Poggio, 18 novembre 2013

E’ per me un grande onore essere qui a tenere quest’orazione per commemorare i caduti partigiani di Poggio di Sanremo e vorrei ringraziare i compagni dell’ANPI di Sanremo che mi hanno concesso questo onore.

Oggi vorrei parlare di quello che significa oggi per me essere antifascista.

Essere antifascista oggi vuol dire evitare di ripetere gli errori del passato, direttamente responsabili della nascita e della presa del potere di un pericoloso regime di cui ancora oggi come italiani ci dobbiamo vergognare.

A inizio anni ’20, l’Italia si trovava in una grave crisi economica e sociale, i giovani migliori erano costretti all’emigrazione in altri paesi. Le Istituzioni non erano in grado di dare risposte convincenti a milioni di persone in grave difficoltà oltre che confuse e senza guida, e lo scarso prestigio internazionale che aveva il nostro Paese aveva messo nell’angolo l’Italia al cospetto degli interessi delle grande potenze.

C’era una risposta possibile e positiva, e doveva arrivare dalla politica: le forze progressiste, democratiche e liberali avrebbero potuto trovare risposte da dare a un Paese confuso, non necessariamente per mettere assieme il diavolo e l’acquasanta, ma per fissare assieme alcuni obiettivi, come diritti sociali e civili per tutti, libertà d’espressione e un impegno condiviso, anche nella diversità dei ruoli di ognuno, per far ripartire il Paese e costruire assieme davvero l’Italia.

A quella classe politica, cui pure non difettavano grandi personalità, è mancata la capacità di sapersi fare interprete della disperazione, della confusione e della voglia di sperare degli italiani. Parte di essa rinunciò a contrastarla efficacemente, perchè la situazione concedeva vantaggi momentanei e nessuno pensava che quel movimento oggettivamente fuori dagli schemi potesse essere un serio problema.

Sono moltissime le analogie con la situazione odierna, in cui la mancanza di consapevolezza della disperazione rischia di porre le basi per un nuovo e diverso regime, che può nascere in Italia. La demolizione delle Istituzioni di riferimento è già iniziata: magistratura, Costituzione, Parlamento, Presidente della Repubblica, una volta garanzia di democrazia e modernità, sono oggi costantemente attaccate. Anche la più grande casa di pace che siamo riusciti a costruire assieme, mettendo assieme ex nemici secolari, l’Europa, è attaccata nella sua elefantiaca debolezza.

Dobbiamo quindi presidiare democraticamente queste Istituzioni, facendoci attori vivi e partecipi del necessario adeguamento ai tempi delle Istituzioni e contemporaneamente orgogliosi garanti dello spirito costituzionale.

Questo nostro ruolo, molto alto e responsabile, non deve però essere semplicemente un atto di consapevolezza personale, ma deve essere invece una vera e propria battaglia culturale e politica, giocata su tutti i campi. Si deve avere in particolare la forza e la capacità di saperla condurre nella parte più fragile e insicura della società e in particolare tra i giovani.

Questo significa per me oggi essere antifascisti e questo per me significa proseguire oggi la giusta guerra per cui gli eroi partigiani di Poggio e di mille altri luoghi di resistenza hanno sacrificato le loro vite.

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25 aprile 2012

Ecco quel che succede a Ponente per il 67° anniversario della Festa della Liberazione. Ricordo con particolare onore che la nostra è Provincia medaglia d’oro al Valor Militare ottenuta nella guerra di Liberazione.

Per ricordare il significato del 25 aprile oggi, aggiungo l’esimio parere di MAKKOX.

A Sanremo il raduno è previsto alle ore 9.45 in via Mameli davanti al cinema Ariston e da lì partirà il corteo organizzato dall’Anpi Sanremo in via Matteotti, Corso Mombello e ai giardini Gino Napolitano, con sosta e deposizione delle corone al Monumento ai Caduti della I guerra mondiale, al Monumento ai Caduti di Cefalonia e al Monumento alla Resistenza nei giardini Gino Napolitano, ove si svolgerà la cerimonia.

