Commemorazione ANPI a Coldirodi

L’ANPI di Sanremo mi ha concesso l’onore di fare l’orazione in memoria dei Caduti di Coldirodi. E’ stata una bellissima mattinata: a Messa a Coldirodi suonano “Stairway to Heaven” durante l’omelia e ho conosciuto un compagno di lotta partigiana di Pertini e Bocca, venuto in rappresentanza dell’ANPI Cuneo e dell’associazione partigiani francesi.

Per me è un grande onore poter fare questa orazione e poter ricordare il sacrificio di tre giovani vite, cui dobbiamo così tanto e di cui si deve essere orgogliosi: è stato grazie a migliaia di giovani partigiani e civili che è potuta nascere una nuova Italia, uno Stato con un popolo orgoglioso, capace di alzare la testa e di rimediare ai propri errori.

Ancora oggi dobbiamo continuare ad essere partigiani. Partigiani in un modo diverso, ma con la stessa forza e la stessa convinzione in un mondo più giusto e più libero.

Il mondo oggi è per fortuna completamente diverso, e i popoli europei hanno imparato ad essere fratelli, forte dev’essere l’incoraggiamento a superare le divisioni esistenti invece che di inventarsi nuove e false patrie, sempre più ridicole e lontane dalla storia e dai fatti.

Negli ultimi anni siamo stati capaci di superare storiche divisioni con tanti popoli fratelli, nell’Europa Orientale, ma non siamo stati capaci invece di ambire ad una società più giusta al suo interno.

Siamo stati capaci di far crescere la nostra società e di farla diventare in apparenza molto più aperta e capace di parlare, ma non siamo stati capaci di denunciare il pericolo di una certa politica che ha incoraggiato e incoraggia intolleranza, razzismo, discriminazione sessuale. E purtroppo, siamo uno dei pochi paesi in Europa dove queste idee sono state sdoganate fino a diventare parte integrante di programmi di governo.

Dobbiamo guardare con grande speranza anche al di fuori del nostro paese: anche il nostro mar Mediterraneo è in una fase cruciale, tanti paesi si stanno avviando da soli a una transizione democratica, e noi dobbiamo essergli vicini.

Innanzitutto non possiamo essere gelosi dei nostri diritti, e credo che si debba accogliere la richiesta del Presidente Napolitano perchè chi nasce e cresce in Italia possa diventare, se lo vuole italiano, e lo si deve fare perchè è una questione di civiltà.

Dobbiamo poi guardare dentro ai nostri spettri e alle nostre paure: i recenti fatti di Firenze e Torino sono un gravissimo segnale di quanto purtroppo i nostri valori, quelli per cui tanti nostri compagni sono morti, sono in pericolo, e siamo noi a metterli in pericolo. Non possiamo più permetterci comportamenti così inumani.

Credo che sia anche per questo che tanti ragazzi, normalmente molto più giovani di me, hanno preso la strada dei monti. Possiamo e dobbiamo continuare a camminare su quella strada, portando avanti queste idee e questi valori, che tutto il mondo ci invidia.

Viva la Resistenza, viva la costituzione, viva l’Italia

Info alessandrolanteri
Un ottimista che si presta a fare politica per passione

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