La Festa della Madre Lingua a Sanremo

Martedì 21 a partire dalle 17 in piazza San Siro si svolgerà la prima edizione della Festa della Lingua Madre organizzata dall’Associazione Amici dei Popoli. Questa festa si svolgerà presso il salone parrocchiale di piazza San Siro e vedrà la partecipazione di diversi gruppi musicali, italiani e da tutto il mondo, per celebrare la Giornata Mondiale della Lingua Madre, istituita dall’UNESCO per il diritto di ogni popolazione di usare la propria lingua.

Il 21 febbraio è il giorno della Lingua Madre che è collegato alla eroica storia ed alla tradizione del Bangladesh.

Dopo 200 anni di governo coloniale da parte degli Inglesi, nel 1947 il 14 e 15 agosto sono nate due nazioni denominate India e Pakistan, e da qui l’Est Pakistan è divenuto, il Bangladesh mentre l’Ovest Pakistan che era diviso in due parti è divenuto l’attuale nazione Pakistan. Ma le due parti del Pakistan erano distanti 1200 Km l’una dall’altra e le lingue, le culture erano totalmente differenti: nell’est la lingua era il Bangla, nell’ovest l’urdu. C’è un proverbio che dice “Se vuoi distruggere una nazione per primo devi attaccare la sua lingua” e seguendo questo il Pakistan il 21 marzo 1948 il primo governatore Md. Ali Zinnah ha dichiarato alla folla “solo l’urdu deve essere la lingua dello stato” .

Il popolo dell’Est ha iniziato a ribellarsi ed il 21 febbraio 1952, gli studenti dell’Università di Dacca si sono opposti alla legge n. 144 affinchè il Bangla fosse lingua di stato. Alcuni studenti furono uccisi. Solo nel 1956 il governo Pakistano dichiarò che la lingua Bangla fosse la lingua di stato .

Da quel 21 febbraio la gente ricorda i caduti in difesa della propria lingua e seguendo questo grave fatto della storia nel 1999 l’Unesco riconobbe il 21 febbraio come Festa Internazionale della Lingua Madre, seguita nel 2008 dall’ONU.


Quello che i TG non dicono

L’intera delegazione libica all’ONU ha rassegnato le dimissioni in segno di solidarietà alle vittime civili della repressione, suscitando applausi e commozione: questi funzionari espongono infatti i propri familiari in Libia a rischi enormi.

Facendosi un rapido giro sui quotidiani esteri, pare che non manchi la solidarietà verso le popolazioni del nord Africa e si stanno organizzando aiuti concreto e soccorsi in maniera unitaria. La nostra richiesta dura e pura di blindare i confini, che faceva seguito alle inadeguate prese di posizione del nostro Governo sul caso Gheddafi, è stata presa per un’ulteriore espressione del razzismo e dell’inumanità dei partiti al governo. Ha fatto il giro del mondo questa simpatica dichiarazione dell’assessore leghista Stival, che propone di usare il mitra sui profughi.

Nel frattempo abbiamo avuto tutti l’impressione che sia stata un’esplosione di rivolta improvvisa, concordata a colpi di Twitter e Facebook. La realtà è che era un fenomeno che dava sintomi da mesi e che ha avuto come mezzo di diffusione la buona vecchia radio.

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