Cortine

Non condivido per nulla toni, modi e ideali portati avanti dalla Lega Nord. Ciò nonostante, provo una certa simpatia nei confronti di alcuni esponenti locali dei Giovani Padani.

Questo sabato hanno organizzato una manifestazione di protesta a Ventimiglia. Credo ci voglia una notevole dose di faccia tosta: la Lega in pratica protesta contro un casino causato dal governo italiano di cui fa parte e da quello francese che attua i metodi che propone lei.

Mi rendo comunque disponibile a far correggere da esperti i loro manifesti, che denotano una sicura volontà di esprimersi, ma purtroppo un po’ troppi errori grammaticali in francese e forse anche in lombardo. Non vorrei mai che il Presidente Sarkozy, di sicuro estremamente preoccupato della protesta dei Giovani Padani, rischi di equivocare le loro richieste.

Da Riviera24.it – letteralmente: “guerra vostra, migranti vostrA” –

Nota che essendo a Ventimiglia, per coerenza ci sono andati in venti.

 

Per la cronaca, Ventimiglia era già stata sede di un’emergenza umanitaria simile, ma con dimensioni maggiori di 6-7 volte, durante la guerra in Kosovo. All’epoca la questione si era posta, giustamente, come un grosso problema locale. Ora non è credibile sostenere che poche migliaia di profughi siano un problema capitale per una paese del G8 con decine di milioni di abitanti e che potrebbe ricevere fior di fondi dall’UE ad hoc se solo li chiedesse.

E’ solo un’altra di quelle continue e costanti cortine fumogene mediatiche  che servono a sviare il dibattito pubblico da altre questioni, come processo breve, riforma della giustizia, figuracce internazionali del Governo Berlusconi e una Chernobil bis a pochi mesi da un referendum sul nucleare.

Una volta tra Lubecca e Trieste si stendeva la Cortina di Ferro, ora tra Lampedusa e Ventimiglia spargono una cortina di fumo.

Il razzismo normale

Oggi due capolavori di intolleranza messi in atto dalla nostra Amministrazione Comunale.

ATTO PRIMO: l’Assessore Fera si meraviglia di un immigrato senegalese mentre correttamente fa la raccolta differenziata; lo informiamo che l’assessore alla viabilità di Manchester (UK) non premia gli italiani che tengono la sinistra…

ATTO SECONDO: per il Sindaco Zoccarato una performance invidiabile, con una tripletta come solo grandi campioni della Lega Nord o del Front National riescono a fare.

1- Siamo vicini ai popoli più bisognosi e sono più che disponibile a dare un aiuto ed un’ospitalità ai bambini giapponesi. Per quanto riguarda i profughi non diamo la disponibilità. Dopo la raccolta differenziata, la solidarietà differenziata. per i giapponesi c’è posto, ma per i profughi no; e se fossero profughi giapponesi?

2- Sono dell’idea che questa situazione debba essere affrontata dallo Stato aiutandoli a casa loro e non a casa nostra. Un ottimo discorso per il Sindaco della città sede dell’Istituto Internazionale di Diritto Umanitario: un profugo è uno che è scappa dal suo paese in guerra, aiutarlo in un paese dove non si trova più è quanto meno inefficiente.

3- Non mi sembra corretto che una località turistica debba far fronte a situazioni come questa. A quali categorie di città ci si può rivolgere? industriali, agricole, universitarie, villaggi alpestri…

Ma la cosa che mi butta giù, è che a tanti queste dichiarazioni saranno anche piaciute. Che amarezza.

Piccole forme di razzismo

Tutti abbiamo letto sui giornali la triste vicenda di Samira, la ragazza quasi uccisa dal suo partner lungo la statale 28. Sperando possa rimettersi quanto prima, si è purtroppo visto come i giornali riportino esattamente le nostre intolleranze nascoste, stuzzicandole.

Mi riferisco ai titoli sensazionalistici usciti in questi giorni, in particolare a questo:

Ferita con proiettile alla nuca: fidanzato da poco convertito Islam. Indagato per tentato omicidio

In realtà l’Islam centrava nulla con la vicenda, come si è scoperto poi:

Imperia: prime parole di Samira in ospedale, Maël è sposato e la moglie è incinta

Però nel frattempo si è riusciti a solleticare lo stesso l’anima intollerante che c’è dentro il pubblico, dato che evidentemente “fa notizia” rimestare nel torbido e assecondare con ammiccamenti le nostre pulsioni più sordide.

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