giorno, considerando i voti per i candidati sindaco e non per lista.

Nel dettaglio, i candidati sindaco sono:

  • Ghiretti: civico
  • Pizzarotti: M5S
  • Roberti: civico + rifondazione
  • Ubaldi: UdC + civiche
  • Bernazzoli: PD + IDV + SEL + comunisti italiani + civiche

Nell’ultima parte a sinistra della tabella trovate invece i candidati Presidenti di Regione, ovvero:

  • Errani: centrosinistra
  • Bernini: centrodestra
  • Favia: M5S
  • Galletti: Udc

I dati più interessanti:

  • gli elettori IDV del 2010 sono andati in massa a votare, ma oltre metà ha scelto nel 2012 il candidato del M5S.
  • l’astensione ha colpito pesantemente i votanti nel 2010 sinistra radicale, di cui quasi un quarto non è più andato a votare (nonostante la presenza di diverse liste e candidati afferenti a quel mondo)
  • gli elettori PD 2010 sono stati i più “fedeli”, confermando per 4/5 il voto al centrosinistra
  • gli elettori UdC 2010 hanno disertato al 30 % le urne
  • gli elettori leghisti e del PdL sono quelli che hanno seguito di meno le indicazioni di partito (i loro candidati non sono nemmeno tra i primi 5 arrivati), rifugiandosi nelle liste civiche e centriste e per la Lega paradossalmente al 40 % quasi nel M5S e 15 % circa nel centrosinistra.

Ovviamente il caso di Parma è molto particolare, ma in buona sostanza mostrerebbe come il PD pur non eccellendo, in buona sostanza “tenga botta” abbastanza bene – molto meglio dei suoi competitor a sinistra – mentre il supposto decollo del Terzo Polo in realtà non ci sia (anzi!) e l’exploit di due anni fa di Lega e IDV venga assorbito dalle liste del M5S.

Non mi sbilancio a dire che da questa analisi parziale si possano dare risposte su tutt’Italia, tutt’altro, ma può essere un primo esempio di studio (credo!) serio sui flussi elettorali del post-Berlusconi e post-Bossi.

Completiamo il quadro

Imperia: Strescino si autosospende dal PDL e dice basta ai dettami di Claudio Scajola

Ringrazia le opposizioni per il confronto aperto e sincero per il bene della città.

Il sindaco di Imperia, Paolo Strescino, ha spedito stamattina una lettera al Presidente (ndb del PdL) Berlusconi e al Segretario Alfano per comunicare la propria autosospensione del PDL perchè: “pare evidente che una parte del PDL imperiese provinciale non corrisponde più alle mie idee sul centrodestra, non ultima la brillante intervista rilasciata dal segretario provinciale”.

Le motivazioni di Strescino sono sia amministrative che politiche: “per me che ho una percorso politico che inizia da quando avevo 16 anni nella destra è difficile accettare le affermazioni espresse dai colleghi di partito, sia quelli più giovani che quelli più grandi, soprattutto non accetto critiche da chi ha cambiato ripetutamente casacca politica, i giovani in particolare esprimono linee di politica vecchia, non ho sentito ne proposte ne riflessioni e nemmeno scuse alla città, ma solo attacchi frontali alla mia persona”.

“Non voglio più condividere con queste persone ne un percorso politico ne un percorso amministrativo, nel PDL l’aria si è fatta irrespirabile” ha poi continuato,  “sono state fatte dalla nuova Giunta 50 delibere in 3 settimane rispetto alle 130 fatte dall’inizio dell’anno, l’attività amministrativa continua, se non fosse così io me ne andrei”.

Dopo il consiglio del 12 aprile Strescino ha incontrato diverse realtà cittadine come la compagnia Maresca, e incontrerà il Centro Sociale “La Talpa e l’Orologio” mercoledì sera, “non è che lo faccio ora perchè devo convincere qualcuno, è una cosa che va fatta e che ho sempre fatto”.

Continuano infatti gli incontri con la delegazione dell’opposizione (l’ultimo ieri sera) perchè “nel confronto aperto che c’è stato ho notato un grande segno di responsabilità da parte loro che comunque continuano nella loro linea ma che hanno cambiato l’atteggiamento reciproco”, la prossima settimana incontrerà gli esponenti della Lega Nord.

E’ poi intervenuto a proposito degli ultimi interventi del PDL, “finalizzati alla demolizione personale del Sindaco”, in particolare ha riportato che una consigliera PDL ha affermato che “non mi è arrivato l’avviso di garanzia perchè sono un infame, un collaboratore della Procura”.

“Le vicende giudiziarie che devo gestire in qualità di sindaco pro-tempore non riguardano atti o delibere di questa amministrazione, sentirmi dire da qualche giovane consigliere che “qualcuno ha la faccia pulita e qualcun altro no” è molto ingiusto, specialmente quando qualcuno non può votare delle delibere per questioni di opportunità”

Dopo gli insulti risultati dalle intercettazioni Strescino ha quindi preso coscienza che la campagna di denigrazione parte da lontano, ben dal 2010, e continua anche negli ultimi comunicati e dichiaraziuoni alla stampa dei vecchi colleghi di partito, “doverosamente non mi sento più rappresentato da certi colleghi del PDL”.

