Occorre scegliere

Pubblico integralmente un comunicato stampa dei Giovani Agricoltori.

Non scegliere è comunque una scelta, ma in questo caso lasciare agonizzare una struttura rappresenta una grave mancanza nei confronti di tutto un settore per non dire di una città alla quale è associato inconfondibilmente la presenza di fiori. Si sta parlando del mercato dei fiori di Sanremo e del sindaco matuziano, Maurizio Zoccarato che però sembra aver abbandonato a se stessa la struttura in Valle Armea.

Malgrado la presenza dei produttori e degli acquirenti si sia ridotta nel tempo, l’importanza strategica per la formazione del prezzo del prodotto rappresenta ancora un aspetto fondamentale che non deve essere perso, anche perché sarebbe un massacro dei prezzi con la seguente chiusura di aziende che non potrebbe più avere “potere” di contrattazione.

Il sindaco in prima persona, responsabile del proprio territorio e della vita dei cittadini deve dare indicazioni su come proseguire la vita del mercato, non è attendendo che qualcosa cambi che le cose potranno migliorare, anzi, probabilmente l’attesa non fa’ altro che avvilire , senza riferimenti, alla propria agonia i floricoltori, anche quelli che non partecipano attivamente alla contrattazione sul plateatico. Occorre scegliere, decidere e non attendere.

ANGA – Associazione Nazionale Giovani Agricoltori Imperia

Stagione di primarie

…ma stavolta il PD non c’entra: l’Associazione Nazionale Giovani Agricoltori deve scegliere il successore di Marco Damele e lo farà tramite primarie.

Su piazza Borea d’Olmo

Inizialmente piazza Borea d’Olmo doveva essere uno dei fiori all’occhiello della pedonalizzazione del centro di Sanremo. Quello che non ci aspettavamo è successo: la piazza ora è desolatamente vuota. E’ uno spreco di spazio inaccettabile. Fosse anche per pochi mesi, è necessario dare dei contenuti a questa piazza.

 

Alla stampa

 

Intendo meglio precisare la proposta del PD sul “Farmer Market” piazza Borea d’Olmo, con la soddisfazione di constatarne il riscontro in termini di attenzione.

Innanzitutto, questa proposta e quella relativa ai parcheggi feriali per motocicli sono destinate ad avere un carattere temporaneo, in attesa che la viabilità ed i parcheggi in centro assumano forma più concreta e definitiva e che soprattutto il Comune recuperi i fondi necessari per una sistemazione più decorosa dell’attuale spianata d’asfalto.

In secondo luogo, un mercato che contenga le produzioni agricole di qualità rappresenta in molti posti un’attrattiva turistica di primo piano. Riteniamo che i prodotti di qualità della Liguria siano un bene da valorizzare e non si tratterebbe solo di gustosi ortaggi o frutta, ma anche di prodotti come formaggi, confetture, prodotti del nostro mare, olio di taggiasca, vino Rossese e Vermentino, oltre a molte altre prelibatezze che la nostra terra produce e di cui dobbiamo essere orgogliosi. A questo si potrebbe affiancare un mercatino dei prodotti biologici, sempre più ricercati.

Come abbiamo già dichiarato in altre occasioni, riteniamo che i frutti della nostra terra debbano essere valorizzati al massimo e che dovrebbero passare prima dei prodotti tipici di altre Regioni o di multinazionali del cioccolato, già ospitati in quella medesima piazza.

Alessandro Lanteri
Segretario Circolo PD Sanremo Centro

 

Bello, buono e sostenibile

Questo weekend si è svolto “Pigna & Wine”, un’ottima iniziativa che ha portato tantissima gente per i vicoli della città vecchia a degustare vino buono. Complimentissimi a Pigna mon amour, Talpa & l’orologio e Buridda per aver portato nella Scarpetta una versione matuziana di Critical Wine, un piccolo universo dedito all’agricoltura “autentica”, raggruppato sotto l’egida di “la terra trema”. Altro valore aggiunto di quest’iniziativa sta infatti nella scelta dei produttori, ovvero 15 aziende vitivinicole selezionate per qualità e sostenibilità delle pratiche agricole.

Anche domenica ho passato la giornata con gli amici dell’ANGA Imperia, nel loro banchetto che vendeva fiori a certificato etico e ambientale all’interno del mercatino verde in occasione dei carri fioriti.

Credo che qualità e sostenibilità possono portare reddito e qualità della vita migliore nelle zone agricole e prodotti migliori nelle mani dei consumatori, pertanto sono pratiche da incoraggiare completamente.

Al mattino di sabato era andata in onda su Rai Uno una puntata speciale sull’agricoltura del programma “7 giorni”. Come primo servizio c’è uno speciale sulla floricoltura sanremese, in cui fa un breve cameo il qui presente. Buona visione.

No al solare!

Molto spesso si parla di NIMBY (not-in-my-back-yard, non nel mio retro), quei movimenti che si oppongono alla costruzione di centrali atomiche, autostrade o ferrovie vicino la propria casa. A Sanremo non ci facciamo mancare niente e possiamo essere orgogliosi di avere i contrari alle rinnovabili.

Sta prendendo piede in Riviera un particolare riutilizzo delle serre a fini fotovoltaici. Dato che l’energia in qualche modo bisogna produrla, il sole può essere un’alternativa possibile a nucleare, termoelettrico e altre cosette tendenzialmente poco simpatiche.

Pare che la giunta comunale (con qualche supporto esterno) intenda stoppare queste pratiche. L’intenzione in pratica sarebbe quella di consentire questo tipo di produzione solo alle aziende in attività. La tesi non è particolarmente convincente, visto che si sostiene contemporaneamente (per lo meno sui giornali) che sarebbe fatto a danno degli agricoltori, quasi “a loro insaputa” e che sarebbe stato proposto anche a ex coltivatori.

La cosa non sta granchè in piedi, perchè se è vero che sono previste agevolazioni per chi integra il reddito agricolo con le energie rinnovabili, è anche vero che sono già previste sanzioni e controlli. Sarebbe quasi come mettere nel Comune di Sanremo un limite di velocità per i ciclomotori a 50 km/h, quando la legge nazionale lo prevede già a 45. Consiglio la lettura delle opinioni sul tema di Matteo.

Oltre tutto, credo che potrebbe essere anche un incentivo a far coltivare i terreni abbandonati, o comunque credo che se uno ha smesso di coltivare e intende produrre energia, non capisco cosa ci sia di male.

Ho il timore che però sia un segnale: per quei terreni, forse cambia la musica.

 

 

 

 

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