Invece

Tanto tempo che non scrivo qui sopra. Scusate.

Potrei in effetti scrivere qualcosa su questi tempi strani, che ne so, sul terrorismo che colpisce al cuore (anche) l’Europa, sul razzismo strisciante che affligge le nostre società, sulla mia adorata Bruxelles diventata spettrale, sui quaranta milioni di cose che il PD/l’Europa/l’Italia dovrebbe fare più e meglio di quanto sta facendo. Forse ho proprio voglia di cambiare discorso.

Per una volta invece mi viene da scrivere dei sogni che hanno reso grande la mia città. Qualcuno si è inventato nel 1860 o giù di lì di spedire fiori via treno a vapore dal Ponente ligure alle capitali europee, senza frigo e senza TAV. Di seguito, qualcun altro è riuscito a far passare l’idea nella “bella gente” di quei posti che un luogo da cui la gente emigrava verso altri continenti poteva essere un posto di villeggiatura, e abbiamo così avuto la Belle Epoque in Riviera. Qualcuno riuscì inoltre l’Imperatrice di Russia a donare numerose palme alla città che l’ha ospitata qualche settimana – e chi gli ha proposto l’idea ha sicuramente vinto il premio “faccia tosta Secondo Millennio”. Nel 1907 qualcun altro si è inventato che si poteva fare una gara in bicicletta tra Milano e Sanremo, quando non esistevano nè asfalto nè doping (ok, le battute sui ciclisti sono troppo facili, scusate) – riportata a oggi, più o meno una cosa che oggi sponsorizzerebbe la Red Bull come competizione di pazzi. Negli anni 20 ci siamo inventati un rally, che ha portato negli anni d’oro centinaia di migliaia di persone sui bordi delle strade più strette e ripide d’Europa a respirare contenti polvere, fango e scarichi smarmittati. Negli anni 30 ci si è inventati la funivia più lunga del mondo, che permetteva quindi al turista benpensante di bighellonare sia a livello del mare che ad alta quota. Dopo la guerra abbiamo rallentato un po’ i ritmi e ci siamo limitati ad inventarci il Festival della Canzone Italiana che è solamente diventato il principale fenomeno di costume musicale e televisivo della storia d’Italia e la più bella pista ciclabile del mondo, costruita caparbiamente sulla vecchia ferrovia dove qualsiasi persona normale avrebbe fatto una strada.

Ognuna di queste idee è stata a ben vedere la testarda realizzazione di un impeto di follia, realizzata in un piccolo borgo tra mare e campagna, diventato quasi suo malgrado cittadina. Ogni tanto salta fuori qualcuno che spinge per la rinascita di qualcuna di queste genialate d’altri tempi, anche se adesso non hanno più senso. Avremmo più probabilmente bisogno di qualche altro folle un po’ testardo, come quelli lì sopra, che si inventi qualcosa di impossibile, incredibile, grottesco, fuori luogo e soprattutto di nuovo.

Info alessandrolanteri
Un ottimista che si presta a fare politica per passione

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