Turismo. lavoro e accorpamento

Questa sera alle 21 alla Federazione Operaia parleremo di Turismo a Sanremo con l’assessore Angelo Berlangeri.

Venerdì alle 17 al Tabarin sempre a Sanremo si parlerà di lavoro e occasioni per i giovani con i consiglieri Giancarlo Manti e Sergio Scibilia e l’assessore regionale all’Istruzione e Formazione Pippo Rossetti.

Lunedì 29 ore 17 in Provincia incontro aperto del Gruppo PD sul destino dell’Ente. Parteciperà l’assessore regionale delegato in materia Raffaella Paita.

In vista dell’accorpamento

 

Il gruppo del PD in Provincia richiede di concentrarsi sulle problematiche concrete dell’accorpamento con Savona. Passati vari mesi ed essendo via via tramontate tutte le soluzioni alternative proposte all’unione Savona – Imperia – dall’unione con Nizza a quella con Cuneo, dalla salvaguardia per via parlamentare all’accorpamento con Savona senza la conurbazione savonese – non resta altro da fare che concentrarsi sulle problematiche concrete, tecniche, giuridiche e organizzative.

 

E’ infatti passato più di un anno da quando il Governo Berlusconi si impegnò formalmente con la Commissione Europea a razionalizzare l’organizzazione delle Province: trovandosi il nuovo Governo nell’impossibilità di derogare a quel compito (“pacta sunt servanda” è la prima regola degli impegni internazionali), si poteva capire che evitare conseguenze per una delle Province più piccole e meno popolate d’Italia sarebbe stata una missione quasi impossibile.

 

Per giunta poi nessun aiuto è giunto dai parlamentari di questa Provincia, incapaci di farsi sentire sia in Parlamento che presso il Ministero degli Interni.

 

Si devono trovare gli spazi per decidere come e dove offrire servizi ai cittadini e impiegare il personale anche nella nuova Provincia del Ponente Ligure e non si può più perdere tempo, perchè proprio il tempo è la cosa che ci manca di più visti i rigidi tempi e la precisa scaletta che la normativa in vigore prevede ove l’accorpamento si svolga.

 

Anche per questo ci siamo già attivati per convocare, su nostra richiesta, la Commissione Studio sulle politiche per il personale, che ha elaborato alcune proposte, che ovviamente condividiamo, tra cui:

  • il mantenimento in capo alla Nuova Provincia delle funzioni delegate dalla Regione
  • un’adeguata distribuzione degli uffici sul territorio
  • prevedere specifiche funzioni di supporto ai piccoli Comuni

Oltre che per la Provincia, il riordino ovviamente coinvolgerà anche altre istituzioni, tra cui Prefettura, Forze dell’Ordine, Vigili del Fuoco e molto probabilmente anche altre sedi provinciali degli enti e agenzie statali, per i quali sollecitiamo la massima attenzione.

 

Come gruppo consiliare del PD siamo ovviamente a disposizione, per discutere delle priorità per il nuovo ente e sviluppare in questo settore, almeno negli ultimi giorni di quest’istituzione, un percorso condiviso e nell’interesse dei cittadini.

 

Il gruppo del PD in Provincia

Accorpamento, Monesi, cinghiali e dimissioni

Seduta abbastanza “piena” ieri.

Innanzitutto tra le varie ed eventuali si sono sapute varie cosette sul futuro accorpamento, tra cui che il derby per il capoluogo sarà solo tra Imperia e Savona. Perdono così punti le ipotesi Albenga e Sanremo.

Abbiamo poi potuto dare un’occhiata al progetto della seconda nuova seggiovia di Monesi: per ora pare tutto positivo, si è forse riusciti a ritagliare anche un minimo di innevamento artificiale per la parte più bassa della Tre Pini.

