Prima il COSA, poi il COME e alla fine il CHI

Grande è la confusione sotto il cielo. Anche nella mia testa però si scherza mica.

Il combinato disposto di votazioni e legge elettorale ha creato un Senato ingovernabile. L’unico modo per riuscire a fare qualcosa di urgente e sensato è quello di dare la fiducia a un Governo che metta come programma pochi punti fondamentali condivisi tra il programma del PD e del M5S.

Ovviamente sono e siamo tutti contrari all’ipotesi “larghe intese”, ovvero governo PD + PdL in questo momento caldeggiata da Grillo. Ma – come è logico e come è il suo stile – sta sostenendo diverse cose, anche in contraddizione tra loro, perchè al di là dell’apparente sicumera, sono gravi i dubbi che colgono in questo momento i più “esperti” del M5S.

Per arrivare alla definizione di questo governo penso però che – quanto meno sulla stampa e nel dibattito comune – si stia seguendo il percorso esattamente inverso, proponendo prima i nomi, poi le modalità e quindi i contenuti.

Il percorso da seguire è invece esattamente il contrario, ovvero prima definire gli obiettivi condivisi, quindi le modalità e solo alla fine le persone da coinvolgere. Prima il COSA, poi il COME e alla fine il CHI. Siamo a una fase di cambiamento talmente radicale che non la si può risolvere mettendo Casaleggio agli Interni e D’Alema agli Esteri, per capirsi.

Credo che all’interno del PD si nuoti in un mare di ignoranza per quello che riguarda il M5S e penso che sarebbe utile che si sfruttassero al massimo competenze e conoscenze di due persone che della faccenda se ne capiscono eccome. Sto parlando di Laura Puppato, che è stata niente di meno che il primo Sindaco a 5 Stelle e di Pippo Civati, che segue da anni senza puzza sotto il naso l’evolversi del MoVimento.

C’è un problema di conoscenza di linguaggi e di modi, non tutti credo sappiano interpretare al meglio il dibattito interno perchè non conoscono come si svolge. Sarebbe dunque estremamente opportuno in questa fase che tutta una serie di persone tacessero con la stampa, perchè il loro legittimo contributo è strumentalizzato/non capito da anni dalla base grillina, ed  è a loro che dobbiamo riuscire a parlare. Sì, il target con cui in questi quindici giorni si deve parlare non sono Grillo e Casaleggio, ma i frequentatori dei meetup, e per farlo non servono interviste sul Corriere.

Info alessandrolanteri
Un ottimista che si presta a fare politica per passione

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