Oltre lo specchio

Ho letto recentemente questo articolo di Donatella Lauria su PonenteOggi.it e ho cominciato a riflettere, mentre guidavo.

Certo, la politica ha dato una pessima impressione di sè e non ci sono attenuanti. Certo, la politica si è dimostrata distante dai cittadini. Certo, non ha saputo capire le evoluzioni economiche e sociali. Certo, non ha saputo fare il giusto ricambio al proprio interno. Certo, chi ha sempre vinto si è sentito intoccabile e “l’ha fatta fuori dal vaso” e chi è stato relegato in un angolo, quasi si è compiaciuto della sua stessa situazione. Per non parlare delle enormi difficoltà ad aprirsi e ai pochi spazi per giovani, donne e immigrati.

Poi però mi sono reso conto che però questi problemi mi sembrava ce li avesse anche qualcun altro… E in effetti queste possono essere considerate tipicità di ogni sistema (dis)organizzato italiano. Per essere estremamente chiari: sono vecchi, inefficenti, bloccati, conservatori e inadeguati anche associazioni di categoria, sistema imprenditoriale, organizzazioni di volontariato, istituzioni ecclesiastiche, la borghesia (teoricamente) illuminata, i sodali artistici e filantropici, e chi più ne ha più ne metta. Anche nelle nostre zone.

La conseguenza più logica per questa argomentazione sarebbe la dimostrazione che quindi alla fine la politica è lo specchio della società: un’arringa difensiva per la politica molto debole, molto poco costruttiva e anche molto demodè.

Credo che ora come ora la signora società non si piaccia granchè guardandosi allo specchio (anche se non lo ammetterà mai) e potrebbe essere il caso di farle magari conoscere meglio i lati migliori di sè, che magari non sa nemmeno di avere, ed imparare a conoscere meglio angoli non proprio esaltanti di sé stessa. Credo sia il momento giusto per un accurato, ma rapido esame di coscienza: il mutamento della situazione politica ed economica a livello locale, nazionale ed europeo ce lo impone e si riuscirà a farlo solo con l’impegno di tutti, ma con un ruolo particolarmente importante per la stampa. Abbiamo perso troppo tempo sia facendo finta che andasse tutto bene, sia che facesse tutto schifo, mentre erano entrambe idee false e distorte. In ogni caso, abbiamo (non troppo) tempo per riflettere e guardare verso il futuro, dobbiamo farlo magari con più cognizione di causa su ciò che ci lasciamo dietro e con un po’ di coraggio per le scelte da prendere verso il futuro.

Nel dibattito sulla lotta globale al riscaldamento terrestre è nato il concetto di “responsabilità comuni ma differenziate” e sarebbe oltremodo appropriato estenderlo anche in società, economia e politica.

Info alessandrolanteri
Un ottimista che si presta a fare politica per passione

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