Cronache dalle primarie – IV stagione ep 2

Un breve flashback: questa per me è la quarta stagione di primarie. Nelle precedenti “stagioni”, avevo sostenuto con forza e convinzione Prodi, Veltroni e Franceschini. Eh già, mica si può vincere sempre.

In questo episodio parleremo dei renziani della mia provincia.

Cominciamo dai renziani piddini: sono mediamente abbastanza esaltati e su di giri, e comprendono, tra gli altri, importanti segretari di diversi circoli importanti – ad esempio Ventimiglia, Taggia, Diano – alcuni dei pochi amministratori in carica che abbiamo e diversi militanti. Un diffuso atteggiamento è quello di dipingersi come assoluta minoranza all’interno del Partito (“abbiamo contro il 99,5 % del nostro partito!” disse di recente uno di questi), cosa che però alla prova dei fatti non corrisponde a realtà. Arrivano dunque alte dosi di vittimismo che risultano essere quindi controproducenti per la loro stessa causa. A occhio, possiamo dire che della classe dirigente del partito provinciale, il 20 % sta con Renzi, il 40 % con Bersani e il restante 40 % magari ha una preferenza per l’uno o l’altro, ma non è “schieratissimo” e guarda con abbastanza disgusto entrambe le tifoserie.

Una simpatica sottospecie sono gli ex bersanoidi, che al passato congresso si schierarono con l’attuale segretario e ora vogliono la sua rottamazione. Sono particolarmente sensibili alle questioni regole delle primarie, nonostante allo scorso congresso le volessero solo per gli iscritti…

Un record nazionale è il sostegno del Partito Socialista e dei socialisti in genere alla causa di Renzi: ci sono state infatti pubbliche dichiarazioni di sostegno al candidato fiorentino da parte di Bruno Marra e di Eugenio Nocita, entrambi punti di riferimento storici dei socialisti a ponente. Fa un po’ ridere il fatto che sostengano proprio loro  la rottamazione, ma amen.

Un ulteriore gruppo variopinto sono gli ex berluscones che si sentono attratti dal fenomeno Renzi, ma non hanno in genere capito il meccanismo delle primarie: sono quelli che si scandalizzano se iscriviamo il nome dei votanti nell’albo degli elettori. Quando gli si fa notare che la pratica è uguale in sostanza anche per fare la raccolta punti al Leclerc, in genere la risposta è “ma allora tu non vuoi che la gente venga a votare”.

Come in tutta Italia, ci sono anche persone in cerca di autore, che cercano un ruolo e una certa visibilità: ce n’è ad esempio che in poche stagioni sono stati veltronianissimi, quindi sostenitori di Bersani, poi di Montezemolo e quindi ora di Renzi.

Grande dunque è la confusione sotto il cielo, e per fortuna grande è la partecipazione.

Cronache dalle primarie – IV serie, ep. 1

Siamo un po’ tutti presi dalla frenesia primarie. Eh già, pare che, dopo anni, finalmente si sia ritornati tutti a parlare, e parecchio, di politica. Per essere più precisi, forse ne stiamo parlando un po’ meno noi integralisti-arrapati-monotematici e invece di più le persone interessate, che responsabilmente dibattono, discutono e si confrontano in molti luoghi inusuali.

Non ho voglia di parlare (per ora) di varie performance poco dignitose di numerosi tifosi dei vari candidati… Per fortuna, ogni candidato in pista è persona molto più seria della parte peggiore dei propri supporter.

Mi hanno chiesto in tanti chi ho deciso di sostenere alle primarie, e ho deciso che sosterrò le primarie stesse, con la  remota speranza che si possano anche riempire di contenuti e non solo di nomi cercando di offrire informazioni, segnalare spunti interessanti e l’ovvio e imprescindibile cazzeggio.

Ritenendo ques’tultima parte molto importante nella vita dell’uomo, segnalo alcuni fantastici gruppi su facebook: Marxisti per Tabacci, i Renziani x Bersani e (per ora) il gruppo migliore come produzione, ovvero moderatementebersaniani.