Alle 10.30 si svolgerà la benedizione in memoria dei Caduti da parte di Don Simonetti seguita da un’orazione commemorativa che sarà tenuta da Enrico Revello, Segretario Generale della Camera del Lavoro di Imperia.

Il corteo proseguirà quindi lungo la pista ciclabile per deporre una corona al Monumento ai Caduti di tutte le guerre al Largo Ruffini, ove si concluderà la manifestazione.

Il programma della manifestazione di Taggia, organizzato dalla sezione Anpi Arma Taggia e Valle Argentina, prevede il raduno alle 9.30 sul sagrato della Chiesa Parrocchiale e alle 10 la celebrazione della messa.

Successivamente  ci si sposta verso i monumenti dove si svolgerà la deposizione delle corone alla presenza del presidente della sezione locale Anpi, Massimo Corradi, del sindaco di Taggia Vincenzo Genduso e l’orazione ufficiale dell’On.Manfredo Manfredi. Nel corso della cerimonia saranno premiati gli alunni vincitori del premio Erven. Presente anche la banda musicale “Pasquale Anfossi” di Taggia e il coro della Valle Agentina.

Ventimiglia, l’Associazione culturale intemelia XXV Aprile/Arci per l’Anniversario della Liberazione del prossimo 25 Aprile invita la cittadinanza alla manifestazione con corteo che si terrà a Ventimiglia con partenza alle ore 10 da piazza S. Agostino.

Alle 13.15 dopo la manifestazione, si svolgerà la festa popolare organizzata dall’Associazione XXV Aprile con pranzo musica e ballo, musica e canti della Resistenza e intermezzo pomeridiano col concerto dell’orchestra filarmonica giovanile “Città di Ventimiglia” presso il parco della Casa Famiglia “Il Sorriso” della Spes, a Varase (Ventimiglia).

Sarà inoltre possibile visitare la mostra sulla “Resistenza in provincia di Imperia” allestita dall’Associazione con il patrocinio dell’Istituto storico della Resistenza e dell’Età contemporanea di Imperia e dalle Associazioni partigiane presso il Chiostro di San’Agostino della Biblioteca civica aprosiana. La mostra,inaugurata il 18 aprile, resterà aperta con ingresso libero fino al 2 maggio con orario dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 20.

Ad Ospedaletti il via alle manifestazioni è fissato per le 9.30, alla presenza delle autorità e della banda di Coldirodi.

Il Comune di Imperia si appresta a commemorare il 67° anniversario della Liberazione dal nazifascismo avvenuta il 25 aprile 1945

Ore 8.30: Deposizione di una corona di alloro al Monumento ai Caduti della Valle Prino, in via Allende (Piani)
Ore 9: Deposizione di una corona di alloro al Mausoleo del Cimitero di Porto Maurizio
Ore 9.30: Deposizione di una corona di alloro al Mausoleo del Cimiter0 di Oneglia
Ore 10: Santa Messa nella Chiesa di Cristo Re
Ore 10.45: Corteo fino a Piazza della Vittoria dove sarà depositata una corona di alloro al Monumento ai Caduti
Ore 11: Sala Consigliare a Palazzo Comunale: intervento del Sindaco Paolo Strescino e orazione tenuta dal Dott. Ugo Genesio, Presidente aggiunto onorario della Corte di Cassazione.

Sempre a Imperia, il “gruppo partigiani Val Prino celebrerà una messa alle ore 10 presso il monumento ai Partigiani di via Allende, per poi proseguire la giornata alle 11,30 presso il Casone dei partigiani con storie e racconti del Comandante “Achille”, seguito da pranzo e pomeriggio in allegria.

