Cambia il campo di gioco

Dalle prime indiscrezioni uscite sui giornali sulla probabile prossima legge elettorale potrebbe uscire uno scenario molto interessante e potenzialmente in grado di smuovere decisamente le acque anche nel piccolo mondo antico ligure.

Partendo dall’ipotesi uscita sui giornali come prevalente si intuisce che ci potranno essere metà candidati sostanzialmente eletti col Porcellum e metà invece a collegi uninominali. L’ipotesi di collegi uninominali collegati spero sia solo una boutade, per i motivi che ben esprime Antonio .

Andando nel concreto, si potrebbero ipotizzare dunque in Liguria* 8 deputati eletti in liste bloccate e 8 in collegi uninominali e al Senato 4 e 4. Molto probabilmente dunque si avrebbe un collegio per la Camera sostanzialmente equivalente alla provincia di Imperia e uno al Senato che andrebbe da Ventimiglia a lambire Vado (andando un po’ ad occhio).

Da questi due collegi sperano di poter passare gli attuali Onorevoli Minasso, Scajola, Bornacin, Boscetto e Chiappori, più alcuni che dal centrodestra scalpitano e rumorosamente per entrare – quasi in qualsiasi modo – nel gioco. Non mi pare ci sia spazio per tutti, anzi. Potrebbe davvero succedere che si faccia spazio qualcun altro, magari proveniente da un grande Partito, capace di governare e che non è mai stato sfiorato da sospetti di combutta con cricche, ‘ndrangheta e affaristi senza scrupoli.

Per scegliere le persone più adatte a giocarsela e a rappresentare il nostro territorio ovviamente non esisterebbe altro metodo che le primarie, come sostengo insieme ad altri da un po‘.

*per semplicità e concretezza, ho ipotizzato che le circoscrizioni elettorali attuali vengano conservate

Considerazioni sulla prescrizione

La prescrizione è una causa estintiva del reato concepita originariamente come del tutto eccezionale, per i casi in cui il decorso del tempo ha fatto venir meno l’interesse dello Stato alla ricerca e alla punizione del colpevole, che tra l’altro si presumerebbe  persona ormai molto cambiata rispetto all’epoca di commissione del reato. I tempi di prescrizione, diversi a seconda della gravità del fatto, erano comunque originariamente tali da non potersi neppure ipotizzare un’incidenza sul processo, i cui tempi di svolgimento erano (anno 1930, cui risale il codice penale vigente, con poche e semplici previsioni di reato, procedure più semplici e sommarie, in un contesto sociale ben più controllato) molto inferiori agli attuali. Per questo, fino a una ventina di anni fa i reati prescritti erano in una percentuale minima, al punto da richiedersene una giustificazione scritta da parte dei magistrati che li avevano avuti in carico.

Allungatisi i tempi medi dei procedimenti, si sarebbe dovuto pensare a una correlativa estensione dei termini di prescrizione se non addirittura a una completa revisione della materia. Al contrario, con la legge cosiddetta ex-Cirielli del 2005 quei termini sono stati notevolmente abbreviati per facilitare l’estinzione di processi riguardanti Berlusconi o suoi sodali: si è così arrivati agli alti numeri di oggi (oltre 140.000 reati prescritti nel 2010), che implicano un preoccupante spazio di impunità per i reati puniti con pena inferiore ai dieci anni (fra cui in particolare i reati di carattere amministrativo). La prescrizione, nei termini in cui oggi si configura, inficia il principio di legalità, mortifica l’autorità dello Stato, danneggia le parti lese, diminuisce le garanzie di sicurezza per i cittadini. Ce ne sarebbe abbastanza per ritenere la norma incostituzionale sotto vari profili (fra cui il principio di ragionevolezza e quello specifico di responsabilità penale), ma comunque un eventuale intervento della Corte costituzionale non gioverebbe per il passato, stante il principio del ‘favor rei’ (in caso di successione di norme, si applica quella più favorevole all’imputato).  

Fra le varie menzogne sbandierate allorché si fece votare alla Camera la cosiddetta “prescrizione breve” per gli incensurati, con cui si intendeva allargare ulteriormente gli spazi di impunità per reati come la corruzione e l’abuso di ufficio, è quella che la prescrizione dei reati corrisponderebbe ad un principio di civiltà accolto in tutti i paesi democratici. Di fatto la prescrizione in materia penale è sconosciuta nei paesi del sistema anglosassone (tutti ricordano la vicenda del regista Polanski, perseguito dalla giustizia americana per un reato sessuale risalente a più di trent’anni prima), e in altri paesi con ordinamenti simili al nostro cessa di decorrere nel momento del rinvio a giudizio, sì che la pratica in vigore in Italia è del tutto anomala rispetto al resto del mondo. Certo è che una prescrizione che continua a decorrere anche dopo l’inizio del processo, mentre cioè si sta svolgendo l’intervento repressivo dello Stato, è un non senso sul piano logico prima ancora che giuridico e non può non incentivare la più disinvolte manovre dilatorie dell’imputato con conseguente allungamento inevitabile dei tempi processuali.

Genesio, magistrato, ex presidente dell’Istituto Internazionale di Diritto Umanitario e molto altro

Chi scende, chi no

Consiglieri Comunali: taglio 20 %

Assessori Comunali: si passa da un terzo ad un quarto del numero di consiglieri.

Es: Sanremo passerebbe dall’avere 30 consiglieri e 10 assessori ad avere 24 consiglieri e sette assessori.

Consiglieri Provinciali: massimo 10 (ora sono tra 24 e 45)

Assessori Provinciali: massimo 3 (ora sono tra 8 e 12)

Consiglieri Regionali: tagli variabili secondo le varie Regioni, intorno al 20 % generalmente

Assessori Regionali: tagli variabili secondo le varie Regioni, intorno al 40 % generalmente

Europarlamentari Italiani: già diminuiti da 87 a 73

Camera dei Deputati: nessuna diminuzione prevista

Senato della Repubblica:  nessuna diminuzione prevista

 

*hanno

Corsi e ricorsi

“Un governo a termine, che sta lì solo per gestire potere e occupare poltrone e che non è in grado di fare alcuna riforma. Un’ agonia politica. Non esiste più la maggioranza uscita dalle urne. Questo governo si regge su un episodio di trasformismo e su dei numeri che non sono quelli che gli italiani hanno determinato.”

Dichiarazioni di Silvio Berlusconi dopo la risicata fiducia al Governo Prodi ottenuta il 28 febbraio 2007.

Colonna sonora del giorno: Propellerheads – Hystory repeating

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