Parole a caso

“Se dobbiamo militarizzare la pigna, va fatto con intelligenza con costanti blitz”

Maurizio Zoccarato, Sindaco di Sanremo nell’ennesima intervista ad personam fatta da Federico Marchi

Militarizzare è un verbo transitivo che significa “Sottoporre a norme e a disciplina militare o di tipo militare categorie di cittadini o imprese, per ragioni di difesa esterna o interna”. Blitz invece è una parola tedesca, che significa “lampo” ed è entrato nell’uso comune da “Blitzkrieg”, guerra lampo mentre il “Blitz” per antonomasia fu la campagna di bombardamenti sulle città dell’Inghilterra.

La cosa allucinante è che abusa di termini gravissimi, pronunciandoli con una calma assoluta e fuori luogo. Uno si aspetterebbe che annunciasse che lunedì comincia l’addestramento dei vigili urbani di Sanremo all’uso di panzer, stukas e flak artillery. Invece non farà assolutamente niente, se non provocare un po’ la stampa con due miccette mediatiche, mettere il cappello sui buoni risultati ottenuti da altri e negare fino all morte le proprie responsabilità. Niente di nuovo. Quanto meno denunciamolo per attentato alla lingua italiana però.

Brevi di politica locale

  • Scullino si è dimesso da Sindaco di Ventimiglia: uno spettro si aggira per l’estremo ponente
  • Zoccarato si prende il merito di aver portato l’Aurelia bis al Borgo, quando i lavori sono cominciati nel 2007. E’ stato comunque estremamente efficiente nell’organizzare un aperitivo di apertura.
  • Il segretario provinciale del PD entra in polemica con un giovane rottamatore esponente dell’organizzazione giovanile… leghista
  • SEL a Sanremo vuole le primarie e vuole una donna Sindaco. Come ho già detto, penso che SEL abbia ragione e bisogna lavorare perchè ci siano tutte le condizioni per farle, ricordandosi però che le primarie sono un mezzo e non un fine.

A domani in piazza San Costanzo, Festa Democratica della Pigna di Sanremo.

Terremoto nella Pigna

Terremoto nel Comitato di quartiere della Pigna. Per correttezza riporto le due versioni uscite da parte delle due parti in causa.

da riviera 24

Il Comitato di Quartiere “Perché la Pigna è Sanremo” si è sempre posto come imperativi per la propria attività l’onestà, la legalità e il rispetto al fine di raggiungere il traguardo per un quartiere migliore, vivibile. Per proseguire tale obiettivo requisito primario è che i componenti del Direttivo nonché il Presidente in prima persona si adeguino a questa linea di condotta, ma purtroppo fatti incresciosi ci hanno palesato un’incongruenza tra i propositi e l’effettivo agire. A seguito, quindi, di sgradevoli episodi attuati dal Presidente Gianni Campanelli, con la consapevolezza ed appoggio concettuale e fattivo da parte di Laura Campanelli in qualità di Segretario, unitamente a Luciana Rovere, Socio Ordinario iscritto, i restanti componenti del Direttivo in carica esprimono con tristezza unanime atto di sfiducia nei loro confronti.
I comportamenti lamentati hanno inficiato il sereno e laborioso prosieguo della nostra attività, mettendo a rischio la fiducia nel Comitato riposta dai Soci tesserati, con le conseguenze qui rappresentate che ci inducono ad assumere tale provvedimento. Il Direttivo si propone ora di riabilitare la propria credibilità presso Enti, Istituzioni e soprattutto i cittadini, confidando nella lealtà ed impegno dei membri restanti che porteranno avanti i sani valori su cui è stato fondato il Comitato.
Comitato di Quartiere “Perché la Pigna è Sanremo”

da SanremoNews

Il Presidente Gianni Campanelli e tre Consiglieri del Comitato ‘Perchè Pigna è Sanremo’, Laura Campanelli, Segretaria, Luciana Rovere, Lorenzo Borin, Consiglieri, lasciano il Comitato da loro fondato. “Abbiamo fondato il Comitato ‘perchèla Pigna è Sanremo’ senza alcuna finalità politica o di parte, ma, per fare qualcosa di buono per la Pigna, da cittadini comuni, visto che il ‘palazzo’, da tempo, latita. Purtroppo, il Comitato per la Pigna, aperto a tutti, è venuto ad assumere una valenza sostanzialmente diversa dagli autentici e spontanei propositi per cui è nato. Riteniamo, pertanto, che non ci siano più le reali e genuine motivazioni che ci avevano mosso all’origine. Ne conseguono le nostre dimissioni, ma rimanendo sempre soci con l’auspicio che, in futuro, si possa tornare ad avere un contesto sociale pro-Pigna degno di tale nome.
Gianni Campanelli.

