Siamo fuori

In questa cartina ufficiale del Parlamento Padano riunitosi in questi giorni a Vicenza, apprendiamo con sgomento che la Liguria non farebbe parte della Padania.

Leggermente delusi e un poco amareggiati perchè siano state preferite le Marche a noi, prendiamo comunque atto della volontà del’autonominato popolo padano.

Incoscienza comune

Quello che sta succedendo in queste ore alla mia terra non può lasciare indifferenti e bisogna ragionare bene su quello che è successo. Se è vero che c’è stato abuso di cementificazione su tutto il territorio, è anche vero che “grazie” al cambiamento climatico pare che aumentino sempre più fenomeni meteorologici violenti: in pochi minuti oltre mezzo metro d’acqua è sceso dal cielo sulle colline attorno Quezzi e in alcune zone del Sud della Francia; l’alluvione su Genova è stata chiamata su alcuni media stranieri “Flash Flood”, inondazione lampo.

Credo che ci sia una responsabilità comune per quello che è successo, perchè alla disattenzione della politica si deve sommare il disinteresse dei cittadini. Si tratta di questioni estremamente complesse, che partono da una somma di “piccoli” fenomeni, tra cui l’abbandono delle campagne e dell’entroterra, la mancanza di manutenzione pubblica e privata, il mancato rispetto di norme di protezione civile e di buon senso e mille altri fattori.

Non è però sempre colpa degli altri, siamo tutti a dover cambiare mentalità e a capire l’importanza di certi problemi, che tendiamo ad aggravare noi per primi sia gettando la cartaccia che ostruirà il tombino, sia disobbediendo alle misure consigliate di sicurezza, sia viaggiando in macchina o aereo piuttosto che in treno. Posso capire il bisogno psicologico di un capro espiatorio che molti hanno, ma anche lo si trovasse, dal giorno dopo saremmo di nuovo punto e a capo.

Stabilizzati

Una tra le nenie più ripetitive che fa il centrodestra in Liguria è quella di sostenere che esiste una disparità di trattamento verso il Ponente. A volte succede, ma per colpa degli stessi amministratori del Ponente, non sempre così capaci di cogliere le occasioni al volo.

Notizia di oggi la regionalizzazione del Patto di Stabilità, ovvero la creazione di una specie di “bonus contabile” inventata dalla Regione Liguria a favore di alcuni comuni e province  bloccati dal patto di stabilità. Un totale di 63 milioni di euro, mica bruscolini.

Stavolta a far la parte del leone è l’amministrazione matuziana: Sanremo riuscirà ad ottenere oltre 13 milioni di euro di disponibilità di spesa, comune più beneficiato della Liguria, e anche la Provincia di Imperia avrà circa tre milioni di euro.

Ovviamente ci aspettiamo decisioni conseguenti a questo “regalino” arrivato anche ai più “discoli” in termini di bilancio: pagamento immediato delle imprese, stop alle cessioni di beni strategici (villa Mercede, negozi nel centro storico e azioni Autofiori prima di tutto).

Rimane un piccolo mistero: la dirigente del settore finanze di palazzo Bellevue ha dichiarato al Secolo XIX (pag 15 ed. IM 1/11/11) che si stava sforando di quasi sei milioni di euro: chissà come mai quando lo diceva fino a poche settimane il nostro capogruppo Gorlero pareva non fosse vero… Ma forse è successo tutto negli ultimi giorni e Gorlero ha chiari poteri paranormali di preveggenza.

Ora chiederei la cortesia personale a Zoccarato e all’assessore provinciale Artioli di smetterla di usare la Regione come capro espiatorio di tutto e di mettersi al lavoro per usare al meglio queste risorse inaspettate.

Per obiettiva infattibilità

Alle sparate non bisognerebbe rispondere, ma pare che in tanti abbiano preso sul serio la TRIUNIFICAZIONE. Penso che politici navigati ed esperti come sottoscrittori della proposta siano più che consci dell’obiettiva infattibilità di tutto l’ambaradàn che portano avanti, ma che si divertano in fondo a farci credere che lo pensino veramente realizzabile.

