Non merita risposta

C’è un silenzio che nel dibattito politico locale lascia perplessi. Mentre infatti i botta e risposta tra gli Scajolani ed i Minassiani non mancano, seppur a distanza, sul fronte opposto c’è un vero “buco”. Riguarda i possibili simpatizzanti, per non dire seguaci, di Matteo Renzi. Il rottamatore, come ormai sta già facendo da molti mesi, continua ad accentrare su di sè le discussioni ed i confronti politici nazionali interni al Partito Democratico. Proprio ieri è stato protagonista alla festa democratica di Reggio Emilia dell’ennesimo show, in cui ha lanciato critiche dirette anche a Dario Franceschini e a Rosi Bindi.

Renzi dovrebbe attirare l’attenzione non solo dei più giovani, più che altro per una motivazione generazionale, ma anche di quelli che contrastano i modi di gestire il Partito Democratico al suo interno. In provincia di Imperia, almeno apparentemente, questo dibattito non è ancora scattato. Le critiche di corridoio non mancano, ma rimangono per ora troppo sotto traccia. La cosa appare strana, ma è probabile che il tutto possa avere un’accellerata, in vista soprattutto delle prossime elezioni politiche con l’inevitabile confronto che ci dovrà essere tra i vari equilibri interni al partito.

Insomma Renziani, che siate giovani o anche solo malpancisti, se ci siete battete un colpo !

Federico Marchi su SanremoNews, a cui segue la risposta di Alfredo Schiavi

L’articolo non merita risposta.

E’ basato innanzitutto su un paragone improprio: scajoliani e minassiani sono espressioni locali legate più a simpatie personali e dinamiche politico-amministrative very local, mentre il confronto nazionale renziani-bersaniani è legato al governo del Paese. Da una parte i paesi, dall’altra il Paese insomma.

Inoltre credo che le dinamiche locali e nazionali possano prendere strade molto diverse: io al Congresso sostenevo Franceschini, ma non ho avuto la minima discussione col segretario PD di Taggia Gianni Oggiana (mariniano) che il candidato migliore fosse Luca Napoli (bersaniano). Per dire.

Il fatto è che poi i giornalisti locali magari sono abituati alle dinamiche politiche del PdL che nascono nelle cene nei ristoranti e in cui vince chi paga il conto e forse per questi una normale attività di partito, fatta di incontri nei circoli, militanti e feste in piazza (ma anche blog, social networks e siti) è difficile da comprendere. Beh, imparino, si adeguino, si modernizzino: il feudo non esiste più e lo sanno vassallo, valvassore e valvassino.

Inutile dunque provare a creare polemica: dibattito e confronto ci sono già, tutti i giorni. Solo che, alla fine, da noi, decideranno i militanti, non qualche capobastone.

Info alessandrolanteri
Un ottimista che si presta a fare politica per passione

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