Scudi umani

Stasera c’è uno speciale di Report sui porti in cui si parla anche dello scandalo relativo al Porto di Imperia e (guarda caso!) sabato pomeriggio c’è stato un presidio in via San Giovanni in cui i giovani del PdL spiegavano che va tutto bene, è tutto a posto, etc etc etc.

Ovviamente io ho il massimo rispetto per le idee di tutti, ma mi dispiace davvero che i ragazzi seguaci di Berlusconi si siano fatti infinocchiare, dovendosi mettere in prima linea a difendere scelte non loro senza che la gran parte dei veri responsabili dello scandalo, vari ex amministratori opportunamente ora commissariati, fossero al loro fianco a metterci la faccia.

Anche Hitler nel 1945 scagliò contro le truppe alleate la Hitlerjugend, una milizia composta da tredici-quattordicenni e qui mi sembra che il tasso di disperazione nel quartier generale sia quasi lo stesso. Peccato che i ragazzi si siano fatti usare come scudi umani al posto di altri, mi spiace davvero per loro.

Bilancio a spanne

Cominciamo individuare coloro per cui è stata una debacle epocale: si tratta della Lega, che ha perso 7 ballottaggi su 7. Evaporata. Al PdL appena meglio, riesce a tenere qualcosina al Sud e in alcune roccaforti. In via d’estinzione. Il Terzo Polo quasi non ingrana, se non in qualche realtà dove il centrosinistra si spacca come a Cuneo e successi locali per liste civiche. Un po’ qui e un po’ lì. 

Globale successo delle coalizioni di centrosinistra quasi dappertutto con risultati eccellenti nel Nord che fu berlusconiano e/o leghista. Grandi feste davvero.

Sono casi strani da studiare Parma e Palermo, città sull’orlo del fallimento economico che si affidano l’una ai nuovisti del M5S, l’altra a una vecchia volpe della politica con un successo quasi esclusivamente personale che ricorda molto il “caso De Magistris”.

Ma il caso per me più strano è Belluno,  ex roccaforte di destra in cui al ballottaggio si sono sfidati un centrosinistra “classico” e un centrosinistra “civico”, con la vittoria di quest’ultimo.

Da tenere d’occhio nei prossimi anni i primi 4-5 Comuni targati M5S alla prova dei fatti, per vedere se ai buoni risultati elettorali riusciranno ad affiancare capacità amministrativa.

UPDATE

Risultati finali nei capoluoghi:

  • Centrosinistra: 6 conferme e 8 conquiste al centrodestra, giunte precedenti 9, saldo + 5
  • Centrodestra: 5 conferme e 1 conquista al centrosinistra, giunte precedenti 16, saldo – 10
  • Terzo polo*: 1 conquista al centrosinistra, saldo + 1
  • Sinistra: 1 conquista al centrodestra, saldo + 1
  • Lega Nord*: 1 conferma, saldo 0
  • Movimento 5 Stelle: 1 conquista al centrodestra, saldo + 1
  • Civici di centrosinistra**: 1 conquista al centrodestra e 1 al centrosinistra
* nella gran parte dei casi Terzo Polo e Lega facevano parte delle coalizioni di centrodestra nei turni precedenti
** a Cuneo l’alleanza era civici di sinistra + Terzo Polo
Riassunto Comuni sopra i 15.000 abitanti non capoluogo:
CentroDestra passa da 81 a 28, Centro passa da 8 a 10, CentroSinistra passa da 47 a 81, le civiche da 6 a 9 e in più vi sono 2 vittorie del M5S, 3 di alleanze di sinistra, 2 della Lega Nord e 7 di coalizioni varie.

Cortine di fumo

Il pic nic in piazza Colombo è stato un successo. Se lo aspettava anche la Giunta, tant’è che la Piazza non è stata nemmeno inaugurata, contro l’abitudine degli anni della Giunta Zoccarato, in cui si cerimoniava anche l’inaugurazione della nuova pinzatrice all’Anagrafe.

Zoccarato non ci ha messo la faccia, ma ha incaricato un suo fidissimo (Dolzan) della difesa d’ufficio, esattamente come ha fatto rispondere il segretario comunale sull’incarico di progettare un inceneritore. Si tratta di un atteggiamento chiaramente irresponsabile.

