Il sostegno a Cuperlo e il supplizio di Tantalo

Gianni Cuperlo è una persona seria, perbene, competente e preparata. Tutto questo però non basta.

Il retroterra culturale che si porta dietro gran parte della compagnia che legittimamente sosterrà Cuperlo al prossimo congresso è purtroppo viziata da profondissime contraddizioni non risolvibili.

Punto primo, per lo più si tratta di una parte di dirigenza, nata politicamente negli anni 90 e con lo sguardo poeticamente rivolto all’indietro che pretende di interpretare la contemporaneità.

Punto secondo, l’accreditarsi come “interprete della sinistra tradizionale” non si concretizza su posizioni nette e chiare sulle battaglie principali delle fasce deboli della società (in cui il PCI era bravissimo), ma sulla conservazione dei posti dell’ultima fascia di dirigenti cresciuti alla fine della cosiddetta Prima Repubblica (quando tutti i partiti esistenti erano comunque in profonda crisi) sulla base di un rinnovo mai veramente cercato se non per gemmazione o clonazione. Unico risultato possibile è che l’unica tradizione del PCI mantenuta sarà quella di perdere per oltre quarant’anni tutte le elezioni politiche e andare al Governo solo in situazioni eccezionali e/o con alleanze improbabili e laceranti.

Punto terzo: – e riguardante principalmente i giovini cuperliani – nonostante la concezione tradizionale del partito pesante si interpreta il segretario come una creatura eterea che non ha bisogno del dibattito interno ma sa naturalmente interpretare la linea politica della base, e chi non è d’accordo merita fatwa, ludibrio e disonore, e alle feste pasta scotta e piadine bruciacchiate. Viceversa, nell’Italia 2013 si inneggia alla “schiena dritta” di chi non vota – contro le indicazioni di partito – una legge di morigeratezza nel finanziamento pubblico dei partiti. E’ solo un esempio, ma indicativo.

Punto quarto: il voler essere popolari essendo una parte molto elitaria in realtà.

Punto quinto: non si è contenti della situazione attuale e non si vuol però cambiare nulla.

Punto sesto: pazienza un’analisi degli ultimi vent’anni, ma non c’è una visione condivisa neppure di quello che è successo al PD nell’ultimo anno.

Basandosi su questi semplici fatti, penso che un militante di centrosinistra che voti Cuperlo oggi (e non per la persona, che ribadisco è ottima, ma per tutto il contorno, l’attorno e l’interno) sia come se Tantalo, di fronte alla scelta se continuare o no col suo supplizio, chiedesse di continuare col supplizio.

Info alessandrolanteri
Un ottimista che si presta a fare politica per passione

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