Prima di prendere il volo

Sta prendendo piede il comitato “FarePonente”, ovvero un “comitato spontaneo e apolitico di imprenditori” (non meglio precisati ndb), avente come scopo l’attivazione di voli low cost con partenza dall’aeroporto di Villanova d’Albenga. Come saprà chi mi conosce, sono un grande appassionato di aviazione e sono altrettanto conscio delle difficoltà che ha il nostro territorio a collegarsi coi nostri bacini turistici tradizionali (Nord Europa in primis), per cui non sono pregiudizialmente contrario. Ci sono però alcuni punti su cui mi piacerebbe avere maggiori informazioni.

Nella pagina facebook del comitato si citano prima “voli low cost” e poi si ammicca solo ad una di esse (RyanAir), tralasciando completamente altre compagnie (che non sono poche). Quello che è già successo  infatti dovrebbe fare da monito. Ryan Air spesso si è comportata un po’ da “pirata dei cieli”, evadendo obblighi contributivi per i dipendenti e andando a caccia di sovvenzioni e contributi. Anche in Italia, ovviamente.

Il copione usato più volte è quello di prendere un aeroporto un po’ sfigato, far balenare la possibilità di collegamenti con tutta Europa a prezzi popolari. La compagnia arriva, ci sta un po’ e fa contenti tutti. A un certo punto, parte una campagna stampa ben curata nella quale viene ventilata la decisione della compagnia di abbandonare l’aeroporto per via degli scarsi ricavi. Il volo da e per le capitali europee però era veramente vantaggioso.. i cittadini ne erano soddisfatti… come si fa a non scontentare pubblico e lavoratori?

In conseguenza le amministrazioni pubbliche sono “costrette” a sovvenzionare pesantemente i voli (fino a 50 € a passeggero). E non so se in futuro ci saranno fondi pubblici sufficienti per la promozione, la riconversione turistica e questi voli.

Chi mi segue da un po’ sa che un discorso paro paro l’avevo fatto anche per i voli “ad Scajolam”.

Credo che la cosa più sensata da fare, ora come ora, sia collegare di più e meglio la Riviera con i due aeroporti che già ci sono (Genova e Nizza), da cui tra l’altro partono già numerosi voli low cost. Qualche bus insomma. Più pratico e realizzabile, in attesa che vengano collegati entrambe le aerostazioni alla ferrovia. Nel caso invece che i miei dubbi vengano fugati, si può anche ragionare su una possibile crescita dell’aeroporto di Villanova. Per non far la fine di altri aeroporti, sedotti e abbandonati dopo pochi anni.

Facciamo i conti con lo SGAP

In sintesi, possiamo dire che ci troviamo di fronte ad un cambio epocale nella nostra Provincia.

Questo perché i nodi sono venuti al pettine, e tutti insieme: i commissariamenti di Bordighera e Ventimiglia, il sistema portuale da… sistemare (Ospedaletti, Imperia e Ventimiglia arenati, Portosole e Aregai con vari cantieri bloccati), i progetti che si dimostrano irrealizzabili (la Zona Franca a Ventimiglia, l’Aeroporto “Intercontinentale” di Albenga, l’Incubatore di Imprese, il vecchio “Filobus di Cristallo”) e più in generale tutti i piccoli e grandi progetti che sono stati il simbolo diretto e indiretto del feudo scajolano.

Il concetto di feudo è qualcosa di medievale: nel mondo contemporaneo e ancor di più in quello futuro pensare che si possa essere autosufficienti è un utopia e purtroppo lo SGAP, il Sogno del Grande e Azzurro Ponente si è infranto per la sua intrinseca debolezza.

Non sono però stati pochi quelli che hanno con costanza, serietà e competenza combattuto questo pensiero unico, specie quando prendeva scorciatoie un po’ troppo pericolose, e sto parlando di molti consiglieri del mio Partito che a Bordighera, Imperia, Sanremo e Ventimiglia (ma non solo), dove si stava andando lo dicevano da anni. Non è di grande soddisfazione vedere che avevano ragione, ma deve essere la base per una successiva riflessione. Diciamo che in pochi si sono resi conto del lavoro che l’opposizione non ideologica stava facendo e diamo per scontato che (tanto è di moda) sia sicuramente colpa del PD.

