Il Libro Bianco sul Porto di Imperia

Nel mentre che ero a Bruxelles per la Summer School del Gruppo Socialisti & Democratici e si pensava soprattutto al momento difficile che sta attraversando l’Europa, a Imperia è stato presentato alla stampa il Libro Bianco sul Porto, ovvero tutto (chi, come, dove, cosa, quando e perchè) sull’approdo-scandalo del nostro capoluogo.

Lettura consigliatissima, scaricatelo da qui.

Info alessandrolanteri
Un ottimista che si presta a fare politica per passione

10 Responses to Il Libro Bianco sul Porto di Imperia

  1. Pasquale Indulgenza says:

    Tra l’Europa e Imperia, c’è l’Italia: domani la Camera approva, con lo sbrigativo metodo del voto di fiducia, la nuova legge sul mercato del lavoro, che è la negazione stessa della sua civiltà. Vengono attaccati le regole dell’assunzione, del licenziamento e dell’aiuto statale in caso di disoccupazione. Che cosa faranno i Socialisti Democratici nazionali?

    • Faranno quello che è giusto fare: votare questa riforma, che quantomeno garantisce qualcosa anche alle generazioni future e non solo alle passate.

      • Pasquale Indulgenza says:

        Ah, ecco, togliendo diritti si migliorano le cose. Si pareggia il conto, insomma. Realistico ed equo. Chiissà perché decine di giuslavoristi ed economisti stanno evidenziando il fatto che nel momento più acuto della crisi, piuttosto che aumentare le tutele giuridiche della parte debole della popolazione costituita dai lavoratori dipendenti e dai disoccupati, queste si indeboliscono e si compie una sorta di sporca vendetta con la vanificazione della giusta causa, conquista sancita nello Statuto dei Lavoratori, che sottraeva i lavoratori dall’arbitrio padronale.
        Questo delitto contro la Costituzione è stato possibile per il servilismo confindustriale prevalso in Cgil Cisl UIL, malgrado il dissenso manifestato da tante parti della realtà sindacale, e per l’accettazione del PD, che così si conferma a favore delle politiche neoliberistiche che a livello europeo, con l’alibi dell’austerity e del rigore, si stanno abbattendo in realtà sulle condizioni di vita e di lavoro dei ceti popolari, peggiorando la crisi stessa, sempre più apertamente recessiva.
        Sta quindi per compiersi una operazione tristissima e feroce contro i lavoratori, che coinvolge anche il mondo delle cooperative. Con la nuova legge si rende anche difficile e costoso l’accesso dei lavoratori alla giustizia dei tribunali e si perpetua il meccanismo che precarizza i rapporti di lavoro con il mantenimento delle opzioni della legge Biagi. Non ci sarà più lavoro a tempo indeterminato nè contratto nazionale. Il combinato disposto della legge fornero con la legge sulle pensioni creerà una nuova categoria di persone disperate: quella degli “esodati” licenziati con il nuovo art.18 e nel purgatorio che può anche essere decennale dell’attesa della pensione. Complimenti, proprio un’opera di giustizia……..

        • La vediamo in modo molto diverso, mi spiace. Non che la riforma sia perfetta, sia chiaro.
          Per il futuro, sarebbe carino i commenti restassero “in topic”.

          • Pasquale Indulgenza says:

            Il mio commento mi sembrava abbastanza “topic”, forse non “carino”, visto che sottolineavi con una certa solennità “il momento difficile che sta vivendo l’Europa”, che col “Libro Bianco” di Imperia c’entra davvero pochino…..ma di certo un pochino di più con questa ‘riforma’ “non perfetta” (che peccato!) che un Governo di tecnocrati e banchieri, privo di legittimazione popolare e sostenuto da una maggioranza trasversale e ibrida, sta imponendo. Se non te ne sei accorto, dall’accorata e responsabile tribuna di Bruxelles, l”Italia dei carini” à la Montezemolo/Guzzanti sta facendo cosette per niente carine a lavoratori, giovani e precari, tipo alimentare ad arte lo scontro generazionale e la divisione sociale per smantellare il sistema universalistico dei diritti. Un consiglio. vattela a leggere, la “riforma”, e confronta il suo contenuto con la vigente normativa in materia di mercato del lavoro e diritti dei lavoratori, per vedere se, in concreto, migliora o peggiora le cose, cioè le condizioni materiali di vita di milioni di persone.