Sul regolamento per la caccia al cinghiale (PS a me farebbe davvero piacere che anche le associazioni dei musicisti diletanti diventino combattive quanto quelle dei cacciatori…), in buona sostanza si è appurato come ci siano diversi problemi, dovuti sia alla proliferazione del cinghiale, sia a comportamenti scorretti di alcune squadre di cacciatori. Certo è che finchè la polizia provinciale viene mandata a far cassa col telelaser, sicuramente l’ambiente verrà meno tutelato. Ci rivedremo per ridiscuterlo (il mio capogruppo Giordano ha proposto vari ed importanti miglioramenti), ieri abbiamo approvato solo le date per l’addestramento cani.

A margine abbiamo poi appreso delle dimissioni del Consigliere Pippione, un leale sostenitore della maggioranza che però aveva sempre e comunque brillato per i suoi interventi precisi, in tema e anche pungenti: la critica principale riguardava la generale politica di “piccolo cabotaggio” della Provincia e la sostanziale assenza di dibattito sui grandi temi. Lo sostituirà il consigliere Diego Tornatore di Dolceacqua.

Dall’accorpamento al riordino

Importanti novità dal Senato sul “caso Province”: pare che i criteri saranno un po’ più flessibili e mediati.

Passa il vaglio del parlamento una delle misure della spending review che nell’immaginario collettivo rappresenta piu’ di altri i tagli alle spese inutili: si tratta del riordino delle province, approvato oggi dalla commissione Bilancio del Senato, dopo un lunghissimo braccio di ferro tra il governo e i senatori. Entro dicembre si arrivera’ a un dimezzamento di questi Enti, dopo una consultazione delle Regioni e degli amministratori locali ai quali il ministro Filippo Patroni Griffi chiede di “guardare avanti”. 

In serata la commissione dovrebbe concludere l’esame del decreto affrontando l’altro grande tema di scontro, vale a dire i tagli alla sanita’ e alla spesa farmaceutica. Dopo giorni di stallo, in cui il ministro della Funzione pubblica ha fronteggiato le richieste di allargare le maglie. Tra di esse un emendamento bipartisan teso a salvare le province delle Regioni che ne hanno oggi solo due (Umbria, Basilicata e Molise). Visti i campanilismi, il governo e i due relatori, Gilberto Pichetto Fratin (Pdl) e Paolo Giaretta (Pd), sono giunti a una mediazione. Sono state eliminate le parole “soppressione e accorpamento” delle province, ed e’ stato introdotto il concetto di “riordino di tutte le province delle Regioni a Statuto ordinario”. Quindi tutte saranno, per cosi’ dire, azzerate, non ce ne saranno alcune che “annettono le altre”, come ha sottolineato Patroni Griffi. 

Il meccanismo prevede che ora le Regioni, con i rispettivi Consigli delle autonomie, avanzino una “ipotesi” di riordino in modo che entro dicembre si arrivi al riordino definitivo, che portera’ ad un dimezzamento di questi Enti Locali. Patroni Griffi ha lanciato un appello agli amministratori locali a superare “particolarismi e titubanze” e a guardare avanti. (da RaiNews)

Nel frattempo, in altri luoghi in cui tra l’altro le Provincie funzionano bene, si ragiona pubblicamente con un dibattito ampio. In Emilia Romagna ad esempio ci sono i casi opposti del consiglio provinciale reggiano che vota per la creazione della provincia “Emilia” – comprendente le attuali Parma, Piacenza, Reggio e Modena – e la contemporanea battaglia di Rimini, contraria all’accorpamento con Forlì-Cesena e Ravenna (anche se il PD romagnolo spinge invece per una grande provincia romagnola con la fusione delle tre).

Sarebbe ottimale se, visto che comunque c’è ancora un po’ di tempo – poche settimane – ci potesse essere un confronto maggiore.

Lettera sull’accorpamento e dintorni

Ricevo e pubblico da Giovanni Gandolfo

A proposito dell’accorpamento delle Provincie di Imperia e Savona

Leggo sul giornale (La Stampa ndb) le “reazioni” di Sappa e Raineri, presidente ed assessore provinciale alla decisione di accorpare l’ Ente Provincia di Imperia con  Savona. A loro dire Monti sarebbe solo capace di “….fare spot e prendersela con la povera gente…” e comunque “… la soppressione delle provincie sarebbe il capo espiatorio della politica…”.