Oggi per estendere ulteriormente la cortina di fumo, concede interviste a Stampa e Secolo in cui butta in cagnara facendo finta di essere il moralizzatore all’interno del PdL ponentino. Si tratta di una balla colossale, che serve solo a deviare l’attenzione dall’indubbio successo della più grande manifestazione di protesta verso una giunta comunale sanremese da che sono nato.

Anche questi fatti dovrebbero contribuire a rendere orgogliosi gli organizzatori di questa gioiosa scampagnata.

Alle farneticazioni si replica

La libertà di stampa è uno dei valori assoluti per la democrazia. Capita a volte che però un libero giornalista spari delle immani cavolate (ho già scritto cosa è successo al PdL in meno di 100 giorni e c’è chi pensa che sia il centrosinistra che abbia dei problemi…).

Ovviamente anche il titolo con cui è stata pubblicata la nostra risposta si riferisce alla strampalata teoria del pubblicista (che ricordiamo stava per essere candidato nella lista civica pro Strescino in quota “amici di Paolo Strescino”).

“Ci sembra giusto rispondere al suo articolo come Gruppo Provinciale del Partito Democratico, essendo stati chiamati in causa”. Ad intervenire in risposta all’editoriale di Gabriele Piccardo è il gruppo provinciale del Partito Democratico.

“Prima di tutto intendiamo far presente che le decisione assunte dal PD nel Comune di Imperia sono assolutamente coerenti con la linea che il partito ha elaborato all’interno dei suoi organismi. Se qualche rispettabilissimo solone,  fuori dai consessi in cui con fatica, ma con molta democrazia, si elaborano e condividono le linee politiche del partito, ha deciso di proporre percorsi politici impraticabili ciò non significa assoltamente che ci sia stata anche solo una piccola smagliatura tra la linea scelta dalla direzione provinciale, dalla segreteria provinciale, dal comitato cittadino e l’azione portata avanti dal gruppo consiliare.

Il Partito Democratico, e le dichiarazioni ufficiali rese agli organi di stampa stanno lì a dimostrarlo, ha sin da subito chiarito che dopo la votazione della delibera salva Imperia e la definizione di poche impellenti pratiche, avrebbe operato assieme alle altre forze dell’opposizione per far concludere l’esperienza del Sindaco Strescino e della destra nel Comune di Imperia. E così è stato!! Questo perchè sta nella serietà e nella dignità della nostra storia politica impedire che Imperia  passi da una infausta fase storica caratterizzata  dai metodi e dall’egemonia scajoliana ad una fase analoga occupata e condizionata dagli uomini della ex Alleanza Nazionale, emuli senza ritegno degli stessi metodi e dello stesso modo di concepire la politica (il caso Di Marco è sconvolgente in tutta la sua evidenza) di coloro che, per una mera resa dei conti interna, vogliono sostituire.

Il Partito Democratico non fa da stampella a nessuno tantomeno ai sedicenti nuovi (si fa per dire) tribuni che credono, presuntuosamente, di essere gli unici interpreti del sentimento dei cittadini di Imperia. In secondo luogo condividiamo la Sua analisi di evidente corresponsabilità politica tra Sappa e Strescino (e anche di Paolo Calzia) e proprio per questo motivo ne abbiamo chiesto le dimissioni. Siamo pronti a dimetterci nello stesso modo accaduto ad  Imperia se si realizzeranno le stesse condizioni, ovverosia se una parte cospicua del centro destra deciderà di seguirci, ben sapendo che NON si andrebbe mai più a elezioni provinciali a  causa dell’attuale riordinodegli enti locali.

Le dimissioni della minoranza, Lei ci insegna, non porterebbero alla caduta della Giunta Sappa, ma semplicemente all’ingresso di nuovi consiglieri di minoranza (i primi dei non eletti). In ogni caso, tale e tanto è l’imbarazzo e la paralisi in cui si trova il Presidente Sappa e la sua Giunta che davvero, se esiste ancora un po’ di rispetto per le istituzioni, è bene che si facciano al più presto da parte”.

UPDATE: intervento del Segretario Provinciale del PD Leandro Faraldi

“L’esperienza Strescino sino a qualche settimana fa totalmente identica a quella del PDL e poi improvvisamente improntata ad un cambiamento era da noi ritenuta definitivamente conclusa. Le sue dimissioni sarebbero state, anche se in clamoroso ritardo, l’unica possibilità per dare ad Imperia una prospettiva finalmente libera dalla cattiva amministrazione. 