Nel frattempo, spero sinceramente che l’unica donna in lizza ce la faccia a raccogliere le firme necessarie a candidarsi (forza Laura!) e mi interrogo sui 10 meriti  e i dieci errori capitali della campagna di Matteo Renzi, sperando che lo facciano un po’ tutti.

Un principio base

Stanno saltando fuori diversi attivisti, militanti o generalemente entusiasti per questo o quel candidato alle primarie, che legittimamente sostengono il loro beniamino, ma di fronte alla domanda “ma se il tuo candidato perde cosa fai?” rispondono che non sosterrebbero il vincitore democraticamente eletto in una battaglia che essi stessi riconoscono come legittima. (per la cronaca, uguale discorso l’ho sentito tra sostenitori di Vendola, Bersani e Renzi …).

Questo, scusate il termine tecnico, mi sembra una grossa stronzata. E’ per questo che si firma una dichiarazione, all’atto della votazione alle primarie, di essere elettore dello schieramento per cui si sta andando a votare e di impegnarsi a sostenerlo alle prossime elezioni – quelle per cui le primarie sono fatte.

E’ vero che è solo un obbligo etico, ma è bene ricordare che c’è. Chi non se la sente di prendersi questo impegno, a parer mio può tranquillamente aspettare a casa il risultato, senza andare a intasare le code ai gazebo.

Voci e clamore

Si sovrappongono voci e clamore mediatico sull’arrivo di Renzi ad Arma di Taggia questo venerdì alle 17,30. In particolare, molti giornalisti continuano a fare la “caccia al renziano”, un po’ per curiosità, un po’ per creare un po’ di polemica.

Credo che in realtà molti come me vogliano vedere più chiare alcune cose per quello che riguarda il programma e le idee, sulle quali finora obiettivamente non c’è molta chiarezza. Oltre a Renzi e Bersani potrebbero anche emergere altri candidati – indiscrezioni giornalistiche hanno parlato di Sandro Gozi, Stefano Boeri, Rosy Bindi e Laura Puppato. Vedremo. Così come vedremo anche le regole con cui si terranno e il modo con cui i contendenti faranno campagna elettorale.

Per ora, posso dire che diverse idee di Renzi mi stimolano, ma che Bersani premier mi rassicurerebbe forse di più.

Cambiando discorso, ieri in commissione l’Assessore Barabino mi ha informato che oggi discuteranno in giunta dell‘Albo delle Assistenti Familiari ed io la ringrazio per aver portato avanti quest’idea.

Accontentàti: primarie per i parlamentari

Qualche tempo fa io, Giorgio, Luca e Davide scrivemmo una lettera chiedendo al PD provinciale le primarie per i parlamentari.

Oggi Lorenzo Basso, segretario regionale, ha detto si terranno. (video, per chi non ci crede)

Bene. Siamo molto contenti.

Aggiungo solo che si potrebbero fare anche in caso di cambio di legge elettorale.

Ai cittadini la scelta

Le elezioni politiche della primavera 2013 sono sempre più vicine, e di pari passo le probabilità che la legge elettorale cambi in tempo purtroppo diminuiscono.
Per questo motivo è necessario che il Partito Democratico inizi quanto prima il percorso che porti allo svolgimento delle primarie, il metodo migliore per garantire la rappresentanza e la democraticità del Parlamento.Sono già stati redatti diversi regolamenti che garantirebbero tra le altre cose sia un’effettiva rappresentanza territoriale sia un’equa rappresentanza dei generi.

Il PD della Provincia di Imperia ha espresso questa volontà già dal 2010, ed è ora giunto il momento di dar seguito a quella decisione unanime, sia rendendosi disponibile ad organizzarle in autonomia, sia soprattutto sostenendo l’iniziativa di alcuni membri della Direzione Nazionale che in occasione della loro prossima riunione riporteranno all’attenzione dei dirigenti nazionali del PD la necessità di prendere definitivamente decisioni operative in merito.

Riteniamo che il Partito Democratico, come già il Segretario Bersani ebbe a dire pubblicamente, qualora la legge elettorale resti quella attuale si debba impegnare a restituire ai cittadini la scelta diretta dei propri rappresentanti in Parlamento.

