Completiamo il quadro

Imperia: Strescino si autosospende dal PDL e dice basta ai dettami di Claudio Scajola

Ringrazia le opposizioni per il confronto aperto e sincero per il bene della città.

Il sindaco di Imperia, Paolo Strescino, ha spedito stamattina una lettera al Presidente (ndb del PdL) Berlusconi e al Segretario Alfano per comunicare la propria autosospensione del PDL perchè: “pare evidente che una parte del PDL imperiese provinciale non corrisponde più alle mie idee sul centrodestra, non ultima la brillante intervista rilasciata dal segretario provinciale”.

Le motivazioni di Strescino sono sia amministrative che politiche: “per me che ho una percorso politico che inizia da quando avevo 16 anni nella destra è difficile accettare le affermazioni espresse dai colleghi di partito, sia quelli più giovani che quelli più grandi, soprattutto non accetto critiche da chi ha cambiato ripetutamente casacca politica, i giovani in particolare esprimono linee di politica vecchia, non ho sentito ne proposte ne riflessioni e nemmeno scuse alla città, ma solo attacchi frontali alla mia persona”.

“Non voglio più condividere con queste persone ne un percorso politico ne un percorso amministrativo, nel PDL l’aria si è fatta irrespirabile” ha poi continuato,  “sono state fatte dalla nuova Giunta 50 delibere in 3 settimane rispetto alle 130 fatte dall’inizio dell’anno, l’attività amministrativa continua, se non fosse così io me ne andrei”.

Dopo il consiglio del 12 aprile Strescino ha incontrato diverse realtà cittadine come la compagnia Maresca, e incontrerà il Centro Sociale “La Talpa e l’Orologio” mercoledì sera, “non è che lo faccio ora perchè devo convincere qualcuno, è una cosa che va fatta e che ho sempre fatto”.

Continuano infatti gli incontri con la delegazione dell’opposizione (l’ultimo ieri sera) perchè “nel confronto aperto che c’è stato ho notato un grande segno di responsabilità da parte loro che comunque continuano nella loro linea ma che hanno cambiato l’atteggiamento reciproco”, la prossima settimana incontrerà gli esponenti della Lega Nord.

E’ poi intervenuto a proposito degli ultimi interventi del PDL, “finalizzati alla demolizione personale del Sindaco”, in particolare ha riportato che una consigliera PDL ha affermato che “non mi è arrivato l’avviso di garanzia perchè sono un infame, un collaboratore della Procura”.

“Le vicende giudiziarie che devo gestire in qualità di sindaco pro-tempore non riguardano atti o delibere di questa amministrazione, sentirmi dire da qualche giovane consigliere che “qualcuno ha la faccia pulita e qualcun altro no” è molto ingiusto, specialmente quando qualcuno non può votare delle delibere per questioni di opportunità”

Dopo gli insulti risultati dalle intercettazioni Strescino ha quindi preso coscienza che la campagna di denigrazione parte da lontano, ben dal 2010, e continua anche negli ultimi comunicati e dichiaraziuoni alla stampa dei vecchi colleghi di partito, “doverosamente non mi sento più rappresentato da certi colleghi del PDL”.

“L’opposizione non cambia idea ma io ci voglio provare fino alla fine anche perchè sento una spinta molto forte ad andare avanti a livello popolare. Non mi ricandiderò a Sindaco, non si capisce nemmeno bene cosa voglia fare il PDL e da chi sia governato”.

Alle domande sul suo futuro politico, Strescino ha riportato due episodi significativi sugli scenari che si potrebbero aprire: a Genova Alfano, rivolto a Vinai ha detto: “ricordati che se diventerai Sindaco prima degli interessi del partito devi tutelare gli interessi della città”, una considerazione sull’opposizione: “quando ho azzerato la Giunta sarei potuto andare a casa subito perchè 21 consiglieri che votavano contro erano più facili da trovare, Indulgenza l’altra sera, al quale e al resto dell’opposizione va un grande riconoscimento, più personale che politico, mi ha detto: “guarda che la nostra posizione non cambia”. Non c’è quindi una strategia per cambiare partito o cercare il consenso dell’opposizione a tutti i costi, voglio provare a portare a casa dei risultati per la città”. Per ora si arriva all’11 maggio, se manca la maggioranza o se in 21 si dimettono scatterà il commissariamento.

