In via di rottamazione

Sabato si svolgerà l’Assemblea Provinciale delle Pro Loco. Ho avuto l’onore di esserne il Presidente Fondatore e mi è stata rinnovata la fiducia per un totale di tre mandati. Ho avuto vari incarichi, anche nazionali, nel mondo dell’UNPLI, ed è stata una bellissima esperienza poter conoscere tante persone di tutta l’Italia più piccola e concreta, quella dei piccoli paesi e delle frazioni. Non di meno, è più che giusto rispettare le regole, che trovo anzi più che giuste, che prevedono anche un limite massimo di mandati. C’è gente che ne fa una tragedia, secondo me è semplice buon senso.

Questione di visuale

L’alta val Tanarello è un pezzo di Ponente particolare, situato ad alta quota, tra distese di larici e prati d’alta quota. Domina, su tutta la valle, la Statua del Redentore sulla cima del Saccarello. C’è un problema: l’orientamento della statua.  Dicono in un irrispettoso intercalare “u l’è stau u Vescuvu de Vinimiija – c’u l’axeva a tèsta cume ina pilla – e u l’a avìuu tarmente tanta ignuransa – de girà u Cristu versu a Fransa”.  Il Redentore è infatti rivolto verso Ventimiglia ed è particolarmente celebrato dagli abitanti del versante occidentale del Saccarello, specie di Triora.

Recentemente alcuni abitanti e villeggianti del versante orientale hanno ristabilito la parità di condizioni, posizionando una statua rivolta verso il lato “scoperto“. A loro va il mio sincero plauso, dato che hanno risolto una situazione che si portava avanti da un secolo.

Io invece sarei più incuriosito ad approfondire il detto popolare secondo il quale a inizio secolo la Germania pagò diverse statue, da posizionare su punti molto alti e ben visibili (tra cui il Saccarello), in vista di possibili usi militari. Se confermato, sarebbe confermato un’ennesima volta come dietro il sacro si celi spesso il peggior profano.

La Cucina Bianca 2010

Sono da decenni, praticamente da sempre, in vario modo coinvolto nell’organizzazione di attività che animino e tengano viva la mia cara Mendatica.

Da dieci anni esatti il mio borgo ospita la Cucina Bianca, un itinerario enogastromico che anima tutto il paese e che coinvolge oltre un centinaio di volontari, offrendo uno splendido esempio a tanti posti dove è più diffuso lo sgambetto vicendevole al posto del lavoro di squadra. Qui potete leggere una accurata recensione fatta dall’amico giornalista Andrea Carpi.

Io vorrei però spendere due parole sulla parte musicale, che è stata quella direttamente organizzata da me.

Per quanto riguarda il folk, la tradizione e soprattutto lo sciaratto, abbiamo avuto il privilegio di avere due perle di gruppi come i Bruti e Boi e i Vagabondi. Il pop-rock di due cover bands eccellenti e simpatiche come Quei Bravi Ragazzi e Gli Stereotìpi sì è fatto applaudire a lungo nell’aia di Santa Caterina, mentre completavano il quadretto tre presenze ormai affermate del live ponentino, come il duo hard-classico CelloBassMetal, la coloratissima GrockBanda e le melodie unplugged degli Acoustic Horizon. Un particolare plauso va alle Og Celtroir (quartetto d’arpe celtiche) e ai rocchettari The Skyscrapers, vista la loro tenera età e il contesto inusuale per i loro generi. Si è chiuso in bellezza con l’alternative djset dal terrazzo del Sindaco dei RadioNylon.

Il crescente successo di questa manifestazione mostra come il pubblico possa gradire anche una proposta musicale diversa dalle orchestre di liscio o dai djset di dance commerciali, basta trovare il giusto contesto e il necessario coraggio da parte degli organizzatori.

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