Troppo facile e sbagliato

Condivido in pieno quanto detto da Pippo Civati riguardo le dichiarazioni sulle spese militari espresse oggi dal Presidente della Repubblica, definite “necessarie”.

A me sinceramente tutto questo ricorso all’aggettivo necessario – larghe intese necessarie, governo di necessità, non ci sono alternative – mi preoccupa e mi porta a chiedermi e a chiedervi: ma se tutto è necessario, a che cosa serve discutere? Se tutti quelli che non sono d’accordo su qualsivoglia argomento sono etichettati come propagandisti, a che cosa serve avanzare delle proposte diverse? Le due cose si tengono: se una scelta (scelta?) è necessaria, tutto il resto è propaganda. A me dispiace, ma sono di tutt’altro avviso. Posso?

Ovviamente concordo con Pippo. Chi mi conosce sa che non sono un pacifista utopico fricchettone figlio dei fiori (purtroppo! aggiungerebbe qualcuno…), ma un appassionato di politica estera e di difesa che è conscio di vivere sul pianeta terra nel 2013. Ciò nonostante, penso che le forze armate e di sicurezza sono un insieme incredibile di sprechi, moltiplicazioni di servizi e inefficienze di vario genere.

Penso che gli F-35 che servono sono la metà di quelli ordinati e che al massimo sarebbero da preferire aerei italiani ed europei, che è assurdo avere 6-7 forze di polizia che svolgono spesso gli stessi compiti scoordinandosi, che ci siano almeno 5 reparti aeronavali per il controllo dei confini, che i nostri campioni olimpici siano in realtà assoldati dai vari reparti sportivi militari e di polizia presi da un’assurda guerra a colpi di medaglie, che ci siano ancora oggi reparti militari dediti al sollazzo e al relax dei dipendenti del Ministero della Difesa come a Sanremo la spiaggia militare di corso Imperatrice e la “caserma” di San Martino definita da qualche fine umorista “base logistica”.

Penso che – più a lungo termine – non abbia più senso mantenere forze armate nazionali e che servano piuttosto forze europee, e quindi dobbiamo concentrare i nostri sforzi nell’uniformare dotazioni, procedure e modalità operative con gli altri paesi europei, che bisogna ovviamente fare di tutto perchè il processo ai due sottufficiali in India sia condotto secondo equità ma che fu un errore permettere che militari armati andassero sotto il comando di civili privati, che sicuramente ad esempio bisogna difendere le nostre rotte commerciali dagli assalti dei pirati e che si può farlo oltre che con le fregate e gli elicotteri NATO anche offrendo alternative economiche e sociali in un Corno d’Africa ridotto alla fame anche dalla nostra indifferenza, che è obbligatorio avere un’aeronautica moderna ma che deve servire alla nostra sicurezza e non come esposizione personale per ufficiali d’alto grado.

Penso che sia giusto dire cose precise e puntuali e che se si pensa che si possa bollare ogni opinione contraria di “semplicismo e propagandismo”, beh, non sono d’accordo. Troppo facile e sbagliato.

Info alessandrolanteri
Un ottimista che si presta a fare politica per passione

2 Responses to Troppo facile e sbagliato

  1. Romano Cima scrive:

    Sono d’accordo. Tutto risulta necessario, anche che il consiglio provinciale di Imperia, non ricordo se uno o due anni fa, votasse per l’allargamento della discarica all’unanimità senza pensare ai danni all’ambiente era necessario, non c’erano alternative. Ormai la categoria del “necessario” ha il sopravvento. Quando il consigliere Ormea pochi mesi fa ha chiesto di votare il blocco dell’allargamento della discarica, nessun consigliere ha approvato di tornare al voto. Era necessario non tornare indietro, è necessario non indispettire Ghilardi.

    • Romano, messa così è un po’ (tanto) imprecisa. In realtà non è stato votato l’allargamento, che era già stato deciso dall’ATO, ma le modalità di costruzione della discarica. Un giorno ti farò vedere il progetto originale.
      Continuo a pensare che l’opzione preferita di Ghilardi sarebbe stato un lotto 5 tris su terreno suo rispetto ad una discarica pubblica.
      La richiesta di Ormea era “inutile”, perchè chiedeva una cosa già prevista nella procedura, ovvero un’indagine di mercato su possibili alternative, che sono state tutte rifiutate dall’ATO. Se in questi due anni, invece di produrre spazzatura sulla stampa, si fosse lavorato seriamente sulla differenziata, non sarebbe servito un lotto 6 così grande.

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