Dietro la calma apparente

Il Congresso del PdL si è svolto questa domenica ad Arma di Taggia, a villa Boselli. Già la location è indicativa e concorde coi toni dimessi dell’evento e degli interventi: sono passati i bei tempi delle adunate oceaniche, delle scenografie pacchiane, delle graziosissime hostess acclamanti. Un po’ come passare dalla business class di Emirates Airways al peggio seggiolino dell’ultimo Ryan Air.

Nulla comunque ha turbato la quiete apparente: nessun richiamo all’economia stagnante o alla sempre maggiore infiltrazione delle criminalità organizzate in Riviera, ma grandi richiami alla responsabilità che bisogna mostrare. Ci si scopre anche un filo europeisti.

Quindi tutti sobri, responsabili e unanimi verso il nuovo rampollo di casa Scajola, Marco?

Non proprio: a margine del Congresso si è infatti insinuata una lettera al Presidente della Provincia Sappa  non resa pubblica, ma che credo si possa immaginare fortemente critica verso una gestione attendista e congelante dell’Ente Provincia. Diciamo che non si trattava propriamente di un fulmine a ciel sereno, perchè l’idillio della maggioranza coesa a Palazzo del Governo è durato proprio poco (anche se i giornali non l’hanno evidenziato come probabilmente avrebbe meritato).

I “ribelli” rappresentano ormai la maggioranza del gruppo consiliare azzurro e sollecitano da molto tempo una svolta. La loro insoddisfazione, un po’ celata e un po’ mostrata, rischia di essere il punto di rottura da cui può partire una vera e propria slavina su tutto il Partito di Berlusconi a ponente: gli “insoddisfatti” sono infatti in molti, lividi ma taciturni, e “probabilmente” la sintesi trovata è più virtuale che reale.

Sommati questi fattori all’arretramento del PdL nei sondaggi (ormai quasi a metà consenso rispetto al 2008), alla crescente insoddisfazione verso l’operato delle amministrazioni locali azzurre, le inchieste giudiziarie imperiesi su spiagge e porti di Oneglia e Porto Maurizio, gli scioglimenti dei Comuni-corazzata di Ventimiglia e Bordighera e soprattutto la crisi di immagine della figura di Claudio Scajola sono fattori troppo sottovalutati: sono infatti pesanti fratture all’interno di un fronte nevoso ormai pesantemente compromesso, per cui potrebbe davvero bastare un niente perchè ne parta una slavina che travolgerebbe tutto. E di certo il PdL di oggi non avrebbe più nè la forza nè i mezzi per fermarla.

Info alessandrolanteri
Un ottimista che si presta a fare politica per passione

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