Facendo un ragionamento un poco più finemente mediatico, è evidente come questo tipo di lavoro, più tecnico, sia meno “notiziabile” di un’opposizione magari più chiassosa. Aggiungendo che in tanti in questa Provincia allo SGAP ci avevano creduto, forse qualcuno nei media locali poteva pensare che il target medio del lettore imperiese non fosse poi così interessabile dai puntuali ma forse un po’ noiosi avvertimenti che uscivano a ogni seduta dalle sale consiliari. Dato che però dallo SGAP si stanno svegliano in tanti, potrebbe essere opportuno pensare che questo target di cui sopra si stia assottigliando e che potrebbe essere interessante allargare la visuale.

Per il centrodestra questo potrebbe essere un grande momento di crescita se avrà la capacità di mettersi in discussione davvero al suo interno e di elaborare una ricetta che possa tirare fuori questa terra dal baratro in cui sta cascando. Non penso ci sia nessun motivo logico per cui si possa anche solo lontanamente pensare che ci riuscirà, ma è un’ipotesi “accademica” fantapolitica affascinante. In realtà nella storia, quando un sistema feudale entrava in crisi complessivamente, è sempre stato incapace di trovare una risposta efficace dal suo interno. Sono fortunatamente cambiati i sistemi per la sostituzione della classe dirigente dall’epoca medievale.

Per tutte le opposizioni ora invece si deve cominciare a pensare seriamente a come tirare fuori questa Provincia dal cul de sac in cui si trova ora. Serviranno ricette nuove, una robusta dose di realismo, idee e voglia di lavorare in squadra.  Non metto in discussione la passione, quella c’è sempre stata e non mancherà di certo.

Pancho Villanova

L’Aeroporto di Villanova d’Albenga suscita sempre molte discussioni, sia perchè è molto visibile, sia perchè, per il Ponente Ligure, è strettamente connesso ad una persona in particolare, il nostro Pancho (qui un vecchio servizio che fece scalpore)

Sarebbe carino riuscire ad avere un quadro più completo sulla situazione

Partiamo dai progetti in corso:
1- trasferimento della Piaggio Aero. La Piaggio Aero è la casa madre della Piaggio moto e non viceversa, tant’è che la Vespa era fatta di vari pezzi di un bombardiere. La fabbrica attuale è a Finale Ligure (quando è stata costruita, la Piaggio costruiva idrovolanti e non aveva bisogno di pista). L’unico modello prodotto dalla Piaggio ora è il P-180, un biturboelica executive che ha bisogno di pista tradizionale. E’ quindi in corso il trasferimento della Piaggio da Finale a Villanova d’Albenga.

2- la base di vari servizi pubblici (nuclei volo della Polizia, Carabinieri, Vigili del Fuoco, Protezione Civile, elisoccorso, etc… ).

3- attività di aeroclub e corsi di volo.

4- base per voli executive privati. Ottimo, anzi da incentivare.

Ci sarebbe spazio per eventuali voli di linea?

Alitalia è saltata per aria anche perchè teneva aperte varie rotte in perdita, ma ora non si può più utilizzare a tal fine la compagnia di bandiera.

Ogni tanto salta fuori qualche compagnia che si propone: le compagnie low cost, tipo Ryan Air, sono più che disponibili ad operare su Albenga, basta che qualcuno dia generosi contributi. Ammesso che qualcuno ce li abbia, questi soldi.

Ma il vero problema è che abbiamo 2 aeroporti però a meno di un’ora e mezzo di autostrada, Genova e Nizza, che hanno già un discreto bacino di utenza. Un aeroporto ammortizza i costi fissi e le sue esternalità di gestione tra i 300 e i 600 mila passeggeri anno. Al di sotto, per capirci, non risultano economicamente convenienti nemmeno gli autobus da e per l’aeroporto.

Facciamo un confronto tra i tre aeroporti, con le cifre dell’anno 2007, l’ultimo con linee attive su Albenga.

Destinazioni: Albenga 1 – Genova 13 (5 straniere) – Nizza 82 (5 italiane, 19 francesi, 44 europee, 14 intercontinentali)

Traffico: Albenga non pervenuto, ma un massimo teorico di 76 * 365 = 27740 – Genova 1.080.000 circa (fonte assaeroporti) – Nizza 9 948 035 (fonte aeroporto di Nizza)

Mio modestissimo parere, sarebbe bene incrementare tutti i servizi pubblici, trasferire tutto il possibile a Villanova (GdF, 118, VdF, SAR, aviazione generale, aerotaxi, etc.), perchè è comunque una risorsa, ma è inutile stare a finanziare qualcosa che c’è già e migliore poco distante.

Nel frattempo, la privatizzazione, a trovare il privato, è la soluzione auspicabile.

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