Le  affermazioni mi son sembrate più quelle di “esponenti grillini” che di politici  ponentini  di lungo corso, forse dimentichi che il governo Monti è stato chiamato al capezzale di un Paese moribondo a causa degli  sciali e di un clientelismo dissennato di una classe politica che ha ingrossato il debito pubblico senza mai porsi problemi di compatibilità di bilancio e di carichi sociali e finanziari sulle nuove generazioni.

Ho svolto per sette anni il ruolo di consigliere provinciale di opposizione e sono testimone diretto di questa politica dissennata. Mi legano ai due esponenti del centrodestra buoni rapporti personali che non hanno però fatto mancare un mio dissenso a tutto tondo  sull’ operato del “gruppo di potere scajolaneo” che ha imperversato per decenni sul territorio:  anche nella gestione della Provincia di IM.

Non ho sentito la voce critica, per fare pochi esempi, men che meno  scandalizzata, né di Raineri (Assessore) né di Sappa  quando a poche settimane dalle elezioni regionali dove Giuliano (presidente della Provincia) era candidato, improvvisamente il numero dei dirigenti  è raddoppiato, portandolo vicino a quello  della Provincia di Milano; parimenti non ho udito, ma forse ero disattento, la voce critica dello stesso Raineri (Assessore) quando il neopresidente Sappa ha incrementato la Provincia di un nuovo Direttore generale in aggiunta al  Segretario generale in carica ed ai 16 dirigenti; non ho sentito la voce critica di Raineri (sempre Assessore) né di Sappa (Sindaco di Imperia) neppure quando, sempre la Giunta Giuliano, annullava  la gara della gestione rifiuti cosiddetta CDR  (con offerte regolarmente depositate) spingendo ancor più nel limbo delle discariche private la “gestione provinciale rifiuti” nonostante le fortissime critiche della opposizione che aveva quantificato i conseguenti  costi spropositati a carico di Provincia  di Imperia,  Comuni,  Cittadini e Imprese e quelli ambientali a carico delle future generazioni.

Mi sembra che se la decisione del Governo Monti circa l’accorpamento del Provincie sia simile a  quella di un “commissario liquidatore” che cerca di salvare “l’impresa” alleggerendo la zavorra, le reazioni dei miei due amici/antagonisti politici appaia   simile a quella degli  “amministratori dissennati”.

 Imperia 22 luglio 2012

 

Giovanni Gandolfo, ex consigliere provinciale

 

PS: mi preme precisare, essendo già stato inutilmente querelato, insieme a diversi amici del centrosinistra, dal potente ex ministro ponentino e da una dozzina di esponenti della destra di governo (Sappa compreso) che queste mie considerazioni nulla hanno  di personale e tutto di politico.

 

Accorpamento

Pare che la Provincia di Imperia verrà accorpata a quella di Savona, di Genova resterà solo la città metropolitana e il Tigullio verrà accorpato alla Spezia. Tutto come prevedibile e come più sensato (ne avevo già scritto).

Tramontano quindi le ipotesi di fusione con Nizza e Cuneo, proposte dal PdL locale in pompa magna – all’insaputa di Nizza e Cuneo. Pare che anche la mia successiva proposta di annessione alla Corsica e alla Provincia di Olbia non sia passata. Peccato.

Nei prossimi anni vedremo come un consiglio formato da 10 sindaci saprà curare gli interessi anche di tutti gli altri.  Sono sinceramente preoccupato, perchè finora gli organi similari (es. gli ATO) non hanno dato qui a Ponente grande prova di sè, anche perchè i rappresentanti lì sono eletti per tutelare gli interessi del loro singolo Comune e non della collettività del comprensorio. Di conseguenza, l’Istituzione Provincia sarà ancora più svuotata di significato. A questo punto, domandarsi seriamente (e senza demagogia) se valga la pena tenerla in piedi è d’obbligo.

