La parte che manca

Credo che la maggioranza degli elettori del PD voglia un cambiamento, solo una parte di questi è stata convinta dalla proposta di Renzi – che pure ha avuto un successo enorme. Ne è mancata una parte per vincere al Sindaco fiorentino, tra cui ci sono anche io, e voglio tentate di spiegare il perchè.

Faccio quindi una check list di alcuni aspetti necessari per renderla più credibile e vincente, per un futuro non troppo lontano.

  1. Non prendersela troppo con l’apparato tutto incluso, che sono anche decine di migliaia di volontari che perdono tempo a tenere aperta la baracca a prescindere da chi c’è sopra;
  2. Non usare più terminologia da “noi e loro”, perchè fidelizzante per i convinti, ma allontana tutti gli altri (esempio concreto: il qui presente che NON appartiene alla gloriosa tradizione);
  3. Saper fare squadra. Il leader ci deve essere, ma essersi persi per strada una miriade di giovani competenti, conosciuti e credibili (dai piombini a quelli di Prossima Italia, per capirci) è stato un errore capitale;
  4. Ci vuole gioco corretto – nella sostanza, non nella forma. Quindi: esserci nelle occasioni dove si decide (che siano congressi di partito, direzioni nazionali o comitati provinciali e nel caso andare in minoranza), non usare trucchetti quali domenicavoto.it (che non avrebbe comunque cambiato una mazza e ha esacerbato gli animi di tutti).

Ci possono essere ovviamente molti altri aspetti che non ho (ancora) considerato, ma questi sono quelli che razionalmente mi hanno dato più da pensare. Ne scoprirò forse altri col tempo.

E’ per questo che nella sua globalità ho preferito al secondo turno la proposta di Pierluigi Bersani.

Cronache dalle Primarie – stagione IV episodio 9 – Bizzarrìe

Uno dei problemi “storici” di questa Provincia è quella di riuscire a fare attività politica in un territorio piccolo ma sterminato: 200.000 abitanti, divisi in 67 Comuni, la cui distanza tra loro in linea d’aria spesso è quattro-cinque volte quella stradale, pongono obiettivi problemi.

A livello provinciale, siamo riusciti ad organizzare diversi seggi nell’entroterra – Pieve di Teco, Soldano, Dolceacqua, Ceriana, Dolcedo, Pieve di Teco, Pontedassio – oltre ad altri nei piccoli Comuni – Camporosso, Cervo, Diano, San Lorenzo, Santo Stefano, Vallecrosia.

Ho personalmente insistito nel Comitato Provinciale affichè si cercassero di aprire altri seggi – in particolare Sanremo Borgo e Badalucco. Io e Pietro Mannoni – che ringrazio per il popò assurdo che si è fatto – abbiamo cercato in tutti i modi volontari, senza avere  purtroppo sufficienti conferme per tempo.

Come comitato provinciale, su mia proposta – accolta all’unanimità venerdì 16 – si è pensato allora ad un seggio “itinerante” su camper (offerto gratuitamente da un mio amico, che ringrazio) che facesse tappa in alcune zone un po’ “scoperte” – Perinaldo, Pigna, Molini di Triora, Badalucco. Giovedì sera 22 (dopo quasi una settimana che si lavorava alla cosa per i permessi & co.) sono arrivate forti pressioni da parte del Comitato Renzi perchè la cosa non si facesse. Le osservazioni erano fondate a stretto rigor di regolamento e la cosa è saltata all’ultimo momento, creando purtroppo problemi a chi era convinto di poter votare nel proprio paesello.

Devo ovviamente ringraziare le Amministrazioni Comunali di quei Comuni, che si sono mostrate molto disponibili e contente che la loro comunità potesse partecipare al “grande gioco”. Qualcuno di questi ha anche mostrato una certa delusione purtroppo.

Ora che esponenti dello stesso Comitato – molto ferrei sulle regole in alcuni casi, e nel caso di cui sopra a ragione – chiedano deroghe, varianti e co. mi sembra un po’ bizzarro.

Cronache dalle Primarie – stagione IV episodio 8 – Sapevatelo

Analisi secca per la Provincia di Imperia: vittoria relativa di Bersani e in contemporanea i migliori risultati liguri degli altri quattro candidati.

