Ordine e metodo

Andiamo per ordine e cerchiamo di usare metodo.

Per capirci, la tesi che sento pronunciare più spesso più passa il tempo è che tutto il casino che è successo nel PD è colpa dei “giovani”, ovvero dei parlamentari usciti dalle primarie, che poi hanno il bruttissimo vizio di leggere le mail, rispondere magari e rendere pubblico ciò che fanno sui social network, senza essere passati attraverso la buona, sana e vecchia formazione di partito.

A parte che quest’analisi si sofferma solo sugli avvenimenti di queste ultime settimane e lascia terribilmente da parte tutti gli errori e gli avvenimenti accaduti “post 2007”, e secondo me non è casuale: se si cita un altro problema, ovviamente parte della discussione viene deviata sulla risposta al falso problema, ed essendo limitato il tempo e l’attenzione che base e militanti possono dedicare all’approfondimento politico, si devia il dibattito da alcune questioni di cui forse non si ha l’interesse che si parli – probabilmente per coscienza sporca.

Non penso che quest’idea qui (quella dei “giovinastri casinisti”, sia vera, non mi ricordo negli anni 2000 quanto meno di gruppi parlamentari particolarmente più formati e adeguati dell’attuale e mi sembra che il problema principale – sempre denunciato dalla base – fosse la distanza siderale con la base e l’elettorato di buona parte dei parlamentari eletti – in gran parte in posizione blindate sia col porcellum che col mattarellum e quindi debitori più verso le logiche correntizie che li avrebbero sempre garantiti piuttosto che verso il territorio. I “giovani”, in parte perchè in gran parte provenienti dalla base, in parte perchè consci che il loro futuro politico passa attraverso la legittimazione da parte del territorio, stanno facendo saltare una magica aurea di intangibilità che tanti avevano conservato per anni.

Penso che la vera emergenza del PD per il futuro sia riprendere contatto con la base e con l’elettorato, le altre problematiche sono – se pur gravissime – secondarie. Sempre che l’obiettivo fondamentale sia dare un futuro all’Italia attraverso il PD e non risolvere problemi di impiego ad una classe dirigente tramite il PD.

Info alessandrolanteri
Un ottimista che si presta a fare politica per passione

One Response to Ordine e metodo

  1. Enrico Coltri says:

    L’ha ribloggato su Democratico ma non troppoe ha commentato:
    Scambio il favore fattomi da lui pochi giorni fa per farvi sapere il punto di vista su tutto il casino che sta succedendo di Alessandro Lanteri, amico Consigliere Provinciale PD della Provincia di Imperia.

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