            • Ah ecco. A me sembrava di aver motivato l’assenza (non tanto la mia) alla presentazione del libro alla stampa e aver segnalato un link che ritengo utile. Questo è un blog personale, non una voce di partito.

              Per la cronaca, il “topic” è stabilito dal “post” che si commenta, o al massimo dai successivi commenti.

              • Pasquale Indulgenza says:

                Nemmeno la mia è “voce di partito”, caro, se non nella facile, maliziosetta costruzione retorica con cui replichi. Anche se quel precedente “faranno ciò che è giusto fare: votare questa riforma”…Ahi Ahi…Attento, ché ai riflessi condizionati ‘postideologici’ sulle presunte voci di partito si mischiano i riflessi condizionati da disciplina dell’obbedienza: fenomenno molto “topic”, vedo, tra i giovani Democrats. E scusami per la scortesia e l’ingerenza. Buona giornata.

                • “Riflessi condizionati da disciplina dell’obbedienza”? A volte magari si hanno idee diverse.

                  Trovo comunque singolare che il “tiro al PD” sia praticato soprattutto da tantissimi che poi implorano l’alleanza con lo stesso, magari a un livello amministrativo diverso. Peculiare.

                  • Pasquale Indulgenza says:

                    Lo vedi? Torni, con tipica torsione retorica, a rispondermi scaricando su di me il negativo dell’appartenenza e riservandotene il buono, conun pizzico di vittimismo, che non guasta mai.. NOI stiamo qui, pacifici e costruttivi, e voi ci aggredite, peraltro ipocritamente! Non sarebbe male qualche esercizio di logica! Nel tuo schemino, tu hai il diritto di avere delle “idee diverse”, io, da incursore ho il ‘dovere’ di rappresentare la “voce” di qualche partito!!!! Togli e metti, a tuo piacimento, nelle rappresentazioni: libere, leggiadre “idee vs. ‘dure’ appartenenze!!! Divertente…La chiosa finale – di nuovo viziata dal riflesso condizionato di difendere il proprio ‘recinto’ – è un attacco tanto miserello quanto menzognero, che denota clamorosamente come il suo presupposto sia il ritenere la propria formazione naturalmente al centro dello spazio politico e continuamente avvicinata da una moltitudine di doppi questuanti, alla resa dei conti un pò accattoni….E’ il giochino che spesso si faceva nel “grande” PCI, una volta. Lo conosco da quarant’anni. Come vedi, in definitiva non cambia molto, con certi ‘post’, se non cambia alla radice l’dea della pratica politica e del pluralismo dei soggetti… Quell’ “implorano” velenoso va giusto bene per le dispute che un tempo si facevano tra liceali, simpatico mix di risentita prosopopea e schietto infantilismo. Ciao, replica pure ciò che ritieni: io ti ringrazio per l’ospitalità un pò abusiva che mi sono preso e ti auguro che quel tuo “ottimismo” di cui sopra si faccia permeare, ii futuro, da qualche dubbio capace di nutrire qualche “passione” un pò più ‘calda’ e meno algida.

                    • Sono un grande difensore del pluralismo e del dialogo, che però funziona solo se ci si sta a sentire e si partecipa in maniera attiva. Non mi pare che tu abbia dato un buon esempio qui di “dialogo costruttivo”.
                      Per carità, i problemi sono altri che un flame di Lanteri e Indulgenza…

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