Dopocommissione

Questa mattina si è svolta una partecipata e significativa riunione in provincia in merito al cosiddetto “periodo transitorio”, ovvero il “mentre che si mette su l’impianto di Colli, dove l’imbeliniamo la rumenta?“. Nonostante fosse la prima occasione ufficiale in cui si potessero avere informazioni sulle recenti novità, completamente assenti molti di coloro che sui giornali risultano essere i più presenti ed informati sulla questione. Sarà che di giornalisti in commissione ne vengono pochi ed è più importante per alcuni la loro presenza rispetto al conoscere e a documentarsi al meglio sulle questioni ambientali. Comunque, ricapitoliamo.

E’ stata fatta un indagine di mercato per capire se esistono alternative fuori provincia al posto del lotto 6. Hanno risposto 10 società, di cui:

  • – 4 possibili soluzioni estere (inceneritore in Bassa Sassonia (Germania), inceneritore nei Paesi Bassi, discarica a Skopje (FYROM), inceneritore a Ginevra (Svizzera) proposta da società francese di trasporti) hanno tutte varie problematiche logistico – gestionali (tra cui le maggiori sono: dove e come si carica la nave piena di rifiuti e come facciamo a fare un accordo internazionale firmato da due Governi in pochi mesi?);
  • – 4 società italiane propongono tre discariche in Piemonte – Formielle (CN), Asti, Magliano Alpi (CN) – e tre in Emilia  – Imola. Firenzuola, Finale Emilia;
  • – 2 società liguri ovvero la Idroedil di Collette Ozotto e l’Ecosavona per Vado Ligure. Queste sono vecchie conoscenze.

Delle società italiane, nessuna è in grado di accogliere l’intera produzione di rifiuti provinciale per i quattro anni necessari a realizzare l’impianto di Colli. Si stanno esaminando dunque la fattibilità e i costi di uno smaltimento in diverse discariche, posto che nessuna di queste da sola può accogliere le circa 100.000 tonnellate/anno di RSU che la Provincia di Imperia produce.

Certo che se i costi per il conferimento fuori provincia non risultassero eccessivi, se i progetti al via per l’implementazione della differenziata dessero da subito risultati (specie i progetti sui 37 comuni dell’Imperiese e quello al via su Taggia) e si facessero tra tutti meno parole e meno demagogìa, forse una soluzione alternativa potrebbe esistere. Complicata, difficile da gestire, con centri di lavorazione RSU da creare in vari punti del territorio provinciale e mille altri piccoli problemi, ma ci si può forse arrivare, se ci si lavora seriamente per raggiungere una soluzione. Se invece lo scopo è quello di ottenere solo visibilità, l’è dura.

Sono intervenuto anche io ricordando la difficile situazione che molti amministratori stanno vivendo per un clima obiettivamente esacerbato da alcuni neonati professionisti della demagogia e contraddicendo l’assurda teoria di un consigliere secondo cui gli italiani la differenziata non la sanno fare quando invece dove il servizio funziona i risultati si raggiungono (vedi dati ISTAT in cui siamo ovviamente nella parte bassa della classifica). Funzionerebbe poco anche l’ipotesi di una specificità imperiese alla nondifferenziazione, visti i risultati che superano il 40 % di differenziata a Armo, Camporosso e Ospedaletti, i cui cittadini non mi sembrano particolarmente alieni al contesto generale ponentino, dunque è una questione di volontà politica prima di tutto.

Una chiosa finale se la meritano gli amministratori del Comune di Sanremo, che abbiamo scoperto oggi che quando vi era il conferimento a Vado Ligure spingevano in Provincia affinchè si tornasse a conferire a Bussana, che non hanno MAI votato contro una decisione dell’ATO, che anni orsono spingevano per un termovalorizzatore a Sanremo e che non hanno mai fatto nessun atto di giunta o di consiglio davvero impegnativo contro il lotto 6. Tutta fuffa in sostanza per l’Amministrazione Zoccarato.

Il Presidente del Consiglio Lupi invece continua a fare pura e bieca demagogia, arrivando a prendere a modello la gestione dei rifiuti di Napoli, e potrei aggiungere molti altri punti molto discutibili… Molte sue soluzioni proposte sono pura fuffa e basta documentarsi un minimo su google per rendersene conto. Non sempre quando si è accaldati su un problema davvero sentito si è sufficientemente lucidi per riuscire a distinguere l’onestà di chi ti da ragione per carpire il tuo consenso da chi condivide la battaglia ma magari non tutte le iniziative prese.

Info alessandrolanteri
Un ottimista che si presta a fare politica per passione

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