In considerazione di ciò, pur tenendo ferma la nostra avversità alla mozione di sfiducia del PDL, abbiamo ritenuto di dover percorrere qualunque legittima via per porre fine all’amministrazione del centrodestra.
La situazione era diventata paradossale. Il Sindaco Strescino dichiarava che non intendeva dimettersi, professava il cambiamento e continuava in un’azione amministrativa incomprensibile ed anzi dannosa.

La decisione di nominare Antonio Di Marco alla presidenza dell’AST e Roberto Rommelli a quella della Imperia Yacht srl, ha premiato un vecchio modo di far politica, mantenendo in ruoli di responsabilità chi ha già dimostrato in precedenti incarichi di essere completamente organico alle decisioni, che hanno portato Imperia alla situazione di sfascio amministrativo sotto gli occhi di tutta la città.

Pensiamo che il capoluogo meriti un gruppo dirigente serio e trasparente, che sappia dare risposte chiare ed efficaci sia in relazione alla vicenda porto,sia in relazione alle numerose pratiche amministrative relative alla vita quotidiana dei cittadini.

Ribadisco che il Partito Democratico  non ha avviato nessuna trattativa né per far proseguire l’azione amministrativa del sindaco Strescino, né con il PDL per porre fine all’amministrazione Comunale.

Negli ultimi due anni, dopo aver detto in Consiglio Comunale, che si stavano perseguendo gli interessi di pochi a scapito della città di Imperia, siamo stati costretti a mandare un esposto alla Corte dei Conti, e di fronte al disastro annunciato, a dicembre 2010, proponemmo un tavolo di concertazione per salvare il porto di Imperia da noi ritenuto centrale per lo sviluppo della città, la risposta del Sindaco Strescino fu la nomina di Leone Vicesindaco!!

Le motivazioni per cui abbiamo ritenuto di porre la nostra firma sulle dimissioni dal Consiglio Comunale, non sono cambiate e sono diametralmente opposte a quelle del PDL, così come tutta la nostra azione amministrativa è stata tesa a salvaguardare gli interessi della collettività senza mai guardare agli interessi del  partito.

Oggi secondo qualcuno, per qualche posto da assessore, avremmo dovuto sostenere un Sindaco che in ruoli vari, da Assessore a viceSindaco, in stretta collaborazione con Luigi Sappa, e con la Banda degli Yes men pidiellini e leghisti, è corresponsabile dei danni provocati alla città di Imperia.

Il Partito Democratico, anche attraverso la pubblicazione del libro bianco che presto verrà distribuito in città, ribadirà in ogni sede, la responsabilità amministrativa degli uomini che hanno governato la pratica porto di Imperia e chiederà il loro allontanamento dalla gestione della cosa pubblica.

A più riprese  abbiamo chiesto le dimissioni  del Presidente della Provincia Sappa, per 10 anni Sindaco della città, e responsabile quanto Strescino del disastro amministrativo, uomo piegato al potere, che oggi, davanti alle accuse mosse dalla Procura della Repubblica e alle intercettazioni pubblicate sui vari giornali, fatica persino a licenziare il suo collaboratore in Provincia, pagato con i soldi dei contribuenti, l’ex direttore generale del Comune Calzia.

Il PD avvierà le pratiche necessarie per costituirsi parte offesa (in quanto portatore di interessi diffusi) e per richiedere un risarcimento danni a nome dei cittadini di Imperia, non per avvantaggiarsene economicamente ma per destinare eventuali emolumenti ai servizi sociali della città”.

Novanta giorni fa

Tre mesi fa si svolse il congresso provinciale del PdL a Taggia.

Obiettivi urgenti:

  1. ricomporre la frattura a Taggia – in alternativa, evitare la riconferma di Genduso
  2. difendere il recente passato amministrativo azzurro
  3. sostenere Giunta e Sindaco di Imperia
  4. tenere tutte le posizioni acquisite
  5. ricompattare le fazioni scajolani – minassiani

 

Direi che in meno di cento giorni è successo l’esatto contrario:

  1. Genduso a Taggia ha vinto su Alberghi e Albanese divisi
  2. Aumentano ogni giorno politici di centrodestra che sparano sul proprio schieramento
  3. Strescino ha sfiduciato la Giunta e dopo un mese di reciproci veleni, è caduto grazie all’appoggio fornito dai suoi ex consiglieri all’opposizione
  4. La maggior parte degli amministratori sta cercando di “svicolare” dalla cappa pidiellina e il centrodestra perde terreno anche nel ponente savonese
  5. Ormai il fronte degli scontri quotidiani Eugene VS Claude si è allargato a tutta la Liguria

 

Di fatto, il PdL ponentino non esiste più.