Aumento dell’affluenza rispetto alle precedenti (2009) del 9 % circa.

Numerosi e ben accolti elettori di centrodestra delusi.

Apparizioni – sparute e non significative numericamente – ai seggi di persone notoriamente di destra di cui nessuno crede possibile la “conversione”. In buona sostanza, il PdL locale ha provato a intromettersi, ma non ce l’ha fatta per assenza di truppe. E mi sembra una buona notizia.

A Ventimiglia e a Bordighera hanno tentato di votare due ex consiglieri UDC, sostenitori delle due giunte sciolte per infiltrazioni mafiose, con ovvie polemiche sia nel caso della città di confine (dove pare abbia alla fine votato) sia nella città delle Palme, dove forse il compagno Tabacci ha perso un voto. Discreti complimenti a entrambi per il coraggio, comunque.

Alla fine, misurata a seggi, è finita Bersani 18 – Renzi 11. Nel 2009 finì Bersani 24 – Franceschini 5. 3 dei cinque di Franceschini sono poi stati conquistati anche da Renzi. I seggi dove il consenso a Bersani è calato considerevolmente rispetto al 2009 sono Soldano, Santo Stefano, Ospedaletti, Sanremo Foce, Sanremo Poggio, Sanremo Bussana, Taggia, Arma, Ventimiglia 2, mentre al contrario è aumentato a Pieve di Teco e il più grande spostamento “pro Bersani” si fa a Camporosso (+ 25 %), in passato roccaforte franceschiniana. Questi sono dati astratti, paragonare del tutto il 2009 con il 2012 è ovviamente improponibile, ma è bene farci qualche considerazione sopra.

Cronache dalle Primarie – stagione IV episodio 7 – Quel che non mi piace

Quello che non mi piace di queste primarie non riguarda tanto i candidati, quanto i supporter, tutti afflitti da timore eccessivo.

Timore eccessivo per i bersaniani che in caso di sconfitta venga il diluvio, mentre in realtà PD e centrosinistra godono di sana e robusta costituzione, in grado di sopravvivere addirittura ad anni di berlusconismo ed errori della classe dirigente di tutti i livelli.

Timore eccessivo per i renziani che tutti ce l’abbiano con loro, generando inutile vittimismo e accusando inutilmente chi magari fa campagna per l’apparato – dopo che l’apparato stesso ha montato i gazebo, affisso i manifesti e aver organizzato la festa anche per loro, generando loro stessi l’incazzatura dell’apparato che a prendersi botte poi si innervosisce.  Specie quando si rende conto che apparato non è, in fondo.

Timore eccessivo per i vendoliani di apparire troppo poco di sinistra e troppo poco diversi dall’oggetto del 90 % delle loro discussioni  – il male insito nel piddì. In realtà, le differenze ci sono, ma in buona sostanza si è sempre più “una faccia una razza”.

Timore eccessivo per tabaccisti e puppatisti… No, un belino. Sono gli unici sostanzialmente rilassati.

Finché non incontrano troppi dei tre gruppi di cui sopra. Altrimenti c’è davvero da temere.

 

 

 

Primarie for dummies

Si è creato molto casino sulle primarie. Intendo più del necessario, un po’ di casino mette allegria. In molti si sono persi tanti passaggi su come funziona, per cui cerco di fare una sintesi in poche righe.

  • CASO 1 – sei un giovane abitante della Provincia di Imperia che, conscio delle immense possibilità che offre il progresso, hai dotato la tua casetta di PC e stampante. Vuoi inoltre contribuire al progresso del tuo Paese votando alle primarie e magari perdere meno tempo possibile al seggio. Il progresso è dalla tua: puoi registrarti online (clicca qui per il link), compili tutti i campi che ti sono richiesti e al termine stampi il foglio che risulta, portandolo con te al seggio.
  • CASO 2 – sei la mamma del giovanotto di cui sopra e sei molto orgogliosa di lui. Hai paura di fare pasticci col computer della carne della tua carne e ovviamente sei troppo orgogliosa per chiedere a lui di darti una mano. Domenica vai semplicemente al seggio con carta d’identità e tessera elettorale, ti registreranno lì.
  • CASO 3 – sei il papà del giovanotto di cui sopra e sei in buona sostanza come la mamma, ma pochissimo tempo domenica perchè in TV trasmettono il campionato mondiale di biglie e vuoi vederne il più possibile. Ti puoi allora andare a preregistrare preso gli uffici elettorali delle primarie.
  • CASO 4 – sei la figlia piccola della famiglia e studi “Fisica del chewing gum” in un’altra città , e logicamente vorresti votare lì. Allora basta che mandi una mail entro le 19 di venerdì 23 al coordinamento provinciale (e qui c’è l’elenco). Anche la tua migliore amica, che ha un contratto di lavoro di tre mesi fuori città, può seguire la stessa procedura.
  • CASO 5 – sei la nonna di questa famiglia fantastica e sei in Norvegia con la nazionale italiana di curling over 65. E puoi votare online dall’estero.

