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Estate ricca di interesse sul versante della scena rock locale. Le due rassegne musicali di San Costanzo si sono confermate talent scout d’eccezione. La dodicesima edizione di Rock in the Casbah e la nona del Red Music Festival hanno messo in luce alcune nuove realtà davvero interessanti. La velocità con cui le band della provincia di Imperia si formano e si sciolgono impone un censimento annuale e i due appuntamenti
nel centro storico sanremese sono una buona cartina di tornasole.
A Rock in the Casbah, organizzato da fare Musica, si sono evidenziati come realtà locali fra le più interessanti i Place to Be di Sanremo, che propongono cover di brani noti, completamente rivisitati rispetto aglioriginali,portandol’arte dell’arrangiamento alle massime conseguenze, gli Estremo Ponente di Bordighera, con una propostametal resa assolutamente originale dal sapiente uso delle tastiere, e i Sex Oppida di Imperia,un gruppo di giovanissimi devoti al britrock di Arctic Monkeys ed affini, che non ha nulla da invidiare alla lucidità compositiva dei maestri inglesi. Certo è che l’ultimo decennio è stato avaro di soddisfazioni per le band locali e non ha consentito a nessun gruppo di emergere a livello nazionale, come era capitato ai Lithyum nei ‘90 e ai Crossbones negli ‘80.

Il Red Music Festival 2011 però hamesso in evidenza un’artista singolare che ha ottime chance da giocarsi anche fuori provincia. Si tratta della sanremese Claudia Murachelli, cantante lirica prestata al metal. Il risultato di questa fusione è rappresentato da una band, i LumiHiutale, composti da giovani di tutta la provincia. Un metal sinfonico e romantico, che rimanda a saghe celtiche,dove l’ugola e l’arpa di Claudia si sposano alla perfezione con le chitarre elettriche distorte. Il nome scelto è di origine finlandese e significa “fiocco di neve”, un’immagine che ben si sposa con il sound della band. Si sono aggiudicati il premio della critica alla terza edizione del Concorso per Band Città di Ventimiglia (rassegna nata di recente, ma che sta crescendo di anno in anno a grandi passi). Poi sono approdati al concorso sanremese organizzato dall’associazione Liberamente Suoniamo le Idee dove sono giunti terzi.

Il Red Festival è anche un trampolino di lancio anche per chi viene da fuori (e avere nel curriculum la vittoria in un festival sanremese fa sempre la sua figura). Il campanilismo dovrebbe farci storcere il naso, visto che a conquistare il primo posto sul podio del Red non è stata una band della nostraprovincia, ma una genovese. In realtà gli Sfregio sono stati adottatidalla riviera già da unpo’, sono solitia trasferte nel ponente e amano partecipare ai rock contest locali, hanno anche pubblicato un brano sulla compilation dell’etichetta sanremese Ombrosa. E poi la loro esibizione ha messo d’accordo tutti, giuria e pubblico. Si sono portati a casa pure il premio più ambito, la partecipazione a Rock in the Casbah.

Ha vinto la ferocia iconoclasta: il trio (quartetto ndb) genovese lancia un attacco terroristico al buon gusto e all’intelligenza, sono gli Skiantos in versione metal, ma troppo frontali anche per la comunità underground. La locomotiva rock ‘n’ rollmessa in moto dai tre (quattro ndb) “trogloditi” ha trascinato nel pogo la folla. I testi sono un dizionario di volgarità sconcertanti, le movenze oscene sul palco fanno i sottotitoli. Uno show grottesco che imprevedibilmente diverte fino alle lacrime anche i perbenisti. Forse perché sa fotografare con lucidità disarmante le macerie della civiltà occidentale.

Giorgio Giordano, il Secolo XIX edizione Sanremo – Imperia

Alle segnalazioni di Giorgio, aggiungo che è stato veramente piacevole osservare tutte le band quest’anno (esclusi gli Area 118, bloccati da un contrattempo all’ultimo momento): la già premiata Speramu Band, le disinvoltamente fresche Uscite di Sicurezza, il preciso e coinvolgente martello dei Soul Predator, la ricercata cazzonaggine dei 4 season e una performance veramente maiuscola, ancorchè senza troppi fronzoli, dei Supervega. Scordati i problemi tecnici dell’anno scorso grazie ad un service di poche parole ma di tanta sostanza, lo show è filato liscio come l’olio. Mettiamo da parte l’energia accumulata per l’anno prossimo.

Info alessandrolanteri
Un ottimista che si presta a fare politica per passione

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