Intolleranza alimentare

Mi aspettavo prima o poi arrivasse anche qui a Ponente qualche esponente di una forma tutta particolare di “intolleranza alimentare”, ovvero qualcuno che provasse a vietare o a limitare i cibi “etnici”. Che poi pare non siano nemmeno tutti uguali: i pub all’irlandese, le ostricherie alla normanna, i ristoranti di sushi giapponesi o i fast food all’americana pare non diano mai altrettando fastidio che le rosticcerie cinesi, i take away indiani o le “kebabberie”. E non credo sia una questione di gusto, ma razzismo sotterraneo.

Io non posso che essere a favore di tutte le iniziative a difesa della grandissima cultura gastronomica locale, ma penso che la cucina italiana si difenda benissimo da sola, al massimo può avere bisogno di promozione l’agricoltura tipica e i ristoratori tradizionali già esistenti, che tra l’altro in generale se lo meritano pure.

In ogni caso, quasi nessuno dei nostri piatti tipici può essere considerato veramente “locale”: dal Medio Oriente sono arrivati l’ulivo, gli agrumi, le pesche e le albicocche, dall’India la melanzana, dalle Americhe patata e pomodoro: pensate di levare tutto questo e in pratica ci rimangono solo sardine e panissa. Buone, ma un po’ poco.

Credo che quanto più si allarga l’offerta mangereccia, meglio è per tutti. D’altronde dobbiamo noi italiani essere davvero gli ultimi a parlare, perchè di pasta e pizza ne abbiamo impestato il mondo.

UPDATE: Grandiosa protesta di Gabriele Piccardo, che ha mangiato per protesta un kebab in Consiglio Comunale a Imperia, creando un certo scompiglio. Subito voleva entrare con un sacchettino di felafel, ma nel caso di scontri ci sarebbero potuti essere problemi di copy right con John Birmingham, autore del famoso libro “e morì con un felafel in mano“. Pertanto il buon Gabriele ha voluto ripiegare su un più tutelante panino. Aggiungo solo a parziale correzione che non è stato il Sindaco a riportare la calma, ma ero io (mi si vede chiarissimo nel video) sotto mentite spoglie e in cambio di una piadina, poco piccante e senza cipolla.

Info alessandrolanteri
Un ottimista che si presta a fare politica per passione

3 Responses to Intolleranza alimentare

  1. Claudia scrive:

    ho sentito dire che la gastronomia francese è l’unica considerata patrimonio dell’UNESCO perché ha saputo più di ogni altra valorizzare tutte le usanze alimentari dei popoli con cui è venuta a contatto la Francia (anche quando non si chiamava ancora così!). Da vincitori e da vinti la cucina francese ha sempre tratto insegnamenti e ha man mano inserito nuovi ingredienti, nuovi sapori che si amalgamavano con quelli già presenti e conosciuti, per dar vita a vere e proprie invenzioni culinarie

    • In realtà patrimonio comune dell’UNESCO è la dieta mediterranea e la proposta è stata portata avanti da Francia, Italia, Spagna e Marocco. Per il resto non posso che essere d’accordo con te!

  2. Gian Marco scrive:

    Ma sarà poi così difficile ammettere che ogni popolo ha inventato qualcosa di buono?

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