Da un certo livello in su

Ridicole, inutili e squallide le polemiche su “chi è salito sul carro del vincitore” da un certo livello in su, ovvero quelle che compaiono sui media nazionali. In diversi mesi di campagna referendaria, se si va a scavare si trovano ovunque collaborazioni strutturate e produttive tra movimenti referendari locali e sezioni e circoli dei partiti, addirittura dal momento di raccolta delle firme. Molto spesso i partiti sono stati abbastanza furbi da tenere un passo indietro e non dispiegare le bandiere attaccando la grancassa. Aggiungo che si percepiva chiaramente un’ostilità diffusa nei confronti in particolare del PD, mentre era molto più sfumata nei confronti di altri partiti (IdV, SeL, FdS), che sono stati però chiaramente corresponsabili di molte scelte tendenti a liberalizzare i servizi locali negli ultimi vent’anni.

Il PD nazionale e Bersani si si sono spesi in maniera compatta solo nelle ultime settimane, dopo una grande prova di democrazia interna venuta da alcuni che avevano visto lungo e da centinaia di circoli, che hanno spinto i vertici a schierarsi in maniera decisa e risolutiva (perchè, non nascondiamocelo, senza l’ultimo sprint avviato dal PD il quorum non si sarebbe raggiunto): l’atteggiamento corretto sarebbe stato “hanno vinto i referendum e ha perso il Governo Berlusconi, i comitati hanno fatto un grande lavoro, noi abbiamo dato una mano”.

Allo stesso modo i promotori dei referendum avrebbero dovuto riconoscere l’aiuto e l’appoggio disinteressato che è sempre venuto da quella cosa meravigliosa che è la base del PD che è partito anni or sono: a Sanremo ad esempio il percorso comune è cominciato anni or sono. Pertanto, prima di criticare (e a ragione) i vertici democratici, i leader referendari (nazionali, aggiungo in seguito ad osservazione) dovrebbero riconoscere, almeno ora, l’impegno profuso da dei compagni di strada più che bistrattati.

Blitz!

Pratica, veloce, concreta e significativa, organizzata quanto un blitz militare, allegra e spensierata come una sveltina di una notte di mezza estate, provocatoria, colorata e sintetica quanto Platinette.

Sto parlando ovviamente dell‘incursione al Liceo Cassini dei GD di Sanremo contro il nuculare, svoltasi questa mattina a mattina a Villa Magnolie, sede delle quarte e quinte classi del liceo.

Ulteriore merito dei ragazzi è stato quello di aver provveduto alla creazione dello striscione mentre era in corso in sede a Sanremo una riunione di direzione provinciale del Partito, avvelenando l’aria presente in sede e tentando anche in questo modo il rinnovo della clsse dirigente del PD. Il tentativo è stato vano, ma bisogna apprezzare la buona volontà dei ragazzi, che per lo meno ci hanno provato.

No al solare!

Molto spesso si parla di NIMBY (not-in-my-back-yard, non nel mio retro), quei movimenti che si oppongono alla costruzione di centrali atomiche, autostrade o ferrovie vicino la propria casa. A Sanremo non ci facciamo mancare niente e possiamo essere orgogliosi di avere i contrari alle rinnovabili.

Sta prendendo piede in Riviera un particolare riutilizzo delle serre a fini fotovoltaici. Dato che l’energia in qualche modo bisogna produrla, il sole può essere un’alternativa possibile a nucleare, termoelettrico e altre cosette tendenzialmente poco simpatiche.

Pare che la giunta comunale (con qualche supporto esterno) intenda stoppare queste pratiche. L’intenzione in pratica sarebbe quella di consentire questo tipo di produzione solo alle aziende in attività. La tesi non è particolarmente convincente, visto che si sostiene contemporaneamente (per lo meno sui giornali) che sarebbe fatto a danno degli agricoltori, quasi “a loro insaputa” e che sarebbe stato proposto anche a ex coltivatori.

La cosa non sta granchè in piedi, perchè se è vero che sono previste agevolazioni per chi integra il reddito agricolo con le energie rinnovabili, è anche vero che sono già previste sanzioni e controlli. Sarebbe quasi come mettere nel Comune di Sanremo un limite di velocità per i ciclomotori a 50 km/h, quando la legge nazionale lo prevede già a 45. Consiglio la lettura delle opinioni sul tema di Matteo.

Oltre tutto, credo che potrebbe essere anche un incentivo a far coltivare i terreni abbandonati, o comunque credo che se uno ha smesso di coltivare e intende produrre energia, non capisco cosa ci sia di male.

Ho il timore che però sia un segnale: per quei terreni, forse cambia la musica.

 

 

 

 

La migliore risposta

L’ex Ministro Scajola rilancia sul nucleare, in un momento in cui anche persone tendenzialmente pro-atomo come Veronesi si fermano per riflettere e dopo le accuse di tangenti sul piano nucleare italiano via wikileaks.

La migliore risposta arriva dai molti pannelli termici e fotovoltaici che stanno spuntando ovunque in Riviera a cura di molti privati, i comuni di Isolabona e Ranzo avviano due centraline idroelettriche e la mia cara Mendatica, estremamente soddisfatta della prima attiva da quasi un decennio, si prepara ad avviare la seconda.

Imitazioni possibili

Questi sono i tetti di Tel Aviv, pieni di pannelli solari termici, che garantiscono, gratis, acqua  calda e riscaldamento.

Anche qui a Ponente potremmo migliorare aria e le nostre bollette imitandoli.

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