Festa Democratica alla Pigna – sabato 25 giugno

No quarters

Lega  Nord iperattiva che spinge per avere sia alla Pigna sia a Villa Mercede il DAMS che fa fatica a stare aperto a Imperia nonostante la sede non sia male.

Dalla Pigna il comitato di quartiere “Perchè la Pigna è Sanremo” tuona contro Rock in the Casbah, una delle migliori manifestazioni dell’estate matuziana, con argomentazioni decisamente risibili e negando addirittura l’esistenza dei (pochi ma buoni) ristoranti e bar esistenti.

L’associazione “Comitato di quartiere San Martino” che dichiara una contorta e fumosa soddisfazione tramite il suo presidente Carlo Pavone per la nascita di un circolo PD e denuncia la strumentalizzazione a fini politici del Comitato. Umberto Riccio del PdL puntualizza ulteriore soddisfazione. Il primo, che non voleva passare per partitico, viene trattato come tale, mentre il secondo, che avrebbe tutto il diritto di esser considerato tale, passa tra le tante lettere al direttore.

Nel frattempo viene fondato il comitato di quartiere della Foce, assolutamente targato come tutti gli altri e con un direttivo molto schierato, anche se si nasconde dietro una presunta apoliticità. Niente di nuovo sotto il sole.

Nel frattempo io continuo a pensare che più del DAMS alla Foce, a San Martino o alla Pigna ci vorrebbe un Ostello della Gioventù e che ci vorrebbero partiti più aperti e trasparenti, così non ci si dovrebbe nascondere dietro oscure creature associative perchè ci si vergogna di dire di far parte della Lega o del PdL.

Nei quartieri come PD ci siamo senza nascondere la nostra identità: anche questa è una piccola dimostrazione di trasparenza.

Bello, buono e sostenibile

Questo weekend si è svolto “Pigna & Wine”, un’ottima iniziativa che ha portato tantissima gente per i vicoli della città vecchia a degustare vino buono. Complimentissimi a Pigna mon amour, Talpa & l’orologio e Buridda per aver portato nella Scarpetta una versione matuziana di Critical Wine, un piccolo universo dedito all’agricoltura “autentica”, raggruppato sotto l’egida di “la terra trema”. Altro valore aggiunto di quest’iniziativa sta infatti nella scelta dei produttori, ovvero 15 aziende vitivinicole selezionate per qualità e sostenibilità delle pratiche agricole.

Anche domenica ho passato la giornata con gli amici dell’ANGA Imperia, nel loro banchetto che vendeva fiori a certificato etico e ambientale all’interno del mercatino verde in occasione dei carri fioriti.

Credo che qualità e sostenibilità possono portare reddito e qualità della vita migliore nelle zone agricole e prodotti migliori nelle mani dei consumatori, pertanto sono pratiche da incoraggiare completamente.

Al mattino di sabato era andata in onda su Rai Uno una puntata speciale sull’agricoltura del programma “7 giorni”. Come primo servizio c’è uno speciale sulla floricoltura sanremese, in cui fa un breve cameo il qui presente. Buona visione.

Come i funghi – bis

L’armata Brancaleone al governo si è già sfaldata nei fatti, ma anche nelle maggioranze bulgare che si sono trovati qui a Ponente succedono episodi curiosi.

Avevo già parlato dei fantomatici “comitati di quartiere” civici, che spesso nascondono attivismo di partito mascherato e avevo parlato anche di quello della Pigna. Oggi leggo su sanremonews:

L’Assessore Antonio Fera interviene all’indomani del Consiglio Comunale, durante il quale è stato attaccato dall’opposizione per il caso relativo alla scuola ‘Rubino’. Nel corso della discussione, infatti, è stato accusato di non aver avuto il coraggio di presentarsi di fronte ai genitori, nel corso della protesta per la mancata accensione del riscaldamento nel plesso scolastico. “Io ho risposto chiaramente – ha detto Fera – che di coraggio ne ho da vendere. Ma non potevo essere in due posti contemporaneamente ed ero stato convocato da una associazione ‘Perché la Pigna è Sanremo’ per alcuni problemi di degrado nella città vecchia. Ed ho anche accusato il PD perché pensavo che l’associazione facesse capo, politicamente, ai partiti del centro-sinistra”.

