Un diritto per tutti

Quando ero in Erasmus a Bruxelles nel 2005-2006 sono riuscito a votare alle primarie del centrosinistra (penso tra l’altro nel seggio più prodiano in assoluto), ma dovetti tornare in Italia per votare.

Approfittai dell’occasione per andare, oltre che a votare, per andare a Roma ad un convegno dell’UNPLI. La sera, già che c’ero, andai in Piazza Santi Apostoli ad aspettare i risultati. Questo mio spostamento mi valse un’intervista in diretta come pubblico a BBC International e qualche fotogramma nel documentario di Deaglio “Uccidete la democrazia”. Un’esperienza di poche ore intensa dunque.

erasmus_elezioni

A distanza di anni (sigh!) credo che la possibilità di garantire a chi è per qualche mese all’estero per studio, lavoro o ricerca  il diritto di voto (per gli Erasmus, ma non solo) sia un minimo principio di civiltà, e credo nemmeno tanto difficile da organizzare. E’ sempre più grande – per fortuna! – il numero di persone che per alcuni mesi si trovano a vivere all’infuori del proprio paese di residenza e che vivono appieno una delle due nostre cittadinanza, ovvero quella europea. Si tratta di quelli che Briguglia definisce “i nativi di Schengen” e metterli in condizione di sfruttarla al meglio conviene a tutti. Oltre che essere un diritto per tutti.

Info alessandrolanteri
Un ottimista che si presta a fare politica per passione

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