Perchè vado a Livorno

Non sempre condivido i toni e le critiche che pongono i civatiani (li chiamo così in mancanza di altro nome più adeguato – ps nel frattempo qualcuno provveda) nei confronti dell’operato del premier Renzi. Sul territorio infatti nonostante i civatiani (cfr nota tra parentesi precedente) ci siano praticamente dappertutto e nonostante abbiano idee generalmente abbastanza dirompenti nel contesto del partito in cui operano, non si creano (più) situazioni paragonabili alla guerra delle Riforme in corso al Senato.

A proposito, anche sul Senato, non mi convincevano nè le ipotesi Boschi, nè quelle Chiti. Ma ora approveranno una specie di via di mezzo mediata da Calderoli, basta la parola. E pare che nessuno degli alleati per le Riforme considerasse davvero imprescindibile modificare così profondamente il ruolo del Senato. E pare che intanto ci siano anche altri gruppi più o meno numerosi di parlamentari, che su altre votazioni o materie non seguano pedissequamente la linea del Partito, senza venire però sbattuti nell’elenco dei cattivi. E vorrei sapere perchè, alcuni sì e altri no.

Quindi io vado a Livorno perchè sono pieno di dubbi, mentre tanti, troppi, sono così tanto sicuri di tutto. E a me, in fondo, essere così tanto sicuro di tutto non è mai piaciuto.

Info alessandrolanteri
Un ottimista che si presta a fare politica per passione

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