Come vedete, questa famiglia complicata ha trovato tutti i modi possibili per votare. Seguite dunque l’esempio.

Come ho conosciuto Laura

Marzo 2010. L’amico coordinatore dei Giovani Padani Flavio Di Muro incita con un comunicato i Comuni ponentini a seguire l’esempio di Montebelluna per le politiche abitative per i giovani (all’epoca il termine “choosy” era ancora ignoto, eravamo tutti bamboccioni però).

Era convinto probabilmente che la statistica fosse della sua: nel veneto iperleghista, se salta fuori un’Amministrazione all’eccellenza non può che essere a forte tinta verde padano.

Peccato che trattavasi di MonteBelluna, sindaco Puppato, giunta centrosinistra. E ovviamente l’ho fatto notare. Così, per dire, che non è dall’altro ieri che ho scoperto Laura.

Cronache dalle primarie – stagione IV episodio 5 – il dibbattito

Premesso che non siamo abituati a tante cose.

Tipo che dici “lo fa SKY” e non ti viene in mente che sia pure in chiaro sul canale 26.

Tipo che comunque ci si aspettava cantassero e il giornalista doveva da un momento all’altro scindersi in Morgan, Elio e Arisa.

Tipo che obbligarli a parlare in 60-90 secondi era il sogno di una vita.

Tipo che comunque sentivi che mancavano il plastico, Vauro e Pagnoncelli.

E comunque  è stato un bello spettacolo.

Dubito che serva, se non in maniera infinitesima, a far cambiare idea ai potenziali elettori. Nel senso, che Renzi sia il più telegenico, Vendola il più poetico, Tabacci il più estroso, Puppato la più rassicurante e Bersani il più serio, lo si sapeva prima.

Ognuno quindi ha in testa sua confermato punti forti e deboli del proprio beniamino, ma ha imparato a conoscere meglio anche qualche altro candidato, che molto probabilmente non voterà, ma ha sicuramente avuto modo di apprezzare.

Risultato secondario: con un giornalismo serio e candidati seri, non diminuisce il “tasso di interesse” sulla politica, anzi. #csxfactor è stato trend topic mondiale su twitter.

Resta personalmente da capire se il triste circuito del giornalismo spettacolistico italiano in cui si deve affiancare al politico lo showman, il pettegolezzo, il comico e il tragico sia la causa, l’effetto  o tutti e due del tristo spettacolo degli ultimi vent’anni. Mi pare che ne stiamo uscendo comunque.

Va un casino quest’anno

Grandi polemiche che non si placano sulle uscite pro-Renzi di Zoccarato, complice anche un’uscita infelice di alcuni bersaniani e conseguente replica del suddetto.

A me la cosa che continua a stridere è il fatto è che Zoccarato non ha proprio nulla nè di Renzi, nè del renziano.

Il Sindaco di Firenze quando si tratta di indicare i “rottamabili” fa nomi e cognomi precisi, mettendo i propri vertici per primi. Il suo pallido epigono matuziano “consacra” addirittura Claudio Scajola, attualmente nella top 5 nazionale dei pidiellini più impresentabili. Tra la Minetti e Dell’Utri, per capirci.
Direi che è un comportamento un po’ pavido, no?
Per di più in giunta, in consiglio e nelle partecipate è circondato da gente che faceva già politica quando le ragazzine impazzivano per i Duran Duran e dunque l’impeto rottamatorio è evidente che ce l’ha solo su facebook.
Ma più in generale la grossa differenza tra i due sindaci è nel comportamento da amministratori:
  • Matteo Renzi se si pone un problema amministrativo o politico, si fa una sua idea, prende posizioni anche molto nette, le esprime pubblicamente e poi le porta avanti fino in fondo;
  • il sanremese, di fronte a una questione, non ha nessuna idea, non prende nessuna decisione, comunica a casaccio idee contradditorie con annesse ingloriose retromarce e poi alla fine lascia tutto così com’è.
La politica non si fa solo seguendo le mode o chi va forte quest’anno.
Pertanto sottoscrivo le dichiarazioni, senz’altro più incisive, di Mario Robaldo sulla querelle.