“Se non troverò più collocazioni politiche tutte le mie energie andranno nel far si che la città non venga più rappresentata da quei 16 che sono chiaramente comandati dalle espressioni di una certa persona (Claudio Scajola ndr), voglio creare qualcosa insieme a chi ci vorrà stare per fare in modo che queste persone facciano meno danno alla città”.

da PonenteOggi

 

La situazione drammatica in cui si trova oggi la città di Imperia è originata unicamente dal fallimento delle politiche messe in campo da oltre dieci anni dall’intero centrodestra imperiese, dall’arroganza e dall’inefficienza di un sistema di potere che ha svenduto un fondamentale bene pubblico, tradendo le aspettative della cittadinanza con la favola del “porto più bello e più grande del Mediterraneo”.
Le inchieste, le intercettazioni, gli scontri tra fazioni stanno mettendo a nudo un sistema di potere di tipo feudale, da sempre denunciato dalle opposizioni, ed un intreccio politico amministrativo ed affaristico le cui responsabilità sono in carico a chi ha voluto e non adeguatamente controllato l’operazione porto e di cui gli amministratori che si sono succeduti dal 2005 ad oggi non possono non essere ritenuti responsabili sul piano politico amministrativo.
Il giorno 11 maggio è prevista in Consiglio Comunale la discussione e la votazione sulla mozione di sfiducia presentata dal PDL.
I partiti e i gruppi consiliari delle opposizioni, (PD, SINISTRA PER IMPERIA, Rifondazione Comunista, UDC e Lista Civica “Con Imperia”) non sono disponibili a votarla sia perché votare quella mozione significherebbe sostenere il tentativo del PDL “scajoliano” di addossare tutte le responsabilità politiche sul Primo Cittadino, sia perché tale mozione, in caso di esito favorevole, risulterebbe facilmente impugnabile in quanto carente di una motivazione ammissibile.
Va dato atto al Sindaco Strescino, sebbene politicamente corresponsabile della situazione attuale, di aver tentato in questo ultimo periodo, dopo lo scoppio della crisi determinata dall’inchiesta, di porre un argine a un sistema politico-economico che stava trascinando Imperia nel baratro. Con altrettanta chiarezza deve però esser rilevato che non ci sono le condizioni politiche per proseguire l’esperienza amministrativa da lui guidata.
Il Sindaco non è più sostenuto dalla maggioranza con cui è stato eletto e le opposizioni, in coerenza con il ruolo svolto in questi anni, intendono con il consenso elettorale costruire una maggioranza alternativa che lavori per un progetto di città molto diverso da quello sostenuto in questi anni dal Sindaco stesso. Riconoscergli il ruolo svolto nell’ultimo mese e mezzo non puo’ cancellare le differenze sostanziali emerse in maniera netta nelle scelte e nell’azione amministrativa degli ultimi tre anni. Il suo annuncio della sua autosospensione dal PDL non modifica in modo sostanziale la realtà delle cose.
Le opposizioni hanno promosso e garantito col loro sostegno e presenza la delibera “salva Imperia” del 12 aprile scorso, per la messa in sicurezza della portualità e dell’Ente. Un atto necessario, dovuto alla città e sostenuto con forte responsabilità.
Adesso però la fase di emergenza è finita: non esistono atti amministrativi fondamentali che non possano essere compiuti da un commissario prefettizio (o in pochi giorni dallo stesso Sindaco, se ve ne fosse davvero l’intenzione). Un periodo di commissariamento non può che far bene alla città, garantendo una forte discontinuità istituzionale e aiutandola a ritrovare un po’ di serenità per affrontare al meglio le importanti scelte future. E’ un passaggio imprescindibile se si vuole voltare davvero pagina.
Per questo, dopo il Consiglio Comunale di venerdì 11 maggio, in una data che verrà comunicata durante il dibattito, e comunque entro pochi giorni dalla stessa assemblea, i consiglieri delle forze sopracitate rassegneranno le dimissioni contestuali dalle cariche chiedendo a tutti i consiglieri comunali che ritengono ormai conclusa la presente esperienza amministrativa di fare altrettanto, nel pieno rispetto delle profonde differenze motivazionali e politiche di ognuno. E’ questo, ancora una volta, un atto di responsabilità verso la Città. La Imperia più sana saprà trarre profitto dal periodo di transizione istituzionale e troverà la giusta motivazione per rialzarsi dal pantano in cui è stata trascinata.

GRUPPI CONSILIARI PD, SINISTRA PER IMPERIA, P.R.C., UDC, LISTA CIVICA “PER IMPERIA” – 28 APRILE 2012

Info alessandrolanteri
Un ottimista che si presta a fare politica per passione

2 Responses to Completiamo il quadro

  1. Edipo a Oneglia: perplesso.

    • anche Apocalipse Now, sembra alla ricerca di Kurtz…

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