Sullo stesso argomento, pure NonUnaCosaSeria.

La parola “fine”

Oggi che le province elettive hanno una data di scadenza certa, mi arriva il CUD 2013 dalla Provincia: pare che nel 2013 il Consigliere Lanteri abbia incassato in gettoni la mirabolante cifra di 964,16 €. Lordi.

Riguardo la questione, ho già detto da tempo che la soluzione migliore per noi sarebbe stato l’accorpamento con Savona e una migliore suddivisione delle competenze con Regione e Comuni e che per tenerle in piedi con un Consiglio di 10 sindaci allora tanto vale chiuderle il più presto possibile (fonte: me stesso 7 luglio 2012). Cosa che per ora non è ancora prevista. Ho qualche speranza che questo si possa realizzare e do fin da subito il mio assenso a un ridisegno complessivo degli Enti Locali.

Su questo argomento ho già scritto tanto da tempo, per i curiosi.

Una situazione tragicomica invece  sta creando il panico in tanti comunelli. In base alla nuova legge, almeno il 40 % della giunta dev’essere del sesso meno rappresentato. E per gli enti sotto i 3.000 abitanti, visto che la Giunta sarà di tre membri, sarà impossibile rispettarla, visto che bene che vada, andrà sempre 66 a 33 %. Spero ci sia un’interpretazione correttiva, altrimenti ci sarà da ridere.

Ultimo aspetto, più generale.

Sulle modifiche costituzionali, è opportuno che ci sia un dibattito un minimo partecipato. Sulle Province ce la siamo menata troppo, per cui diamoci un taglio, che se ne è parlato per anni. Su Senato e Titolo V, mi pare ci sia davvero troppa fretta. Ringrazio Renzi per averci portato nel PSE, per aver abrogato il reato di immigrazione clandestina e per aver dato una scossa positiva generale, ma non è davvero il caso di esagerare sulle riforme costituzionali “pesanti”, se ne parliamo qualche settimana, non succede nulla. Ma nulla nulla, eh.

Un senso a questa storia

Il mio capogruppo giustamente lamenta la mancanza di senso della Provincia di Imperia, dovuto al fatto che non ci sono più gli spazi minimi operativi. Ovvero, che cosa ci stiamo a fare?

Di sicuro hanno portato a zero euro lo stanziamento 2013 per lo sfalcio delle strade e già adesso girano voci (da verificare, eh…) che non solo non c’è più benzina per le macchine, ma che molte non sono nemmeno assicurate. Questo porta poi al fatto che se ci fosse un’emergenza di qualsiasi tipo gli uffici più “tecnici” della provincia non possono andare a operare sul posto.

Nei mesi scorsi quando si parlava di riaccorpamento delle province e uscivano tutte le proposte più stravaganti e impossibili, avevo da subito sostenuto l’idea di SAVERIA, ovvero Savona – Imperia unite, per fare un’unica e grande West Coast. Sanremo, Imperia e Savona un po’ come Los Angeles, Berkeley e San Francisco. Va beh, più o meno, dai.

Se si vuole però evitare di fare danni ulteriori, evitiamo di mettere delle foglie di fico per far finta di garantire la rappresentanza territoriale, ovvero che non si diano ruoli di governo a organi pletorici composti da persone elette per fare tutt’altro. I consigli degli ATO ad esempio non hanno (quasi) mai funzionato, perchè è molto difficile all’interno di un organo così vasto e composto di persone così differenti come possono essere i sindaci dei comunelli e i potenti assessori dei comuni più grossi avviare davvero un dibattito davvero alla pari, e prendere magari “di nascosto” decisioni anche importanti. Lasciando poi perdere il fatto che non sempre gli interessi delle singole amministrazioni comunali coincidono con l’interesse dei cittadini della Provincia, ma questo è un discorso un po’ lungo.Discorsi simili possono poi essere fatti anche su altri tipi di organismi ugualmente incoerenti, su cui per carità di patria per ora taccio.