Il mio post precedente era scherzoso, ma vediamo in pratica perchè la supposta fusione CN – IM – SV sarebbe complicata.

  • motivi storico-geografici: il “salto” si percepisce molto più forte sul Col di Nava che non tra Andora e Cervo
  • struttura economica: SV e IM basano gran parte della loro attività sul turismo balneare e sull’agricoltura intensiva con sprazzi di insediamenti industriali nei capoluoghi, CN invece ha grandi stabilimenti industriali alimentari e meccanici oltre ad agricoltura alimentare e servizi
  • condivisione amministrativa: SV e IM sono soggette alle stesse leggi regionali, collaborano già in diversi ambiti in maniera fissa e strutturata e altri sono già previsti (azienda unica dei trasporti), mentre con la Granda è tutto da costruire dal niente
  • mancanza di collegamenti: tra SV e IM c’è autostrada e ferrovia diretta, con il versante piemontese ci sono più serie difficoltà
  • grossa incoerenza di fondo: si parla di semplificare la struttura amministrativa dello Stato e si propone invece di creare una nuova Regione, che costerà più delle tre province messe assieme
  • quale sarebbe il nuovo capoluogo?

Questo per citare le difficoltà maggiori che intravedo. Continuo a pensare che sia una boutade estiva, che non sarà seguita dei fatti e su cui ci stiamo perdendo troppo tempo.

L’Italia che vogliamo

Troppo spesso si dice che il PD non ha le idee chiare. Qualche volta è vero, ma il più delle volte si innesta una micidiale combinazione tra evidente noiosità delle risposte serie, incapacità di comunicare e chiusura dei mass media ad argomenti non gossippari che porta a non far capire correttamente le nostre idee.

Il Circolo Sanremo Centro col contributo del gruppo consiliare regionale del PD ha perciò impastato, preparato e cotto il materiale per queste quattro serate, che vogliono essere seriamente informali. Per capirci, una certa scuola di partito avrebbe concepito come titolo  per la faccenda “Tutto quello che avreste voluto sapere sullo stato dell’arte delle proposte programmatiche approvate negli organi competenti a livello nazionale”, noi l’abbiamo chiamate “l’Italia che vogliamo”; c’est plus facile.

Il Partito Democratico di Sanremo si apre alla cittadinanza con una serie di incontri sulle linee programmatiche del partito in collaborazione con il Gruppo Consiliare della Regione e  in particolare con i Consiglieri Sergio Scibilia e Giancarlo Manti.

Scopo di queste quattro serate è discutere in maniera informale sulle proposte programmatiche che il Partito Democratico propone per un’Italia migliore.

Queste proposte sono state raggruppate in diversi ambiti, che saranno l’oggetto di queste quattro serate presso il nostro Circolo.

Lunedì 4 aprile alle ore 21

LO STATO IN EUROPA in cui si parlerà di Costituzione – Enti Locali – Giustizia – Pubblica Amministrazione.

Partecipa Sergio Scibilia, coordina Robert Von Hackwitz

Lunedì 11 aprile alle ore 21

DIRITTI in cui si parlerà di Immigrazione -Sanità – Welfare – Sicurezza – Mezzogiorno.

Partecipa Giancarlo Manti, coordina Andrea Bonaveri

Giovedì 14 aprile alle ore 21

SVILUPPO in cui si parlerà di Lavoro – Imprese – Fisco – Liberalizzazioni – Economia Verde.

Partecipa Sergio Scibilia, coordina Alessandro Lanteri

Lunedì 18 aprile alle ore 21

SAPERI in cui si parlerà di Cultura – Università – Scuola – Ricerca -  Questione Femminile.

