Dopofestival

In sintesi, per quel poco che ho visto, mi è parso il miglior festival dalle edizioni 99-2000 targate Fabio Fazio, cui è mancato forse solo un’esibizione di un’artista internazionale come quella degli U2 ai tempi della campagna di “Cancella il Debito”. Comunque Benigni ha poi scritto un pezzo di storia nazionale, e quindi va bene così.

Sicuramente la squadra messa su da Morandi è stata strepitosa: cantanti conosciuti e apprezzati, di vari stili, una coppia comica rodata, due soubrettes sicuramente di livello. La ciliegina sulla torta è stato il podio finale, che ha riconosciuto la storia del Festival (Al Bano), nuovi emergenti scalpitanti (Modà e Emma) e premiato chi in Italia si ostina a far canzone popolare d’autore come Roberto Vecchioni.

Con ingredienti del genere, era naturale che il Festival avesse successo. Credo che la città ne abbia guadagnato. Le performances dell’amministrazione e soprattutto del Sindaco non sono però state all’altezza di una manifestazione internazionale che bisogna saper gestire con cura. Già mesi fa Zoc ha sparato su Belen (che poi ha dimostrato di saper svolgere il proprio ruolo), sono poi state organizzate in maniera dilettantesca diverse manifestazioni collaterali (leggi 1 e leggi 2) e per finire il pasticciaccio brutto fatto coi fiori ed i bouquet, inadeguatamente tutelati e promossi. La perla finale è stata la battutaccia inutile pronunciata sul vincitore del Festival: probabilmente gli rodeva vedere vincitore il decano del Festival Tenco. E non dico altro, per carità di Patria.

Un applauso particolare va poi agli organizzatori di un altro Festival, quello dell’Acqua, manifestazione partita con tanto entusiasmo e pochi mezzi, che ha avuto un successo incredibile, anche sul palco dell’Ariston: il mio premio della critica va a loro.

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