Adun-acqua

Giovedì dalle 17,30 allo Zampillo.

Convocata tutta la cittadinanza, di tutte le età e formati.

Si scorrazza in giro per la città per la Festa dell’Acqua.

Aderiscono così in tanti che farei prima a dire chi non ci sarà.

Dalle 21 poi concerto in piazza San Siro. C’è anche la Cattiva Strada.

Conseguenze

Allora, visto che il PdL Sanremese si schiera a favore dei referendum sull’acqua e il PdL provinciale vota contro il nucleare, mi aspetto che nei prossimi giorni invitino a votare anche contro il legittimo impedimento.

E’ un piacere vedere che si siano ravveduti: un anno fa a Sanremo si sarebbe venduto il 49 % di AMAIE senza una grande protesta popolare che ha obbligato al ritiro della pratica in consiglio comunale e il verbo scajolano impone tutt’ora il ritorno al nucleare. Credo che le segreterie di PD, SEL e IDV potrebbero accogliere con molto piacere questi figliuoli prodighi.

 

Incoraggiamento

Pare che il PdL cittadino si sia schierato pro-referendum sull’acqua pubblica. Spero ci diano presto la dimostrazione che non si tratta di un tatticismo ruffiano nè di un posizionamento per qualche guerra territorialcorrentizia tutta interna al PdL, ma di una scelta precisa di campo, e che alle dichiarazioni e alle prese di posizione seguano presto i fatti.

Ho voglia per adesso di dare fiducia al Sindaco di Sanremo e mi aspetto che esca presto un suo piano di rilancio e sviluppo 100% pubblico di AMAIE.

Strani fenomeni

Succedono ogni tanto cose strane, ma credo sia evidente che succedano non a caso.

Oggi esce sui giornali che il gruppo consiliare PD di Sanremo ha chiesto le dimissioni da amministratore unico dell’AMAIE di Gianni Rolando o quanto meno l’affiancamento di un consiglio di amministrazione.

Saltano fuori alcune lettere di disappunto (1 e 2). Sicuramente è colpa del PD che non ha adeguatamente motivato ai giornali la propria posizione (anche se sul sito c’è una chiara motivazione).

Non ci sarebbero state le medesime reazioni se sui media del ponente fosse uscita la notizia sull’inchiesta che lambisce INCISA srl, che SavonaNews (dello stesso gruppo di Sanremonews) tiene da cinque giorni in prima pagina.

Perchè sicuramente possiamo spiegarci meglio, ma se l’opinione pubblica non è messa in condizione di farsi un’idea perchè le mancano le informazioni, è evidente che c’è un problema.

Aria di derby

Sale la tensione tra Zoc e Strex.

Il tutto comincia con qualche scaramuccia tra AMAT e AMAIE sulla questione acqua e tra Provincia (che non sa smaltire) e comune di Sanremo (che non sa recampare la rumenta).

Zoc si prende il diritto di convocare un’assemblea programmatica di tutti i sindaci per risolvere i problemi di acqua & rumenta, che non è stato finora capace di risolvere manco in casa sua.

Strex reagisce dicendo che bisogna farla ad Imperia e che Sappa & Ballestra in Provincia stanno lavorando bene.

Zoc, dopo essersi dato del provinciale, accusa di campanilismo Strex e certifica che nessun membro della sua maggioranza aderisce a FLI.

FLI sostiene di non ambire a nessun amministratore sanremese, che ha già fatto il pieno di ravatti.

Di acqua e rifiuti, che pare siano all’origine di tutto, non parla più nessuno di questi.

Fare acqua, da tante parti

Tanti medi e piccoli comuni anche nella nostra Provincia si sono applicati in vario modo per mantere l’acqua pubblica all’interno del loro territorio e messi assieme, sono un simpatico panorama.

I dati più interessanti:

  • dal punto di vista statistico, è la loro popolazione complessiva è di circa 40.ooo abitanti, equivalente a quella del capoluogo Imperia;
  • dal punto di vista amministrativo, sono luoghi in cui la gestione pubblica funziona bene;
  • dal punto di vista idrico, le maggiori riserve d’acqua inutilizzate si trovano all’interno di questi comuni dell’entroterra;

Nei fatti, tutta la costa si trova a sfruttare l’acquedotto Roja Bis, originariamente costruito dallAMAIE di Sanremo e prolungato fino ai primi Comuni della provincia di Savona (come ha mostrato il guasto di oggi alla Rabina di Imperia). Molto probabilmente una gestione unitaria di questa rete, che nei fatti gestisce la stessa acqua, sarebbe auspicabile.

Il problema nasce con il teorico ATO, ambito territoriale ottimale, che di ottimale non ha poi così tanto, dato che dentro ci sono situazioni diversissime. In pratica, diversi paesi dell’entroterra si sono sentiti presi in giro, dato che la costa li ha spogliati col tempo di tanti servizi e di attenzione, e doverle regalare una delle poche cose rimaste (l’acqua), li ha messi tutti sull’attenti.

Tutto questo è successo nel nostro Ponente, in cui non è che le Amministrazioni siano particolarmente riottose al volere del centrodestra locale e nazionale: evidentemente, questo è un tema sentito al di là degli schieramenti, visto anche il successo del Coordinamento per l’Acqua Pubblica CIMAP.

A causare tutto questo, il fatto che anche in un mondo aperto e liberale come il nostro, rimangono alcuni beni che la gente non è disposta a dare ai privati.

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