Riflessioni turistico bordigotte

Ieri si è svolto un interessante convegno a Bordighera su un settore economico constantemente sottovalutato. Ottimi sono stati in particolari gli interventi del Sindaco di Vernazza Vincenzo Resasco, che ha portato il suo racconto di un territorio che si sa vendere senza svendersi e di Angelo Berlangeri, ottimo assessore al Turismo (che ho conosciuto ai miei gloriosi tempi dell’UNPLI come direttore dell’Agenzia InLiguria).

Spero che molti dei loro spunti potrenno essere colti. E’ risultato evidente come sia ormai necessario puntare sulla qualità più che sul prezzo, su una maggiore integrazione costa – entroterra e sul sostegno alla destagionalizzazione. Ah, ovviamente meno cemento e meno porti-parcheggio.

Devo dire che parzialmente deludente è stato il tenore delle domande venute dal pubblico – senza offesa per nessuno – in quanto mi sembra abbiano espresso e ribadito l’auspicio di un revival di un turismo da anni ’50 che penso non potrà mai più tornare.Particolare e indicativa la frase “il turista deve poter venire qui e stare tranquillo”. Assurdo: chi è che oggi va in vacanza pensando in partenza di voler stare tranquillo e basta?

Mancano cultura e conoscenza del settore nel sentire comune anche nella Riviera dei Fiori, che il turismo lo ha inventato. Andammu ben. Complimenti dunque al PD di Bordighera e un suggerimento anche agli altri circoli: occupiamocene noi.

Vista la location, non poteva non saltare fuori anche la questione Sgarbi. Facciamo un po’ di precisazioni:  nessuno del PD ha mai criticato la qualità artistica della mostra in questione e penso sia inutile fare piagnistei vittimistici. Sgarbi – che non penso sia capitato lì per caso – dice delle enormità, si chiede che la Provincia prenda le distanze da quelle dichiarazioni. Anche perchè un paio di amministratori provinciali, appena dopo le sparate, hanno pensato bene di applaudire e andare a mettersi in posa per una foto ricordo sorridente. Avevamo fatto poi alcune osservazioni tecniche inoltrate per via amministrativa e riservata e mi trovo una risposta a mezzo stampa, per dire l’atmosfera.

In ogni caso resta un serio tema da affrontare, senza troppi giri di parole: ci troviamo con un sistema museale in Provincia che non è in grado di fare da volano economico, perchè è stato progettato quasi esclusivamente con criteri culturali. Cultura, turismo e turismo culturale sono espressioni di cui si è abusato per anni senza conoscerle. La questione quindi non è più la qualità culturale, ma la ricaduta sul territorio di ciò che si fa. E non è un reato di lesa maestà parlarne.

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