CEI Pride

Sono sostanzialmente d’accordo con Roberto Giachetti a riguardo delle parole del Cardinale Bagnasco. Sì, era un monito chiaro, si sono rotti anche loro oltreTevere (ed era anche ora!) e l’hanno fatto sapere: uno scatto d’orgoglio della CEI che tanti amici cattolici aspettavano da anni.

Non credo però che abbia senso cavalcare troppo questo messaggio. Prima di tutto perchè  hanno messo una pezza dopo due decenni in cui la Chiesa diciamo tranquillamente che ha fatto finta di non vedere tante cose, di cui le abitudini notturne del nostro premier sono la parte più apprezzata dai giornali e dai comici di tutto il mondo (1 e 2, ad esempio) , ma più insignificante rispetto allo smantellamento sistematico dello stato sociale o il sostegno alla guerra in Iraq. Secondariamente perchè è più efficace Bagnasco a far sentire la voce di Bagnasco. In ultimo, anche il Papa ha recentemente dichiarato di preferire laici onesti a sepolcri imbiancati.

Di conseguenza, fare troppi endorsement rischiano di creare un effetto contrario a quello voluto. Tutto il mondo ha ormai capito la non-credibilità del nostro premier per vari e validi motivi. Che erano validi anche quando la Chiesa agiva come se non si fosse accorta della situazione ridicola e tragica dell’Italia.

Info alessandrolanteri
Un ottimista che si presta a fare politica per passione

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