Alcuni elementi da acquisire

Nel recentissimo passato c’è stata un po’ di polemica sui giornali relativa alla posizione del PD, con alcune uscite sui giornali quantomeno discutibili.

Per inciso, rassegnamoci, non diminuiranno, anzi: le fasi costituenti delle varie formazioni pseudociviche (Officina, Laboratorio e Movimento 5 Stelle) difficilmente creeranno davvero “sugo” per far su degli articoli, nel campo del centrodestra “istituzionale” (PdL e Lega) un po’ sembrano molto taciturni e un po’ a botte di querele hanno terrorizzato la stampa. Ergo, diventeranno istantaneamente “notiziabili” tutte le uscite del centrosinistra (comprese le voci di corridoio e di bancone del bar, magari al terzo spritz), un po’ per la dimensione molto pubblica con cui è abituato a elaborare la proposta politica, un po’ per errori di comunicazione terrificanti.

Detto questo e nel massimo rispetto di tutti, credo che si possa prendere come traccia anche a livello locale la linea nazionale espressa questo sabato da Bersani, votata e approvata a larga maggioranza nonostante l’imprevista (ma altamente prevedibile) turbolenza dell’Assemblea.

“inviteremo tutti i progressisti a ragionare sulla loro responsabilità e sulla loro affidabilità. Non viviamo e non vivremo tempi ordinari. Il Governo dell’Unione ha lasciato una traccia profonda nella memoria degli italiani. Adesso c’è il PD. Dobbiamo saper mostrare che l’Italia potrà contare su un Governo e una maggioranza stabili e coesi. Ci sono dunque impegni che proporremo di sottoscrivere. Ad esempio quello di affidare alla responsabilità del candidato Premier una composizione del Governo snella, rinnovata, competente e credibile internazionalmente; quello di consentire una cessione di sovranità e cioè di sciogliere controversie su atti rilevanti attraverso votazioni a maggioranza dei gruppi parlamentari in seduta congiunta; quello di rispettare gli obblighi internazionali che valgono sempre finché non si modificano; quello di sostenere l’azione del Governo per la difesa della moneta unica e per la costruzione europea; quello di avanzare una proposta comune verso tutte le forze democratiche ed europeiste disposte a contrastare la deriva berlusconiana e leghista ed ogni forma di regressione populista; quello di mostrare nel campo progressista una civiltà di rapporti che renda davvero credibile agli occhi degli italiani la promessa di governabilità.
Voglio dirlo subito: non tutti questi elementi sono acquisiti, ma io propongo di tenerli ben fermi. 

Credo che sia buona cosa buttare giù un elenco di impegni obbligatori da sottoscrivere come prerequisiti ad una possibile alleanza (e che cazzo, siamo il primo partito d’Italia e un paio di richieste potremo farle pure noi, no?).

Come primo punto metterei che chi vuole allearsi con noi deve smettere di spararci addosso, ci sono modi molto più efficaci per esprimere la propria identità e le proprie idee che prendersela con un Partito che ha le credenziali più che in regola per governare e per costruire un percorso nuovo nei nostri territori martoriati da decenni di destra becera.

Info alessandrolanteri
Un ottimista che si presta a fare politica per passione

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