Davide Damonte – Consigliere Comunale a Diano Castello
Alessandro Lanteri – Consigliere Provinciale
Giorgio Montanari – ex (da pochissimo ndb) Consigliere Comunale di Imperia
Luca Napoli – Assessore ai Servizi Sociali di Taggia

 

 

Parzialmente OT: carino vero?

Primarie esigenze

Davvero molto utile ed interessante l’incontro di ieri a Quarto, oltre ad essere stata l’occasione per ritrovare amici (e conoscere ad esempio un mito vivente quale mr. Popolino). Qui trovate il liveblogging dell’incontro e qui un’efficace sintesi, che condivido integralmente. Aggiungo solo alcune postille, meditate mentre tornavo verso casa, canticchiando ovviamente “de Zena a Vintimija”.

Sarà difficile che la legge elettorale cambi, Lega e PDL assieme hanno ancora la maggioranza alla Camera e negli altri partiti ci sono esseri che non hanno speranza di essere eletti tranne che col Porcellum appunto, e questi è difficile che votino la loro sparizione: anche i dinosauri si estinsero controvoglia. Questo non significa che non si deve continuare il confronto e lo studio, per cambiarla comunque al più presto.

A Porcellum vigente, NON si possono NON fare le primarie per scegliere i parlamentari del Partito Democratico. Bene ha fatto Prossima Italia a stimolare il dibattito e a promuovere un confronto tra i diversi regolamenti che vari team stavano studiando in tutta Italia e si arriverà ad una sintesi che verrà proposta ai grandi democapi.

Si può inoltre dire che bene ha fatto il PD Provinciale di Imperia a schierarsi favorevolmente per le primarie: in tutte le bozze di regolamento, le chances di riuscire ad avere un parlamentare imperiese “nostro” aumenterebbero decisamente (ndb: negli ultimi vent’anni abbiamo avuto un solo parlamentare ponentino e per circa un anno, mentre il centrodestra ne ha sempre avuti almeno quattro, come adesso che abbiamo Scajola, Minasso, Chiappori e Boscetto in parlamento).

UPDATE: dopo un post-incontro telematico, i convenuti presenteranno un ordine del giorno all’Assemblea del PD a Roma di questo fine settimana.

Prima gli elettori

Questo sabato, 14 gennaio, ore 14,30 al Centro Civico di Quarto (Ge).

 

Sarà la prima occasione di confronto tra coloro che in questi mesi più si sono occupati della questione primarie per i parlamentari.

Ci saranno ovviamente i padroni di casa, i ragazzi di Wiprogress. Con loro, Salvatore Vassallo e Antonio Floridia, protagonisti dalle pagine de L’Unità di uno scambio sul tema, presenteranno i dettagli delle loro proposte, così come faranno i rappresentanti del Pd sardo e bergamasco. Seguirà una seconda parte di dibattito più strettamente politico,  concluso da Giuseppe Civati.

Per chi arriva da fuori Genova come me, qui il percorso dalla stazione di Brignole, qui da quella di Quarto, e qui da quella di Sturla.

Mentre da noi se ne parla

Le ultime primarie oltralpe si erano svolte tre anni fa per scegliere il segretario, lo stesso giorno in cui si erano tenute le primarie fondative dei GD: una giornata folle, in cui si era anche svolta un’eroica missione GD in Costa Azzurra.

Domani si sceglierà lo sfidante che affronterà Sarkozy e Marine Le Pen: un grosso e sincero in bocca al lupo a chiunque vinca!


 

Limitiamoci

Credo abbia ragione Civati. Le primarie non sono un metodo solo per scegliere i candidati sindaco, ma possono essere anche la via con cui scegliere i parlamentari. Oltre alle primarie, mettiamo pure massimo tre mandati in Parlamento, niente condanne (anche di primo grado), metà parlamentari e a metà stipendio e scommettiamo che si comincia a cambiare idea della politica?

E tra l’altro, non so quanti partiti sarebbero disposti a seguire il PD su questa linea: staniamoli.

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