Un’incoerenza di fondo

Sull’ampia questione “giovani” mi pare che ci sia un’incoerenza di fondo tra ciò che il Governo Monti attua (o dice di voler attuare) e quello che dichiara e su stronzate seriali (vedi capitoli #monotonia, #sfigati, #fissati, #mammoni) che vari membri del Governo a vario titolo e a ripetizione sparano. Sia chiaro, ritengo che sia già un fatto migliorativo che il tema venga affrontato.

Esiste una forte dose di immobilismo sociale nella mia generazione, ma è estremamente riduttivo prenderla solo come un problema culturale e di attitudine mentale. Se però prima non si risolvono problemi gravi e strutturali (tra cui le sempre più gravi questioni PRIMA CASA e PRIMO LAVORO) è inutile prendere a mascate tutti in continuazione. Anche perchè si rischia di ottenere il risultato che chi non può resta a fare la figura da sfigato & co, chi può invece prende parte e se ne va all’estero; tertium non datur, ora come ora.

…qualcuno che garantisca per me

Problemi (e grossi) ci sono anche per chi il lavoro ce l’ha, ma a tempo determinato. Un esercito, quello dei precari, che si infittisce ogni giorno di più. Spiega una giovane donna che lavora nel settore alberghiero che sta cercando casa: «Ho visionato diversi alloggi, ma i proprietari mi chiedono se ho un contratto di lavoro a tempo indeterminato, che non ho. Oppure qualcuno che garantisca per me. Anche a Imperia per noi precari è diventato difficilissimo vivere».

Dal Secolo XIX

La mia generazione si troverà a pagare sulla propria pelle errori di decenni, che hanno fatto vivere l’Italia al di sopra delle proprie possibilità con il consenso sostanziale di tutti. Un’idea sensata potrebbe essere quella di metterla in condizione di farlo, garantendo condizioni dignitose, meritocrazia e in generale un’apertura maggiore del “sistema”.

Avere un contratto legale e avere sempre e comunque necessità di “qualcuno che garantisca” è un altro dei molti fattori di blocco che mettono il freno specialmente alla mia generazione. Il problema è sia ecomico, come spiega anche la CGIL, sia di tipologia di offerta degli affitti – come faccio ad affittarmi una casa per quattro anni se ho un contratto di tre mesi quando va bene? Poi da iscritto attivo alla CGIL mi piacerebbe ci fosse una maggiore attenzione a questi problemi sia a livello centrale che periferico.

Conoscendo questi problemi, ho organizzato coi GD e il PD di Sanremo – nel silenzio e l’immobilismo generale – il presidio sanremese di “il nostro tempo è adesso”. Sarà il caso di continuare a tenere viva l’attenzione anche su questo problema, anche perchè i precari ormai non stanno solo nei call center, ma molto spesso svolgono e molto bene lavori qualificati e sono un gruppo sociale in crescita anche a Ponente.

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