Per cui si prenda una scelta chiara: compiti chiari affidati a persone precise e responsabilizzate, quindi o si tengono le Province -ovviamente più grosse e compiti più chiari – oppure si chiudono e si passa (quasi) tutto alle Regioni. E io sono per la seconda ipotesi, specie nel caso delle regioni piccole come la Liguria.

Il titolo non c’entra niente con la mozione  Bersani 2009  

Lo dico perchè c’è gente sensibile che magari ci resta male

Il nome viene dopo

Gentile redazione,
leggo di diversi commenti riguardo al possibile nuovo nome per la nuova Provincia, ma è il classico modo per parlare del nulla.
Nei mesi passati sui media hanno imperversato proposte fantasiose e irrealizzabili di fantafusioni con Cuneo e/o Nizza e/o altro, usate dal PdL come cortina di fumo: si doveva infatti mascherare il fatto che il centrodestra del Ponente ligure nulla più contava a livello nazionale.
Attualmente il nome provvisoriamente assegnato al nuovo Ente è “Provincia di Imperia-Savona”. E’ ovviamente previsto che possa cambiare ma con una procedura abbastanza complessa, approvando un nuovo nome dal nuovo consiglio a maggioranza assoluta, sentita la Regione, fatto proprio dal Governo e finalmente emanato con Decreto del Presidente della Repubblica. 
Al momento, non si sa nemmeno come, quando e da chi sarà eletto il nuovo Consiglio Provinciale “unito”. 
Vi sono pochissime certezze, tra le quali, che passerà parecchio tempo prima della sua prima convocazione. 
Nel frattempo si porranno molti altri problemi connessi all’accorpamento di natura finanziaria, occupazionale, organizzativa e funzionale. 
Ritengo molto più impellente concentrarsi a pensare a queste tematiche rispetto a perdere tempo per trovare un nome accattivante al nuovo Ente.
Alessandro Lanteri
Consigliere Provinciale PD

Almeno il nome, e due altre cosette sicure

C’è una discreta confusione su ciò che comporterà questo prossimo accorpamento a Ponente e non mancano dubbi  situazioni poco chiare. Nel frattempo, possiamo cominciare a dare alcune certezze su ciò che porterà l’accorpamento.

  1. Il nome della nuova Provincia sarà “Provincia di Imperia-Savona”.  E’ previsto possa cambiare approvando un nuovo nome a) su richiesta del nuovo consiglio b) a maggioranza assoluta, c) sentita la Regione, d) approvato dal Governo e) con Decreto del Presidente della Repubblica. Direi che quindi per un po’ Imperia-Savona ce lo faremo andare, volenti o nolenti.
  2. Non ci saranno sedi decentrate per gli organi della Provincia (Consiglio, Giunta, Presidente). Altre sedi amministrative però non sono escluse.
  3. Il capoluogo diventa il vecchio capoluogo più popolato, o in subordine un altro scelto da  e tra i comuni ex capoluogo – succederà nel caso di fusioni tra 3 o 4 province, nel nostro caso dubito Savona rinunci.
  4. Tra le quisquilie, Imperia continuerà ad avere il numero di consiglieri e assessori comunali come se fosse ancora capoluogo per i futuri due mandati.
  5. Non è ancora detto dal punto di vista legislativo che la Prefettura segua il destino della Provincia: secondo la spending review (DL 95/2012) la Prefettura dovrebbe da un lato diventare sempre più l’Ufficio Territoriale del Governo, accorpando su di sé funzioni di vari enti periferici statali, ma all’articolo 10 comma 2b è previsto che in particolari situazioni si possano mantenere vecchie formazioni territoriali. Si potrebbe in teoria mantenere quindi la Prefettura di Imperia se venisse ritenuta strategica vista la vicinanza al confine e la presenza di criminalità organizzata sul territorio. Ovviamente si parla di ciò che la legge consentirebbe di fare, no di ciò che succederà, ma è bene pensarci su.
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