Incoscienza comune

Quello che sta succedendo in queste ore alla mia terra non può lasciare indifferenti e bisogna ragionare bene su quello che è successo. Se è vero che c’è stato abuso di cementificazione su tutto il territorio, è anche vero che “grazie” al cambiamento climatico pare che aumentino sempre più fenomeni meteorologici violenti: in pochi minuti oltre mezzo metro d’acqua è sceso dal cielo sulle colline attorno Quezzi e in alcune zone del Sud della Francia; l’alluvione su Genova è stata chiamata su alcuni media stranieri “Flash Flood”, inondazione lampo.

Credo che ci sia una responsabilità comune per quello che è successo, perchè alla disattenzione della politica si deve sommare il disinteresse dei cittadini. Si tratta di questioni estremamente complesse, che partono da una somma di “piccoli” fenomeni, tra cui l’abbandono delle campagne e dell’entroterra, la mancanza di manutenzione pubblica e privata, il mancato rispetto di norme di protezione civile e di buon senso e mille altri fattori.

Non è però sempre colpa degli altri, siamo tutti a dover cambiare mentalità e a capire l’importanza di certi problemi, che tendiamo ad aggravare noi per primi sia gettando la cartaccia che ostruirà il tombino, sia disobbediendo alle misure consigliate di sicurezza, sia viaggiando in macchina o aereo piuttosto che in treno. Posso capire il bisogno psicologico di un capro espiatorio che molti hanno, ma anche lo si trovasse, dal giorno dopo saremmo di nuovo punto e a capo.

Info alessandrolanteri
Un ottimista che si presta a fare politica per passione

7 Responses to Incoscienza comune

  1. Hai perfettamente ragione. Non credo ci sia UN colpevole e neppure credo che il colpevole sia di adesso. Il colpevole è il nostro credere che si possa continuare a vivere egoisticamente. Non so se hai letto quanto mi sono trovato a scrivere recentemente.

    http://quarchedundepegi.wordpress.com/2011/10/27/speranza/

    Mi piacerà sapere cosa ne pensi.

  2. Gian Marco says:

    Sono d’accordo che alla disattenzione della politica si deve sommare il disinteresse dei cittadini, però quando qualche cittadino, WWF Liguria per non fare nomi, chiede spiegazioni e nessuno risponde, come ci si deve comportare (intendo http://www.greenreport.it/_new/index.php?page=default&id=13087)?
    Non sarà mica colpa dei cittadini se la politica cambia norme di buon senso per permettere di costruire sempre più vicino ai corsi d’acqua….
    Oppure se mentre Genova è sotto gli effetti dell’ultima alluvione il consiglio regionale approva il regime di “silenzio-assenso” per i permessi di costruire: http://iterc.regione.liguria.it/VisSintesi.asp?comando=Ricerca&modalita=Scheda&AnnoProc=2011&NumProc=814

    Dire che tutti siamo colpevoli sarà anche vero, ma i colpevoli vanno trovati e devono pagarne le conseguenze. Troppo facile cavarsela distribuendo le responsabilità in pari proporzioni fra chi si allarga il pollaio e una giunta regionale che legifera senza un briciolo di buon senso per andare incontro alla lobby dei distruttori di territorio.

    • Sono andato per curiosità a vedere il decreto che favorirebbe le costruzioni vicino ai corsi d’acqua e ho scoperto che non sono previste nuove costruzioni e che è comunque sottoposto a vincoli molto stretti (http://www.legislazionetecnica.it/anticipazioni.asp?id_dett=2082&err_code=NOCK ). Allo stesso modo da varie parti ho letto che l’alluvione delle 5 terre è stata causata dalla cementificazione selvaggia, mentre le foto da satellite non mi pare mostrino chissà quale territorio coperto da villette (per fortuna!!!). Non vorrei pertanto che anche da parte ambientalista, per inseguire la logica del “tutto fa brodo”, si aggiungessero cose che non c’entrano.
      Questo non perchè io voglia difendere chissà che cosa, ma perchè non credo che per dire che fa schifo di una cosa che fa schifo, sia necessario aggiungerci schifo non suo. (mi diverto anche io un po’ a provocare, di tanto in tanto).

      • Gian Marco says:

        Ciao Alessandro,
        Fai bene a provocare di tanto in tanto, serve a cercare di prendere in esame le propie posizioni e a cercare di capire se possono essere valide oppure no.
        Premesso questo, non mi pare di avere aggiunto schifo a schifo… In primis non mi pare di aver scritto che a Vernazza ci siano stati problemi a causa della cementificazione.
        Poi, che la legge regionale approvata con tre quartieri ancora pieni di fango sia “peggiorativa” è evidente. Questa legge la si può “ammirare” in tutta la sua interezza all’indirizzo http://www.regione.liguria.it/archivi/archivio-allegati/doc_download/6176-bollettino-n13-del-20-luglio-2011-partei.html
        A cavallo tra pagina 3 e pagina 4, per esempio, possiamo ad esempio leggere che
        all’interno del perimetro dei centri urbani, e ad esclusione dei tratti di corso d’acqua ricadenti
        nelle aree a valenza naturalistica, la fascia può essere ridotta, previa autorizzazione idraulica a
        – 5 metri per i corsi d’acqua di primo livello;
        – 3 metri per i corsi d’acqua di secondo livello;

