Facciamo i conti con lo SGAP

In sintesi, possiamo dire che ci troviamo di fronte ad un cambio epocale nella nostra Provincia.

Questo perché i nodi sono venuti al pettine, e tutti insieme: i commissariamenti di Bordighera e Ventimiglia, il sistema portuale da… sistemare (Ospedaletti, Imperia e Ventimiglia arenati, Portosole e Aregai con vari cantieri bloccati), i progetti che si dimostrano irrealizzabili (la Zona Franca a Ventimiglia, l’Aeroporto “Intercontinentale” di Albenga, l’Incubatore di Imprese, il vecchio “Filobus di Cristallo”) e più in generale tutti i piccoli e grandi progetti che sono stati il simbolo diretto e indiretto del feudo scajolano.

Il concetto di feudo è qualcosa di medievale: nel mondo contemporaneo e ancor di più in quello futuro pensare che si possa essere autosufficienti è un utopia e purtroppo lo SGAP, il Sogno del Grande e Azzurro Ponente si è infranto per la sua intrinseca debolezza.

Non sono però stati pochi quelli che hanno con costanza, serietà e competenza combattuto questo pensiero unico, specie quando prendeva scorciatoie un po’ troppo pericolose, e sto parlando di molti consiglieri del mio Partito che a Bordighera, Imperia, Sanremo e Ventimiglia (ma non solo), dove si stava andando lo dicevano da anni. Non è di grande soddisfazione vedere che avevano ragione, ma deve essere la base per una successiva riflessione. Diciamo che in pochi si sono resi conto del lavoro che l’opposizione non ideologica stava facendo e diamo per scontato che (tanto è di moda) sia sicuramente colpa del PD.

Facendo un ragionamento un poco più finemente mediatico, è evidente come questo tipo di lavoro, più tecnico, sia meno “notiziabile” di un’opposizione magari più chiassosa. Aggiungendo che in tanti in questa Provincia allo SGAP ci avevano creduto, forse qualcuno nei media locali poteva pensare che il target medio del lettore imperiese non fosse poi così interessabile dai puntuali ma forse un po’ noiosi avvertimenti che uscivano a ogni seduta dalle sale consiliari. Dato che però dallo SGAP si stanno svegliano in tanti, potrebbe essere opportuno pensare che questo target di cui sopra si stia assottigliando e che potrebbe essere interessante allargare la visuale.

Per il centrodestra questo potrebbe essere un grande momento di crescita se avrà la capacità di mettersi in discussione davvero al suo interno e di elaborare una ricetta che possa tirare fuori questa terra dal baratro in cui sta cascando. Non penso ci sia nessun motivo logico per cui si possa anche solo lontanamente pensare che ci riuscirà, ma è un’ipotesi “accademica” fantapolitica affascinante. In realtà nella storia, quando un sistema feudale entrava in crisi complessivamente, è sempre stato incapace di trovare una risposta efficace dal suo interno. Sono fortunatamente cambiati i sistemi per la sostituzione della classe dirigente dall’epoca medievale.

Per tutte le opposizioni ora invece si deve cominciare a pensare seriamente a come tirare fuori questa Provincia dal cul de sac in cui si trova ora. Serviranno ricette nuove, una robusta dose di realismo, idee e voglia di lavorare in squadra.  Non metto in discussione la passione, quella c’è sempre stata e non mancherà di certo.

Info alessandrolanteri
Un ottimista che si presta a fare politica per passione

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