 

Chissà come mai, sui media locali il fatto quasi non sussiste.

Azzerati

C’è aria di rimpasto nell’Amministrazione Provinciale di Imperia. Il presidente Sappa, come scrivono oggi Stampa e Secolo, ha parlato di “riorganizzazione dell’Ente in base alle mutate funzioni delle province”. Sempre secondo i due quotidiani la decisione sembrerebbe però riconducibile ad una disputa interna al PDL, sulla possibile sostituzione di Alberto Bellotti con Marco Greco, ex presidente dell’Stl.

Lunedì scorso Sappa ha confermato agli Assessori l’azzeramento delle deleghe e la loro ridistribuzione. Il loro numero non aumenterà ma sembra quasi certo l’ingresso in Giunta di Marco Greco al posto di Alberto Bellotti, il più produttivo dell’esecutivo provinciale, con 150 delibere approvate nel 2011.

Da SanremoNews

Le notizie sono:

  • che Sappa, almeno formalmente, ha ritirato le deleghe a tutta la Giunta.
  • che Bellotti (minassiano) rischia di perdere il posto a favore di un altro minassiano
  • che se Marco Greco (o un altro eletto della lista PdL 1) diventasse assessore, probabilmente entrerà in consiglio un nuovo collega tra questi due: o Diego  Tornatore (ex consigliere ed ex candidato del PdL sindaco sconfitto a Dolceacqua) o Giuseppe Galatà (ex consigliere e nel cda dell’Autostrada Albenga Ceva spa) – si tratta di due consiglieri arrivati al fotofinish. Aspettiamo il responso dei giudici di gara.
  • (Update) che se Paolo Ceppi (o un altro eletto della lista PdL 2) diventasse assessore dovrebbe entrare in Consiglio Nicola Falciola, ultimo incarico assessore nella Giunta Strescino 1 e dal suo ex sindaco querelato per alcune improvvide dichiarazioni. Dietro di lui secondo dei non eletti il bordigotto ex assessore provinciale “Chicco” Iacobucci.

Completiamo il quadro

Imperia: Strescino si autosospende dal PDL e dice basta ai dettami di Claudio Scajola

Ringrazia le opposizioni per il confronto aperto e sincero per il bene della città.

Il sindaco di Imperia, Paolo Strescino, ha spedito stamattina una lettera al Presidente (ndb del PdL) Berlusconi e al Segretario Alfano per comunicare la propria autosospensione del PDL perchè: “pare evidente che una parte del PDL imperiese provinciale non corrisponde più alle mie idee sul centrodestra, non ultima la brillante intervista rilasciata dal segretario provinciale”.

Le motivazioni di Strescino sono sia amministrative che politiche: ”per me che ho una percorso politico che inizia da quando avevo 16 anni nella destra è difficile accettare le affermazioni espresse dai colleghi di partito, sia quelli più giovani che quelli più grandi, soprattutto non accetto critiche da chi ha cambiato ripetutamente casacca politica, i giovani in particolare esprimono linee di politica vecchia, non ho sentito ne proposte ne riflessioni e nemmeno scuse alla città, ma solo attacchi frontali alla mia persona”.

“Non voglio più condividere con queste persone ne un percorso politico ne un percorso amministrativo, nel PDL l’aria si è fatta irrespirabile” ha poi continuato,  ”sono state fatte dalla nuova Giunta 50 delibere in 3 settimane rispetto alle 130 fatte dall’inizio dell’anno, l’attività amministrativa continua, se non fosse così io me ne andrei”.

Dopo il consiglio del 12 aprile Strescino ha incontrato diverse realtà cittadine come la compagnia Maresca, e incontrerà il Centro Sociale “La Talpa e l’Orologio” mercoledì sera, “non è che lo faccio ora perchè devo convincere qualcuno, è una cosa che va fatta e che ho sempre fatto”.