“L’opposizione non cambia idea ma io ci voglio provare fino alla fine anche perchè sento una spinta molto forte ad andare avanti a livello popolare. Non mi ricandiderò a Sindaco, non si capisce nemmeno bene cosa voglia fare il PDL e da chi sia governato”.

Alle domande sul suo futuro politico, Strescino ha riportato due episodi significativi sugli scenari che si potrebbero aprire: a Genova Alfano, rivolto a Vinai ha detto: “ricordati che se diventerai Sindaco prima degli interessi del partito devi tutelare gli interessi della città”, una considerazione sull’opposizione: “quando ho azzerato la Giunta sarei potuto andare a casa subito perchè 21 consiglieri che votavano contro erano più facili da trovare, Indulgenza l’altra sera, al quale e al resto dell’opposizione va un grande riconoscimento, più personale che politico, mi ha detto: “guarda che la nostra posizione non cambia”. Non c’è quindi una strategia per cambiare partito o cercare il consenso dell’opposizione a tutti i costi, voglio provare a portare a casa dei risultati per la città”. Per ora si arriva all’11 maggio, se manca la maggioranza o se in 21 si dimettono scatterà il commissariamento.

“Se non troverò più collocazioni politiche tutte le mie energie andranno nel far si che la città non venga più rappresentata da quei 16 che sono chiaramente comandati dalle espressioni di una certa persona (Claudio Scajola ndr), voglio creare qualcosa insieme a chi ci vorrà stare per fare in modo che queste persone facciano meno danno alla città”.

da PonenteOggi

 

La situazione drammatica in cui si trova oggi la città di Imperia è originata unicamente dal fallimento delle politiche messe in campo da oltre dieci anni dall’intero centrodestra imperiese, dall’arroganza e dall’inefficienza di un sistema di potere che ha svenduto un fondamentale bene pubblico, tradendo le aspettative della cittadinanza con la favola del “porto più bello e più grande del Mediterraneo”.
Le inchieste, le intercettazioni, gli scontri tra fazioni stanno mettendo a nudo un sistema di potere di tipo feudale, da sempre denunciato dalle opposizioni, ed un intreccio politico amministrativo ed affaristico le cui responsabilità sono in carico a chi ha voluto e non adeguatamente controllato l’operazione porto e di cui gli amministratori che si sono succeduti dal 2005 ad oggi non possono non essere ritenuti responsabili sul piano politico amministrativo.
Il giorno 11 maggio è prevista in Consiglio Comunale la discussione e la votazione sulla mozione di sfiducia presentata dal PDL.
I partiti e i gruppi consiliari delle opposizioni, (PD, SINISTRA PER IMPERIA, Rifondazione Comunista, UDC e Lista Civica “Con Imperia”) non sono disponibili a votarla sia perché votare quella mozione significherebbe sostenere il tentativo del PDL “scajoliano” di addossare tutte le responsabilità politiche sul Primo Cittadino, sia perché tale mozione, in caso di esito favorevole, risulterebbe facilmente impugnabile in quanto carente di una motivazione ammissibile.
Va dato atto al Sindaco Strescino, sebbene politicamente corresponsabile della situazione attuale, di aver tentato in questo ultimo periodo, dopo lo scoppio della crisi determinata dall’inchiesta, di porre un argine a un sistema politico-economico che stava trascinando Imperia nel baratro. Con altrettanta chiarezza deve però esser rilevato che non ci sono le condizioni politiche per proseguire l’esperienza amministrativa da lui guidata.
Il Sindaco non è più sostenuto dalla maggioranza con cui è stato eletto e le opposizioni, in coerenza con il ruolo svolto in questi anni, intendono con il consenso elettorale costruire una maggioranza alternativa che lavori per un progetto di città molto diverso da quello sostenuto in questi anni dal Sindaco stesso. Riconoscergli il ruolo svolto nell’ultimo mese e mezzo non puo’ cancellare le differenze sostanziali emerse in maniera netta nelle scelte e nell’azione amministrativa degli ultimi tre anni. Il suo annuncio della sua autosospensione dal PDL non modifica in modo sostanziale la realtà delle cose.
Le opposizioni hanno promosso e garantito col loro sostegno e presenza la delibera “salva Imperia” del 12 aprile scorso, per la messa in sicurezza della portualità e dell’Ente. Un atto necessario, dovuto alla città e sostenuto con forte responsabilità.
Adesso però la fase di emergenza è finita: non esistono atti amministrativi fondamentali che non possano essere compiuti da un commissario prefettizio (o in pochi giorni dallo stesso Sindaco, se ve ne fosse davvero l’intenzione). Un periodo di commissariamento non può che far bene alla città, garantendo una forte discontinuità istituzionale e aiutandola a ritrovare un po’ di serenità per affrontare al meglio le importanti scelte future. E’ un passaggio imprescindibile se si vuole voltare davvero pagina.
Per questo, dopo il Consiglio Comunale di venerdì 11 maggio, in una data che verrà comunicata durante il dibattito, e comunque entro pochi giorni dalla stessa assemblea, i consiglieri delle forze sopracitate rassegneranno le dimissioni contestuali dalle cariche chiedendo a tutti i consiglieri comunali che ritengono ormai conclusa la presente esperienza amministrativa di fare altrettanto, nel pieno rispetto delle profonde differenze motivazionali e politiche di ognuno. E’ questo, ancora una volta, un atto di responsabilità verso la Città. La Imperia più sana saprà trarre profitto dal periodo di transizione istituzionale e troverà la giusta motivazione per rialzarsi dal pantano in cui è stata trascinata.

