Diversi piani

Ho scritto molto in passato di Alitalia (vedi qui e qui).

Pare che parte dei soldi “spariti” dalle scatole cinesi del Porto di Imperia siano finiti dentro Alitalia. A quanto dice Caltagirone (preso di mira per questo da Crozza), non per diversificare ma perchè glielo ha chiesto Banca Intesa.

Che secondo alcuni aveva grandi interessi privati a creare il mostro Alitalia – Air One per potersi più facilmente rivalere dei debiti della seconda compagnia.

In molti separano il piano locale da quello nazionale ed europeo. Più passa il tempo, più mi convinco che è sempre più difficile e soprattutto insensato. Come potrebbe essere in questo caso, in cui fondi spariti da un’opera pubblica ponentina sono forse andati a finire a ripianare debiti privati tramite un’operazione politica di marketing seminazionalistica. Davvero incredibile.

PS: in bocca al lupo a ImperiaPost

 

 

Gentile concessione

L’ingegner Bellavista Caltagirone, patron del costruendo porto di Imperia, ha dichiarato ai giornali che potrebbe chiedere 300 milioni di euro di risarcimento danni al comune di Imperia, ma non lo farà perchè vuole bene alla città.

Fossi uno dei 150 azionisti della sua Spa, lo scorticherei sulla pubblica piazza e lo farei internare.

Facciamo uno schemino:

Acqua Marcia ha enormi problemi di liquidità, tale per cui sta vendendo tanti gioielli di famiglia, non sta pagando imprese e lavoratori che lavorano per lei, ma vuole talmente bene a Imperia che rinuncia a 300 milioni di euro sicuri.

 

Qualcuno ha detto che sono tutte musse. Secondo me è un raffinato umorista, che vuole emulare Amici Miei.

 

Reprise

Video ufficiale di “Caltagironia” – uscito un po’ di tempo fa, ma sempre attuale rimane.

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