Continuano infatti gli incontri con la delegazione dell’opposizione (l’ultimo ieri sera) perchè ”nel confronto aperto che c’è stato ho notato un grande segno di responsabilità da parte loro che comunque continuano nella loro linea ma che hanno cambiato l’atteggiamento reciproco”, la prossima settimana incontrerà gli esponenti della Lega Nord.

E’ poi intervenuto a proposito degli ultimi interventi del PDL, ”finalizzati alla demolizione personale del Sindaco”, in particolare ha riportato che una consigliera PDL ha affermato che “non mi è arrivato l’avviso di garanzia perchè sono un infame, un collaboratore della Procura”.

“Le vicende giudiziarie che devo gestire in qualità di sindaco pro-tempore non riguardano atti o delibere di questa amministrazione, sentirmi dire da qualche giovane consigliere che “qualcuno ha la faccia pulita e qualcun altro no” è molto ingiusto, specialmente quando qualcuno non può votare delle delibere per questioni di opportunità”

Dopo gli insulti risultati dalle intercettazioni Strescino ha quindi preso coscienza che la campagna di denigrazione parte da lontano, ben dal 2010, e continua anche negli ultimi comunicati e dichiaraziuoni alla stampa dei vecchi colleghi di partito, “doverosamente non mi sento più rappresentato da certi colleghi del PDL”.

“L’opposizione non cambia idea ma io ci voglio provare fino alla fine anche perchè sento una spinta molto forte ad andare avanti a livello popolare. Non mi ricandiderò a Sindaco, non si capisce nemmeno bene cosa voglia fare il PDL e da chi sia governato”.

Alle domande sul suo futuro politico, Strescino ha riportato due episodi significativi sugli scenari che si potrebbero aprire: a Genova Alfano, rivolto a Vinai ha detto: ”ricordati che se diventerai Sindaco prima degli interessi del partito devi tutelare gli interessi della città”, una considerazione sull’opposizione: “quando ho azzerato la Giunta sarei potuto andare a casa subito perchè 21 consiglieri che votavano contro erano più facili da trovare, Indulgenza l’altra sera, al quale e al resto dell’opposizione va un grande riconoscimento, più personale che politico, mi ha detto: ”guarda che la nostra posizione non cambia”. Non c’è quindi una strategia per cambiare partito o cercare il consenso dell’opposizione a tutti i costi, voglio provare a portare a casa dei risultati per la città”. Per ora si arriva all’11 maggio, se manca la maggioranza o se in 21 si dimettono scatterà il commissariamento.

“Se non troverò più collocazioni politiche tutte le mie energie andranno nel far si che la città non venga più rappresentata da quei 16 che sono chiaramente comandati dalle espressioni di una certa persona (Claudio Scajola ndr), voglio creare qualcosa insieme a chi ci vorrà stare per fare in modo che queste persone facciano meno danno alla città”.

da PonenteOggi

 