GRUPPI CONSILIARI PD, SINISTRA PER IMPERIA, P.R.C., UDC, LISTA CIVICA “PER IMPERIA” – 28 APRILE 2012

Danni collaterali

I sondaggi dicono che se si fosse andati a elezioni PD, IDV e SEL avrebbero vinto le elezioni con un margine tale da poter praticamente evitare di fare campagna elettorale. Il Paese sarebbe così rimasto senza guida per mesi nella situazione economica peggiore dal dopoguerra, ma nessuno avrebbe potuto attribuirne le responsabilità al centrosinistra. Evidentemente c’è chi pensa più al Paese che a vincere le elezioni: non ci piace vincere facile. E’ questo quello che ci ha raccontato Jean Leonard Touadi prima di parlarci di Africa, globalizzazione, ambiente e turchi e cinesi più veloci e furbi di noi.

Uno dei problemi che il Governo Monti dovrà affrontare sarà gestire la riconversione professionale di tutti coloro che avevano fatto dell’antiberlusconismo militante e dell’indignazione continua e permanente un’occasione di visibilità e di spazio generalmente rifiutatogli altrove. Il danno che queste persone hanno fatto all’Italia e alla dialettica politica è secondo solo a quello fatto dai quattro governi di Berlusconi messi assieme.

Attualmente parecchi di questi, evidentemente a corto di idee, si stanno sperticando in tesi complottiste e ridicole, ad esempio condividendo sui social network video-opinioni sul Monti di VOYAGER (il programma TV che sostiene che esistano gli alieni, i fantasmi ed Elvis Presley) oppure del neonazista inglese Nigel Farage (uno che in confronto Borghezio è persona seria, moderata e compìta). Non si butta proprio via niente, eh?

Anche questo modo gossipparo di condividere informazioni non affidabili è un lascito dei vent’anni appena trascorsi e spero si possa andare presto oltre.

Eventi vicini e lontani

“Ma cosa ci fai nel PD?” Me lo chiedono in tanti e normalmente rispondo con una battuta, come “ho una certa vocazione al martirio” o “volevo entrare in SEL, ma non riesco a pronunciare bene il termine Phiniphtra”.

In realtà la risposta è molto più semplice: voglio fare politica, e non potrei farla da nessun altra parte, perchè credo nella politica che non deve parlare per metonimia: gli altri partiti sono nel lessico comune Fini, Casini, Vendola, Di Pietro, Grillo, noi siamo il PD, sempre alle prese con un dibattito interno faticoso, ma perchè da noi esiste, è vivo e partecipato.

Credo che il fatto che ci siano numerosi eventi partecipati, siano essi “di partito” (e magari quindi meno conosciuti) come StabiliMenti o “di piazza” come Il nostro tempo a Bologna o il molto più mediatico “Big Bang” fiorentino sia il chiaro segnale di un corpo vivo e attivo. Carne al fuoco ce n’è, e pure gustosa.

Tutto fa brodo quindi? Non proprio tutto; i rischi sono sia l’eccesso di ricerca di visibilità di alcuni sia l’insensato arroccarsi su posizioni precostituite. Sono però ottimista, credo che questi problemi verranno presto superati.

Come una puntata di Report, questo post si conclude con due goodnews a km zero, che possono contribuire alla domanda iniziale “ma cosa ci fai tu nel PD?”:

– dovranno demolire il capannone abusivo del Porto di Imperia, dopo una battaglia politica iniziata due anni fa con l’esposto dei consiglieri comunali PD Verda e Zagarella e proseguita col mio esordio da sosia ad Abusivissima 2009.

– diversi esponenti di Sanremo Insieme hanno deciso di continuare la loro attività politica nel PD di Sanremo, e di questo ne sono particolarmente e personalmente felice, perchè è in quella lista civica che ho cominciato la mia attività politica prima della nascita del PD. Sono convinto abbiano scelto il posto giusto.

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