A Bordighera nella sede del Partito Democratico, via XX Settembre, 17,  dal 24 aprile al 2 maggio 2012 verranno festeggiate sue solenni ricorrenze storiche: il   25 Aprile (nel 67° anniversario della liberazione d’Italia dalla occupazione dell’esercito tedesco e dal governo fascista avuta luogo nel 1945)  e il  1° Maggio (festa del lavoro), con incontri sul loro significato ed esposizione di libri.

Alle pareti della sala saranno esposti dipinti di Mario Bardelli, Sergio Biancheri, Sergio Gagliolo, Enzo Maiolino e al computer cortometraggio sulla Resistenza del regista Gabriele Nugara. (vincitore del Premio 25 aprile al concorso “Filmare la Storia 2009″ dell’Archivio Nazionale Cinematografico della Resistenza)Orario di apertura: tutti i giorni dalle 15,30 alle 18,30. Ai visitatori, a loro scelta, è offerto in omaggio uno dei libri esposti.

Riflessioni su chiacchiere da bar

Su SanremoNews da qualche giorno spopola una discussione tramite quel pozzo senza fondo di chiacchiere da bar / tassì / parrucchiere sul tema “Resistenza”. Bisogna farci una seria riflessione sopra, partendo però da un chiaro presupposto, senza il quale non si è onesti intellettualmente, ovvero: la guerra è guerra. Non si tratta di giustificazione, tutt’altro: si tratta di un fatto.

Se da un lato i danni del cosiddetto “revisionismo” sono ormai tristemente evidenti, dall’altra parte bisogna prendere atto di un gigantesco fallimento di comunicazione fatto (e mi dispiace dirlo) da buona parte dell’ANPI, ovvero quello di “mettersi a servizio” troppo spesso di un solo emiciclo politico (o di una parte minoritaria di esso), mentre io credo che i valori della lotta di Resistenza debbano essere valori comuni per qualsiasi cittadino italiano o europeo.

La resistenza belga, polacca o olandese sono considerate patrimonio comune delle rispettive nazioni, nonostante anche al loro interno siano accaduti molti episodi controversi. Delle stragi compiute dagli italiani durante il colonialismo e le occupazioni militari se ne è cominciato a parlare solo negli ultimi anni, d’altro canto.

Commemorazione ANPI a Coldirodi

L’ANPI di Sanremo mi ha concesso l’onore di fare l’orazione in memoria dei Caduti di Coldirodi. E’ stata una bellissima mattinata: a Messa a Coldirodi suonano “Stairway to Heaven” durante l’omelia e ho conosciuto un compagno di lotta partigiana di Pertini e Bocca, venuto in rappresentanza dell’ANPI Cuneo e dell’associazione partigiani francesi.

Per me è un grande onore poter fare questa orazione e poter ricordare il sacrificio di tre giovani vite, cui dobbiamo così tanto e di cui si deve essere orgogliosi: è stato grazie a migliaia di giovani partigiani e civili che è potuta nascere una nuova Italia, uno Stato con un popolo orgoglioso, capace di alzare la testa e di rimediare ai propri errori.

Ancora oggi dobbiamo continuare ad essere partigiani. Partigiani in un modo diverso, ma con la stessa forza e la stessa convinzione in un mondo più giusto e più libero.

Il mondo oggi è per fortuna completamente diverso, e i popoli europei hanno imparato ad essere fratelli, forte dev’essere l’incoraggiamento a superare le divisioni esistenti invece che di inventarsi nuove e false patrie, sempre più ridicole e lontane dalla storia e dai fatti.

Negli ultimi anni siamo stati capaci di superare storiche divisioni con tanti popoli fratelli, nell’Europa Orientale, ma non siamo stati capaci invece di ambire ad una società più giusta al suo interno.

Siamo stati capaci di far crescere la nostra società e di farla diventare in apparenza molto più aperta e capace di parlare, ma non siamo stati capaci di denunciare il pericolo di una certa politica che ha incoraggiato e incoraggia intolleranza, razzismo, discriminazione sessuale. E purtroppo, siamo uno dei pochi paesi in Europa dove queste idee sono state sdoganate fino a diventare parte integrante di programmi di governo.

