Fine primo tempo

E’ finita la prima parte del Congresso Nazionale. Lasciamo perdere le regole assurde e le ancora più assurde modifiche in corso d’opera, possiamo cominciare a ragionare su alcuni punti fermi.

Il primo è che, nei fatti, mi sembra molto difficile sostenere che ci siano più “rischi di pilotaggio esterno” in primarie aperte che con un Congresso a tessere fatto così.

In Provincia di Imperia, più o meno il 70 % del PD era schierato con Renzi, era obiettivamente quasi impossibile che questo non si vedesse anche tra gli iscritti. Un’altra fetta comunque molto significativa era schierato pro Cuperlo.

Il 12 % di voti riportato a livello provinciale dal Comitato per Civati è un ottimo risultato, specie vista la sproporzione delle forze in campo. In particolare, il 18 % su Sanremo è il migliore risultato nelle città liguri.

Certo, la confusione che si è creata poi su alcuni punti – il no alle larghe intese – è stato strumentalizzato in alcuni ambiti locali. Ricorderei a tutti che si sta parlando di questioni molto diverse, che è sempre problematico applicare a livello amministrativo soluzioni nazionali e viceversa, e che una cosa è trovarsi alleati di sorpresa col, anzi, coi PdL, senza che elettori e iscritti lo avessero discusso e votato prima. La visione strategica di Renzi è diametralmente opposta – ad esempio – alla coalizione che sostiene Burlando o Berruti a Savona, ma evidentemente i leader dei renziani della seconda e della prima ora sono capaci di scindere i vari piani di governo.

Vorrei ringraziare Salvatore, Davide, Giorgio e Alice che hanno macinato km per presentare la mozione all’infuori dei propri circoli e fargli i complimenti per la competenza, la bravura e la serietà con cui l’hanno fatto, attestato anche da elettori e relatori di altre mozioni.

Le primarie aperte saranno comunque tutta un’altra storia, nei gazebo e nelle strade sarà molto più facile ottenere la partecipazione e il voto dei milioni di delusi del PD che non possono trovare risposta in altre proposte.

Piccola postilla, fossi Epifani, comincerei ad attivarmi sulle pratiche in cui i 4 candidati hanno mostrato un accordo – come le dimissioni della Cancellieri o l’iscrizione al PSE – e cercherei pure di dare una calmata e di suggerire un ritorno alla realtà delle testate ufficiali del PD, che spesso paiono più al servizio di uno o dell’altro (sostenitore del) candidato che del PD; è una semplice questione di forma, non siamo in grado (purtroppo) con quei mezzi di spostare significative parti di elettorato, ma sarebbe di indubbio buon gusto.

Info alessandrolanteri
Un ottimista che si presta a fare politica per passione

2 Responses to Fine primo tempo

  1. Romano Cima scrive:

    Mi sembra che il piano politico nazionale sia diverso da quello locale. Per esempio io sono d’accordo con il no alle larghe intese in parlamento ma se a livello locale la ricerca di larghe intese avesse per esempio evitato l’allargamento della discarica di Collette Ozzotto non sarebbe stato positivo? Se su questioni locali si ampia la maggioranza non è bene? Se si fosse spostato una parte del popolo delle libertà convincendola ad organizzare una raccolta differenziata proficua non sarebbe positivo? Magari i nostri figli avrebbero tra vent’anni avrebbero visto la collina che non ci sarà più.

    • Penso che sia positivo quando una pratica viene condivisa tra maggioranza e opposizione, ma questo è cosa diversa dalle “larghe intese” che sono alleanze stabili.

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