        Mi pare evidente che qui si sta derogando sulle distanze previste dalle leggi precedenti, in determinate condizioni, certo, ma si sta derogando.
        Il 4 ottobre 2010 a Sestri Ponente, 13 mesi dopo a Marassi, in mezzo questa bella leggina che, nemmeno tre mesi dopo la pubblicazione sul Bollettino Regionale, da già dimostrazione della sua pericolosità e si muove nella direzione sbagliata.
        Al WWF Liguria che chiese spiegazioni già da prima dell’alluvione di 5 Terre e Lunigiana nessuno ha mai risposto.
        Qualche voce si è levata… questa… http://www.youtube.com/watch?v=OvKlKkvZRTc

        Mi dispiace, ma sto cercando qualche valido motivo per vedere qualche lato positivo nel comportamento della nostra regione, ma non ci riesco proprio.

  3. Hai ragione, non hai scritto tu che nelle 5 Terre è successo tutto per colpa della cementificazione (e ho sbagliato a non specificarlo), ma c’è stato chi lo ha scritto, e mi pare una belinata. Nel dettaglio il passaggio è stato “c’è un sospetto di abuso edilizio -> sicuramente è colpa loro dell’alluvione”. Questa si chiama demagogìa, ed è una delle cose che sta distruggendo questo paese, ed è questo quello che chiamavo aggiungere schifo a schifo (prima ero stato un po’ troppo sintetico…).

    Non sono convinto che questa legge possa avere già avuto effetti, conoscendo i tempi di progettazione e approvazione dei progetti e soprattutto dei piani di bacino. Non mi piace questa legge in ogni caso.

    Volevo sapere in che modo ha chiesto risposte il WWF. Sembrerà una piccolezza, ma fare domande fatte a mezzo stampa senza farsi vivi di persona è generalmente un ottimo modo per non farsi rispondere. E generalmente chi lo fa, lo sa.

    Sulla copertura del Fereggiano, sinceramente non lo so se quei lavori hanno peggiorato o migliorato la situazione, bisognerebbe essere un tecnico e non lo sono. I rii di Riomaggiore e Vernazza non erano coperti nè cementificati, e abbiamo visto cos’è successo anche lì.

    • Gian Marco says:

      Ciao Alessandro,
      poi smetto, dato che trovo giusto che sul tuo blog sia tu a dire l’ultima parola.

      Se da una parte si cade nel rischio di fare della demagogia, dall’altra trovo inappropriati e pericolosi gli atteggiamenti di gran parte degli amministratori, politici, giunte e governi attuali e precedenti.
      Abbiamo scoperto che esiste un problema ambientale capace anche a manifestarsi in assenza di interventi umani ma non lo si vuole risolvere, ecco cosa mi fa incavolare.
      Un problema che l’antropizzazione del territorio non credo che possa migliorare: Ad esempio quando 5 secoli fa il corso del torrente Argentina si modificò spostandosi verso ovest a seguito del maltempo, cancellò orti e vigne. Accedesse oggi, invece di campagne troverebbe serre, capannoni e case.

      Certo, il Regolamento Regionale n. 3/2011 a firma del Presidente Burlando è forse troppo recente per aver contribuito a peggiorare la situazione, certo, magari il Ferreggiano è sato coperto “a regola d’arte” e lo si stabilirà a fronte di perizie e controperizie, magari nelle località delle 5 terre non ci sono responsabilità umane nè dirette nè indirette, ecc… Però è l’atteggiamento dello struzzo che contesto e ritengo colpevolmente pericoloso.

      Quando e come il WWF ha espresso il suo parere? Direttamente in commissione, dato che
      le associazioni ambientaliste sono state convocate proprio per questo; le comunicazioni a mezzo stampa sono arrivate dopo, quando ormai era certo che non si sarebbe stati ascoltati (pertanto la tua frase “generalmente chi lo fa lo sa”, in questo caso, non è applicabile).

      Se leggi su http://www.ponentevarazzino.com/2011/07/23/31559/ avrai una ulteriore conferma: “Dove stia la tutela non si sa, visto che a parere degli ambientalisti (inascoltati da gran parte della commissione consiliare chiamata a dare un parere alla Giunta) il famigerato art. 4 del Regolamento sancisce una riduzione delle distanze edificatorie rispetto alla legislazione nazionale (il testo unico delle opere idrauliche del 1904, che introduceva il principio base della distanza di 10 metri delle costruzioni dai corsi d’acqua), e si pone in netto conflitto con quanto previsto dall’art.115 del Dlgs.152/2006 (Testo Unico ambientale), in quanto contrasta con la necessità di una tutela attiva della fascia riparia di vegetazione spontanea (non basta il divieto di urbanizzazione) e la sua ulteriore riduzione è oltremodo contraria all’orientamento di tutela di queste fasce fondamentali per la riduzione del rischio idrogeologico.

      Adesso la pianto lì, credo di essermi dilungato fin troppo…
      Ciao,
      Gian Marco

  4. Guarda, non ho intenzione di fare lo struzzo, cerco di fare sempre e comunque uso della mia testa. Credo sia necessario invertire la rotta sul consumo di territorio, però sulla base di argomenti veri, ti assicuro che bastano 🙂

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