Cronache dalle primarie – stagione IV episodio 4

“VISTE LE ELEZIONI IN SICILIA…
VISTE LE FACCE “NUOVE” DI CHI SI PRESENTERA’ ALLE PRIMARIE DEL PDL…
VISTA LA MANCANZA DI RINNOVAMENTO DI QUESTO CENTRO DESTRA, IN PROVINCIA, IN REGIONE, IN ITALIA…
SPERIAMO CI SALVI RENZI !”

Me l’aspettavo un endorsement pro Renzi di Zoccarato. Un po’ perchè è da un annetto che Cambiaso cerca – con miserrimi risultati – di far passare il Sindaco di Sanremo come il Renzi del PdL, dimenticandosi che Renzi, al contrario di Zoccarato, è competente, apprezzato e capace ad amministrare.

Il tentativo è poi particolarmente sciocco: alla domanda “ce l’hai con Scajola Claudio? ce l’hai con Scajola Marco? ce l’hai con Berlusconi Silvio?” la risposta è “no, ma con chi li consiglia”, senza fare nomi o dettagli. Come se ci fosse davvero, qualcuno che gli dai cattivi consigli, a loro insaputa. Non è la prima volta che si sente questa tesi.

La mia impressione è che in generale stia tentando contemporaneamente di essere scajolano con gli scajolani, minassiano coi minassiani, burlandiano con Burlando, e così via. Insomma una discreta faccia di tolla.

Se la pensasse davvero così, si dimetterebbe da tutti gli incarichi di partito che ha, e ne ha parecchi. Riporto comunque un articolo del regolamento delle Primarie, così, per chiarezza:

Non sono ammessi al voto per le primarie coloro che non abbiano sottoscritto il pubblico Appello e la Carta di intenti della Coalizione di centro sinistra “Italia Bene Comune” o coloro che svolgano attività politica in contrasto con la Coalizione di centro sinistra “Italia Bene Comune”.

Silvio B. ha detto che faranno le loro di primarie, loro dicono di essere così contenti coi loro regolamenti e i loro organi di partito. Non ho voglia che loro giochino con le nostre cose, perchè queste primarie sono per noi una cosa seria.

Cronache dalle primarie – stagione IV episodio III

Un nuovo episodio, più breve riguarderà invece i sostenitori del segretario del PD alle prossime primarie. Esistono varie sottotribù.

  • i duri e puri: sono quelli fedeli alla linea, a prescindere dall’esistenza della stessa. In media, sono da trent’anni nella corrente vincente del successivo congresso, non conoscono il significato della parola “dubbio”.
  • gli empatici: sono più che altro rapiti dalla storia, dall’esperienza e dall’immagine rassicurante di Pigi.
  • quelli “di risulta”: ovvero quelli che aspettavano dell’altro, che non si è presentato e che alla fine voteranno per Pigi.
  • gli “ultimi arrivi”: appena arrivati nel partito, in pratica degli apprendisti “duri e puri” ansiosi di mostrarsi migliori di chi li ha preceduti.

In generale, a parte la mancanza completa di appeal e di capacità comunicativa, non sono male, ma sembrano far di tutto per farsi detestare. Loro e il candidato da loro sostenuto.

Al contrario che in altre zone d’Italia poi pare che dormano un poco: se nel vicino savonese risultano registrati ben undici comitati attivi, dalla Provincia di Imperia ne risulta solo uno a Sanremo ad oggi 30 ottobre sul sito ufficiale tuttixbersani.it , anche se all’insaputa del resto dei bersaniani esiste un comitato intemelio e uno imperiese. Per capirci, ad oggi ci sono almeno cinque comitati per Renzi e tre per Vendola. Si sveglieranno. Forse.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: