Miti di frontiera

Penso che non ci sia maggior esponente italiano dell’orgoglio cittadino e del campanilismo esasperato del Vernacoliere, giornale satirico orgogliosamente e equamente livornese e antipisano. Pare che nemmeno loro si opporranno alla provincia unica Pisa – Livorno, per cui evidentemente c’è un sentimento comune nel Paese che è opportuno cogliere.

Certo, per noi fonderci con Savona comporterà un cambio delle abitudini e delle usanze, ma credo che per questioni economiche e sociali ci sia una buona omogeneità.

Per i sostenitori della nuova regione Cuneo – Imperia – Nizza, spiego invece in sintesi i miei motivi di dubbio.

1- l’unione e la solidarietà tra le tre province esiste solo sulla carta: ognuno continua a guardarsi esclusivamente dentro casa. Esempio: a spingere la Francia a potenziare i collegamenti con la  Provincia di Imperia sono stati più il Sindaco di Genova Vincenzi che le amministrazioni pidielline nostrane.

2- esiste già un organismo chiamato Euroregione AlpiMediterraneo, che deve ancora prendere piede, ma che ha la massa critica adeguata per sviluppare grandi politiche.

3- il percorso per creare questo ipotetico progetto sarebbe:

  • modifica costituzionale per staccare Imperia dalla Liguria
  • modifica costituzionale per staccare Cuneo dal Piemonte
  • modifica costituzionale per staccare Nizza dal PACA
  • ridistribuzione delle deleghe e competenze (adesso provincie e regioni italiane e francesi sono molto diverse)
  • eventuali referendum
  • eventuali (quasi sicuri) ricorsi
  • stesura trattato internazionale
  • ratifica del trattato
  • recepimento del trattato dall’Unione Europea
  • stesura del nuovo statuto del nuovo ente

E probabilmente ci sarebbero tutta una serie di passaggi intermedi che mi sono perso. La creazione di tale ente è impossibile da realizzare in pochi anni, ovvero nel periodo in cui dobbiamo riorganizzare lo Stato tutto.

Info alessandrolanteri
Un ottimista che si presta a fare politica per passione

2 Responses to Miti di frontiera

  1. Gian Marco scrive:

    Secondo me sarebbe più corretto seguire un’altra procedura:
    1. referendum
    2. eventuali modifiche alle costituzioni

    • Sì, anche. In Italia e Francia normalmente si approvano le modifiche costituzionali anche tramite referendum, ma anche al contrario non sarebbe male.

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