Partecipa Giancarlo Manti, coordina Monica Bersanetti

Ipse Rixi

La Regione Liguria aderisce al progetto Erasmus for young entrepeneurs, una bella iniziativa che consentirà a giovani imprenditori di fare un’esperienza di lavoro all’estero.

 

Quei pisquani della Lega non leggono manco tutto il testo, si fermano alle prime righe e buttano giù un’interrogazione ridicola che non c’entra una mazza e che dimostra che non hanno avuto manco la decenza di approfondire un minimo di cosa si trattava. Spiace vedere che purtroppo i giovani padani sono uguali ai loro vecchi. D’altronde, essendo il loro leader Renzo Bossi il pluribocciato, si può capire come serietà e preparazione non vengano certo incentivati al loro interno.

Estrosi nizzardi

Il Sindaco di Nizza – nonchè ministro dell’Industria francese – Christian Estrosi , sta spingendo insieme al Sindaco di Genova Marta Vincenzi, per la creazione di una linea ad Alta Velocità tra Genova e Nizza.

Un progetto del genere non può non avere un impatto positivo anche sul raggio più breve, anche se la vera emergenza attuale sono i collegamenti regionali dalla nostra Provincia alla Costa Azzurra e alla Superba, come purtroppo ben sanno studenti e pendolari.

In ogni caso, migliori e più veloci collegamenti per la Riviera francoitaliana dovrebbero avere un appoggio bipartisan  e lungimirante, come già ora in parte lo è (Estrosi è del partito di Sarkozy, Marta Vincenzi è del PD). Mi ricordo di altre iniziative politiche a favore di questa linea e in particolare una cui partecipammo io e Giorgio Montanari un paio d’anni or sono con il MoDem francese (che nulla ha a che vedere con l’omonimo italiano) a Beaulieu. Già allora pensavamo che non fosse per nulla un’idea stupida, anzi…

Macedonia di fretta

Sno sempre stato a favore di uno stato federale, ovvero gli Stati Uniti d’Europa. Credo che un avvicinamento delle decisioni al luogo dove prendono forma possa essere un grande stimolo per chi ha responsabilità a fare bene, nel giusto nome della sussidiarietà, che è uno di quei termini che fa tanto figo citare, senza saperne mai di preciso il significato.

Le cose hanno sempre due lati però, tant’è che fenomeni deteriori della politica vengono spesso dal basso, come clientelismo e familismo esasperati e spesso correlati: a proposito di quest’ultimo aspetto, pensate che mi hanno raccontato che c’è un capoluogo di Provincia che ha avuto come Sindaci un padre e due suoi figli (un nipote è diventato solo vicesindaco, a dimostrazione che non c’è spazio in politica per i giovani).

Detto questo, il modello federale può funzionare e bene. La presidente di Confindustria è preoccupata dei ritardi che il federalismo può prendere e propone quindi che possano partire in anticipo Lombardia, Veneto e Piemonte. Premesso che si tratterebbe di una soluzione di ripiego, perchè l’interesse primario al massimo dovrebbe essere quello di dare un’accelerata al processo federativo in tutta Italia, credo che sia una stupidaggine.  Esiste un processo differente relativo all’Europa, le cosiddette “Due velocità”, che però funziona al contrario, gli Stati che se la sentono fanno assieme delle cose che altrimenti farebbero da soli. Inoltre, manca ancora un’idea chiara su cosa si vorrebbe fare concretamente col federalismo, ovvero quali competenze sono rivendicate dalle Regioni.

Nel frattempo, faccio una domanda sul piano Marcegaglia: lei ha pensato a Piemonte, Lombardia e Veneto, Trentino Alto Adige, Val d’Aosta e Friuli Venezia Giulia sono già regioni a Statuto Speciale… Mi pare si voglia tener fuori qualcosa.  Se vi viene in mente che cosa, fatemelo sapere. E se riuscite a scoprire il capoluogo di provincia di cui sopra, anche quello, che sono curioso.