La situazione drammatica in cui si trova oggi la città di Imperia è originata unicamente dal fallimento delle politiche messe in campo da oltre dieci anni dall’intero centrodestra imperiese, dall’arroganza e dall’inefficienza di un sistema di potere che ha svenduto un fondamentale bene pubblico, tradendo le aspettative della cittadinanza con la favola del “porto più bello e più grande del Mediterraneo”.
Le inchieste, le intercettazioni, gli scontri tra fazioni stanno mettendo a nudo un sistema di potere di tipo feudale, da sempre denunciato dalle opposizioni, ed un intreccio politico amministrativo ed affaristico le cui responsabilità sono in carico a chi ha voluto e non adeguatamente controllato l’operazione porto e di cui gli amministratori che si sono succeduti dal 2005 ad oggi non possono non essere ritenuti responsabili sul piano politico amministrativo.
Il giorno 11 maggio è prevista in Consiglio Comunale la discussione e la votazione sulla mozione di sfiducia presentata dal PDL.
I partiti e i gruppi consiliari delle opposizioni, (PD, SINISTRA PER IMPERIA, Rifondazione Comunista, UDC e Lista Civica “Con Imperia”) non sono disponibili a votarla sia perché votare quella mozione significherebbe sostenere il tentativo del PDL “scajoliano” di addossare tutte le responsabilità politiche sul Primo Cittadino, sia perché tale mozione, in caso di esito favorevole, risulterebbe facilmente impugnabile in quanto carente di una motivazione ammissibile.
Va dato atto al Sindaco Strescino, sebbene politicamente corresponsabile della situazione attuale, di aver tentato in questo ultimo periodo, dopo lo scoppio della crisi determinata dall’inchiesta, di porre un argine a un sistema politico-economico che stava trascinando Imperia nel baratro. Con altrettanta chiarezza deve però esser rilevato che non ci sono le condizioni politiche per proseguire l’esperienza amministrativa da lui guidata.
Il Sindaco non è più sostenuto dalla maggioranza con cui è stato eletto e le opposizioni, in coerenza con il ruolo svolto in questi anni, intendono con il consenso elettorale costruire una maggioranza alternativa che lavori per un progetto di città molto diverso da quello sostenuto in questi anni dal Sindaco stesso. Riconoscergli il ruolo svolto nell’ultimo mese e mezzo non puo’ cancellare le differenze sostanziali emerse in maniera netta nelle scelte e nell’azione amministrativa degli ultimi tre anni. Il suo annuncio della sua autosospensione dal PDL non modifica in modo sostanziale la realtà delle cose.
Le opposizioni hanno promosso e garantito col loro sostegno e presenza la delibera “salva Imperia” del 12 aprile scorso, per la messa in sicurezza della portualità e dell’Ente. Un atto necessario, dovuto alla città e sostenuto con forte responsabilità.
Adesso però la fase di emergenza è finita: non esistono atti amministrativi fondamentali che non possano essere compiuti da un commissario prefettizio (o in pochi giorni dallo stesso Sindaco, se ve ne fosse davvero l’intenzione). Un periodo di commissariamento non può che far bene alla città, garantendo una forte discontinuità istituzionale e aiutandola a ritrovare un po’ di serenità per affrontare al meglio le importanti scelte future. E’ un passaggio imprescindibile se si vuole voltare davvero pagina.
Per questo, dopo il Consiglio Comunale di venerdì 11 maggio, in una data che verrà comunicata durante il dibattito, e comunque entro pochi giorni dalla stessa assemblea, i consiglieri delle forze sopracitate rassegneranno le dimissioni contestuali dalle cariche chiedendo a tutti i consiglieri comunali che ritengono ormai conclusa la presente esperienza amministrativa di fare altrettanto, nel pieno rispetto delle profonde differenze motivazionali e politiche di ognuno. E’ questo, ancora una volta, un atto di responsabilità verso la Città. La Imperia più sana saprà trarre profitto dal periodo di transizione istituzionale e troverà la giusta motivazione per rialzarsi dal pantano in cui è stata trascinata.

GRUPPI CONSILIARI PD, SINISTRA PER IMPERIA, P.R.C., UDC, LISTA CIVICA “PER IMPERIA” – 28 APRILE 2012

Strana solidarietà

Vittorio Sgarbi: La mia assoluta solidarietà al Sindaco di Ventimiglia

Il Ministero dell’Interno: responsabilità di Sgarbi nell’infiltrazione mafiosa a Salemi

 

 

Dopo due mesi

Il Congresso provinciale del PdL a Taggia si è svolto due mesi fa. In quella data veniva “eletto” un consiglio di 30 nomi e veniva celebrata “l’unità del Partito” e il fatto che non vi fossero amministratori incriminati.

Vediamo un po’ la situazione ad oggi:

  • Luigi Sappa (cons. n°1) è chiuso in un lungo mutismo nonostante il suo pesante coinvolgimento politico nella vicenda Porto
  • Maurizio Zoccarato, Marco Cambiaso e Giorgio Giuffra (cons. n°2,3,4) stanno facendo da sanremesi e rivesi in trasferta campagna elettorale attiva a Taggia contro il candidato Sindaco “ufficiale” del PdL Mauro Albanese (cons. n° 5)
  • Paolo Strescino e Paolo Montesano (cons. n°6,7) stanno facendo la guerra ai loro ex “compagni” d’avventura Massimiliano Ambesi, Piera Poillucci, Roberto Rommelli, Antonello Ranise ed Emilio Broccoletti (cons. n°8,9,10, 11, 12)
  • Massimiliano Iacobucci e Walter Torassa  (cons. n°13,14) si stanno fronteggiando senza esclusione di colpi nella commissariata Bordighera
  • Claudia Lolli, Andrea Piana e Gianni Berrino (cons. n° 15,16,17) osservano senza farsi tirare troppo in mezzo (ma malcelando insoddisfazione) sia le sparate del loro primo cittadino sia il caciarone iperattivismo e l’ipertrofia mediatica del medesimo.
  • Gianni Giuliano e Alberto Bellotti (cons. n°18,19) sono stati rinviati a giudizio per la questione rifiuti.
  • Gianni Ascheri e Paolo Barabaschi (cons. n° 20 e 21) si leccano le fertie dalla loro martoriata Ventimiglia, con continue dispute con gli antiScullino di lungo corso come l’assessore provinciale Giovanni Ballestra (cons 22)
  • Completano il panorama i “bolscevichi” scajolani Luigino Dellerba (sindaco di Aurigo – cons n°23) ed i “menscevichi” minassiani Valerio Urso (vicesindaco di San Bartolomeo), Armando Biasi (sindaco di Vallecrosia), Stefania Rulfi, Cristiano Za Garibaldi (assessore a Diano Marina) e Olmo Romeo (cons. n°24, 25,26,27,28).
  • Buoni ultimi Benedetto Adolfo (vicesegretario della Provincia- cons. n°29), esponente dei “giovanardiani”, insieme all’assessore provinciale Cristina Barabino (cons n° 30), abbandonata dal partito e dalle correnti.
Ho evitato di proseguire con l’elenco dei membri di diritto e cotillons.
Mi sembra evidente che quest’accozzaglia non è più in grado di gestire assieme nemmeno una tombolata di beneficenza e hanno fatto il congresso poche settimane fa. A voi le conclusioni.

Alla lunga. Forse.

La mia avventura da sosia di Strescino è nata ad Abusivissima 2009, manifestazione nata come protesta goliardica contro l’abuso edilizio fatto sul “Porto più bello del Mediterraneo”, in cui mi ero cimentato ad inaugurare un abuso edilizio fatto di cartoni sulla spiaggia della Galeazza.

All’epoca i Giovani del PdL così rispondevano alla manifestazione:

Vien da sorridere di fronte all’iniziativa dei giovani di sinistra che hanno deciso di costruire una sorta di capannone abusivo alla Galeazza. Una ‘provocazione’ anchsimpatica, se vogliamo, ma da che pulpito!
Intanto il sistema, il solito, di informazione di parte: il capannone realizzato dalla Porto di Imperia Spa non è abusivo nel senso che gli viene attribuito. Non è conforme al progetto, è vero, ed ha certamente sbagliato chi lo ha realizzato senza attendere che la variante fosse approvata. Ma la differenza è in un tetto che invece di essere a colmo è a leggera volta. (…)

Alessandro Gazzano, Paolo Petrucci, Angelo Dulbecco, Paolo Montesano, Gianni Chiaraman, Andrea Tomatis

Col tempo, non hanno smesso di praticare il difficile sport del freeclimbing sugli specchi: l’anno successivo sempre Gazzano parlando della successiva Mafiosissima la definì

Una prova di forza inutile come del resto lo era stata l’anno scorso Abusivissima quando era stato contestato un abuso che poi non si è rivelato tale.

Oggi stanno demolendo il capannone, e di corsa. Pare che quindi l’abuso si sia rivelato tale.

Sono stati necessari purtroppo tre anni su quello che se da un lato era un problema minore del costruendo scalo (sempre rispetto allo sconvolgente quadro complessivo) e dimostra quanto era servile e prona una certa parte politica rispetto ad alcuni: se fosse stato ad esempio un privato “normale” a compiere una minima variazione volumetrica nell’altezza del terrazzo di casa, avrebbe avuto dalla sua più di mezzo consiglio comunale, anche a torto evidente? Purtroppo non credo.

Ai cittadini imperiesi è toccato affondare la faccia nel guano per l’arroganza e l’irresponsabilità di un’intera classe dirigente, e non sarà facile tirar fuori la città dalla voragine in cui si è cacciata, visti tutti i problemi amministrativi, finanziari, urbanistici, ambientali etc etc etc.

Non so come mai, ma ho idea che il sempre pronto pidiellino-ortodosso Gazzano questa volta non farà un comunicato in difesa del Porto, del Capannone e di Caltagirone. Alla lunga l’ha capita anche lui. Forse.