Dobbiamo guardare con grande speranza anche al di fuori del nostro paese: anche il nostro mar Mediterraneo è in una fase cruciale, tanti paesi si stanno avviando da soli a una transizione democratica, e noi dobbiamo essergli vicini.

Innanzitutto non possiamo essere gelosi dei nostri diritti, e credo che si debba accogliere la richiesta del Presidente Napolitano perchè chi nasce e cresce in Italia possa diventare, se lo vuole italiano, e lo si deve fare perchè è una questione di civiltà.

Dobbiamo poi guardare dentro ai nostri spettri e alle nostre paure: i recenti fatti di Firenze e Torino sono un gravissimo segnale di quanto purtroppo i nostri valori, quelli per cui tanti nostri compagni sono morti, sono in pericolo, e siamo noi a metterli in pericolo. Non possiamo più permetterci comportamenti così inumani.

Credo che sia anche per questo che tanti ragazzi, normalmente molto più giovani di me, hanno preso la strada dei monti. Possiamo e dobbiamo continuare a camminare su quella strada, portando avanti queste idee e questi valori, che tutto il mondo ci invidia.

Viva la Resistenza, viva la costituzione, viva l’Italia

Commemorazione ANPI a Coldirodi

Dal comunicato dell’ANPI Sanremo

DOMENICA 18 DICEMBRE 2011 ALLE ORE 10.30 a Coldirodi verranno commemorati i Partigiani caduti sotto il piombo nazifascista

Il fatto avvenne il 19 dicembre 1944 in frazione Coldirodi: una pattuglia di Partigiani fu colta da un nutrito fuoco di un gruppo di nazifascisti lì appostati, proprio nel luogo dove ora sorge il cippo che ricorda i Caduti. Caddero subito i due Partigiani che erano nel primo gruppo: sono Caputi Giuseppe (Pasquale), Giaccaglia Lelio (Bill) e con essi venne colpito a morte il diciannovenne Giuseppe che li guidava. Mentre il restante gruppo di Partigiani, nonostante alcuni feriti, riusciva a sganciarsi, Giuseppe si trascinò morente lungo un viottolo fino ad una scalinata presso un’abitazione e lì morì dopo una lunga agonia, perché a nessuno fu possibile prestargli soccorso. All’alba del giorno seguente i nazisti giunsero in forze nel paese e rastrellarono tutti gli abitanti, portandoli nella chiesa: gli uomini vennero portati a Sanremo e furono rilasciati dopo vari giorni solo grazie all’intercessione del Parroco Giovanni Battista Lanteri, pochi alla volta.

I nomi dei Caduti sono i seguenti:

CAPUTI GIUSEPPE (Partigiano combattente – Pasquale)

GIACCAGLIA LELIO (Partigiano combattente- Bill)

GRAZIANO GIUSEPPE (Vittima Civile)

La manifestazione si svolgerà secondo il seguente programma:

ore 10.30 – Funzione religiosa officiata nella chiesa di Coldirodi a cura di Don Traetta;

Seguirà: deposizione di una corona di alloro al cippo che ricorda i Partigiani Caduti; l’orazione sarà tenuta dal Consigliere ProvincialeAlessandro Lanteri, membro del Direttivo ANPI di Sanremo.

Al termine verrà deposta una corona di alloro alla lapide che ricorda la giovane Vittima Civile Giuseppe Graziano.

“Vittò” – presentazione del libro

Al Museo Civico di Piazza Borea d’Olmo giovedì 16 giugno alle 17 si presenterà il libro “Vittò – vita del comandante partigiano Vittorio Guglielmo” di Romano Lupi.

Interverranno l’autore, l’On Manfredo Manfredi (presidente Istituto Storico della Resistenza di Imperia) e il prof. Roberto Moriani (ANPI Provinciale).

 

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