Sopralluogo a Monesi

Ieri abbiamo fatto un sopralluogo sulle alture di Monesi con un folto gruppo di tecnici, consiglieri e assessori provinciali. Buona parte di questi si è mostrata stupita del paesaggio che si è trovata davanti, dato che molti non si aspettavano uno spettacolare scenario alpino a così pochi km dal mare: io ovviamente non ero tra questi, dato che frequento abbastanza spesso questi luoghi, tant’è che ne ho anche già scritto in alcune (principalmente 1 e 2) occasioni .

Mi rimane ovviamente il dubbio che tutto questo possa essere stato organizzato come “spottone” per far dimenticare che la società che si doveva occupare del rilancio di Monesi è in via di liquidazione con un buco di due milioni di euro, per oltre il 90 % causato da spese che nulla c’entrano con il rilancio di Monesi. Va beh, peccato veniale, in fondo è stata una piacevole occasione per una gita in quota.

Mentre io stavo tempestando i tecnici – di cui mi fa piacere rimarcare la cortesia nel rispondere con precisione alle continue domande del sottoscritto – un gruppo elitario comprendenti i vertici di maggioranza e opposizione con scatto felino e passo da camoscio raggiungeva la vetta del Saccarello. Me ne sono accorto troppo tardi e non li ho quindi potuti raggiungere, ma faccio fin d’ora i complimenti per la forma fisica invidiabile, dimostrata sul campo.

Per andare più sul concreto, ci sono state presentate diverse opzioni complete di costi indicativi riguardanti diverse combinazioni di seggiovie e sciovie, nuove e usate, con o senza stazioni intermedie o prolungamenti, sistemi più o meno grandi di innevamento artificiale, riguardanti nello specifico due zone: quella del rifugio “Sanremo” – caratterizzata dall’essere la più panoramica e la più vasta – e quella dell’ex sciovia “Ubaghetto” – che ha piste naturali adatte ai principianti e in cui la neve si conserva naturalmente molto a lungo- .

Non ho avuto chiarimenti riguardo invece la possibile gestione della struttura e riguardo l’effettiva disponibilità dei fondi FAS da parte della Regione: il buon Tremonti se li tiene stretti ormai da anni, e senza di quelli l’è dura, dato che si tratta dei due terzi abbondanti dell’investimento possibile.

Monesi ha perso fin troppe occasioni fin’ora – anche recentemente-, cercheremo di non fargliene perdere altre.

Info alessandrolanteri
Un ottimista che si presta a fare politica per passione

2 Responses to Sopralluogo a Monesi

  1. Cristian Alberti says:

    Sono pienamente d’accordo con te su tutto aggiungerei che le scelte potrebbero anche in parte dipendere dalla disponibilità che si riuscirà ad ottenere dai proprietari dei terreni evitando possibilmente procedure espropriative che dilungherebbero notevolmente i tempi di realizzazione.Personalmente sono convinto che la soluzione migliore sia quella del “rifugio Sanremo” sia per panoramicità che per dimensioni, comunque entrambe sono alternative valide…e naturalmente resta di fondamentale importanza l’innevamento della parte a valle (nuova seggiovia già realizzata) che resta un problema dolente negli inverni poco nevosi (quasi sempre)…sui FAS ho qualche dubbio….comunque buon lavoro Ale..teniamoci aggiornati!

  2. Tra le alternative, ci sarebbe anche quella “low frills”, ovvero niente seggiovie, che sono per loro natura più care, e fare due skilift, di cui magari almeno uno usato, su entrambi i fronti, e rinviare per ora innevamento artificiale e altri “optional”.

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