Serial dinner

La strategia si è inaugurata il 26 marzo con pizza e rostelle, per farsi gli auguri di Pasqua, anche se a qualcuno quella lì pare sia rimasta sullo stomaco. Si sono visti il 30 settembre al Mediterranée, con prelazione per i sanremesi. Ha pagato un tal Alessandro S. Ce n’è stata una pure nell’ingauno, nel ridente paese di Cisano sul Neva il 17 settembre, per rinfrancare pure gli azzurri albenganesi. Ci sono state poi le crostate della Zia Diana Zoccarato, pure il 17 settembre. C’è stata quella “globale” e segreta del primo ottobre al Santuario del Monte Calvario (dal toponimo, si intuisce che si aspettano una campagna elettorale straziante e penosa…). Sono però sicuro che qualche incontro mangereccio azzurro i giornali se lo siano perso.

In effetti per riportare armonia dentro un PdL balcanizzato l’idea di mettere a sedere tutti, rimpinzarli tutti e strappare promesse al terzo giro di digestivo, quando la palpebra ormai cala e le difese personali si abbassano, è l’ultima carta che sta provando a giocare il nostro Claudione per riportare armonia dentro quella che era casa sua. Eh già perchè ormai la Liguria azzurra è tutta presa da guerre intestine e da coordinatori, segretari e eletti intenti allo sputtanamento reciproco e alle gara a chi fa roteare di più la scimitarra vendicatrice. Uno spettacolo.

Per riportare la pace nella ridotta imperiese, gli Scajola hanno deciso di usare le armi pesanti: tagliatelle ai funghi, cinghiale arrosto, vino rosso a fiumi, panna cotta cioccolato e frutti di bosco e digestivo fatto in casa.

Credo però che l’attuale strategia abbia un limite: il sottovalutare l’appetito dei convenuti, di cui è noto il perenne “languorino”. Da più parti mi confermano che ormai tutti ci hanno preso gusto a queste dimostrazioni di potere culinario, pretendendo continue conferme e il “bis” da tutti invocato ovviamente non è quello del Governo Monti, ma del bollito misto.

In questo senso prende sempre più piede l’ipotesi che non saranno nè la caduta delle roccaforti, nè le inchieste romane, nè le infiltrazioni mafiose e nemmeno il fallimento delle operazioni Porto e Incubatore, ma la reazione di una classe, più che dirigente, digerente, venuta su in vent’anni di feudalesimo locale, ormai perennemente affamata, ma purtroppo del tutto insaziabile. L’ultimo disperato tentativo di cercare di rimpinzare tutti potrebbe pertanto essere un supplizio di Tantalo, una missione impossibile, e soprattutto uno sforzo sovrumano, al di là pure dei poteri della dinastia Scajola, e potrebbe dunque darsi che, alla fine, una risottata li seppellirà. Tutti.

Info alessandrolanteri
Un ottimista che si presta a fare politica per passione

4 Responses to Serial dinner

  1. amelia narciso says:

    bravissimo ogni giorno la tua vena ironica va migliorando…. non commento ogni volta, ma leggo con piacere sempre più vivo, questa volta sei stato un grande!

    • Grazie Amelia 🙂 un bel voto da parte tua è motivo di orgoglio 🙂

  2. Arnaldo Buscaglia says:

    Complimenti Compagno! Articolo bellissimo.

  3. Pingback: Il PdL e il mistero del sushi in ritardo « Alessandro Lanteri's Blog

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