Ma oggi Fera è venuto a sapere che così non è: “Solo dopo la discussione – prosegue Fera – ho saputo che l’associazione farebbe capo alla Lega Nord. Se così fosse, quindi, sarei assolutamente pronto a scusarmi con il PD, ma vorrei anche un chiarimento, sia da Marco Cambiaso, coordinatore cittadino del PDL, e da Marco Lupi, responsabile sanremese del Carroccio. Questo perché non posso sapere a chi fanno capo tutte le associazioni presenti sul territorio, ma vorrei che almeno gli alleati della nostra coalizione me lo facessero sapere”.

(carlo alessi)


 

In una botta sola abbiamo avuto la certificazione che il comitato di quartiere della Pigna è tutt’altro che apolitico e che tra PDL e Lega non è che si capiscano molto, e che in ogni caso Fera confonde militanti leghisti con i nostri.

Idee poche, ma confuse quindi.

Come i funghi

Apre il comitato di quartiere PD a San Martino? Subito dopo ne salta fuori uno autodefitosi “civico”. Nel direttivo gli apoliticissimi Carlo Pavone come presidente (attivista del PDL e fedelissimo di Zoccarato), segretario Giulio Ballarini (socio “attivissimo” dell’associazione del consigliere PDL Baggioli Sanremo Azzurra) e vicepresidente l’amico leghista Enzo D’agostino, già candidato del Carroccio in Comune e in Provincia.

Esiste il comitato di quartiere PD della Pigna, oltre che la neonata sezione sanremese di SEL? Ovvio, subito dopo ne salta fuori uno “civico”. In questo c’è da dire che non vi sono esponenti politici noti come tali. Mi ha stupito però un episodio: commentando il terribile episodio dell’attentato incendiario (tra l’altro l’ennesimo in città) a un negozio d’abbigliamento gestito da cinesi, è saltato fuori un commento sul profilo facebook ufficiale del gruppo un po’ sibillino dell’associazione, testualmente

anche questo “a monte” potrebbe avere un’origine fondata sulle regole UGUALI PER TUTTI, stavolta amministrative e commerciali.
gli organi preposti a questo controllo hanno la consapevolezza che sia tutto ok?
viva le culture diverse, l’importante che non siano loro a discriminarci!
anche nella tranquillità quotidiana e… notturna.

Quanto meno intempestivo dire ad una famiglia che ha subito un attentato “eh, però certo che se non tiravate la corda, un po’, ve la siete cercata…”. Chiedo chiarimenti e specificazioni, la risposta, completamente fuori luogo, è stata

ti rispondiamo per cortesia, ma il comitato non fa politica

Premettendo che non c’è nessuna vergogna nel farla, dico subito che un comitato di quartiere fa politica, per definizione. Prende posizione, sollecita interventi, esprime pareri, e mille altre cose che altro non sono se non POLITICA.

Ho già scritto che la politica tutti la condannano, ma poi tutti vogliono metterci il becco. magari chiamando un partito movimento, magari organizzando al posto di un congresso un meeting, magari aprendo club al posto delle sezioni, ma rimane sempre la stessa zuppa, l’importante è essere leali e chiari. E se si è di parte, è una truffa nasconderlo.

Continue retromarce

In un momento in cui le risorse mancano, è particolarmente opportuno evitare di commissionare lavori inutili. Stiamo arrivando alla terza risistemazione di Piazza Eroi Sanremesi voluta da questa Giunta, in meno di due anni. A volte si ha come l’impressione che si sia voluto farsi vedere come iper attivi amministratori e basta, ma è dalla sostanza delle cose che si fanno e non dalla loro quantità che si valuta la bontà di un’zione amministrativa.

Le prime due sistemazioni erano quasi comiche, visti i problemi che creavano alla circolazione. Per l’ultima risistemazione dovuta all’avanzare del Progetto Pigna Mare, hanno per lo meno deciso di prendere spunto da una proposta del gruppo consiliare del PD. Se la giunta Zoccarato l’avesse fatto subito, non si sarebbero create situazioni pericolose per la circolazione e si sarebbero bruciate meno risorse, facendo magari partire qualche altro lavoro pubblico.