Bilancio a spanne

Cominciamo individuare coloro per cui è stata una debacle epocale: si tratta della Lega, che ha perso 7 ballottaggi su 7. Evaporata. Al PdL appena meglio, riesce a tenere qualcosina al Sud e in alcune roccaforti. In via d’estinzione. Il Terzo Polo quasi non ingrana, se non in qualche realtà dove il centrosinistra si spacca come a Cuneo e successi locali per liste civiche. Un po’ qui e un po’ lì. 

Globale successo delle coalizioni di centrosinistra quasi dappertutto con risultati eccellenti nel Nord che fu berlusconiano e/o leghista. Grandi feste davvero.

Sono casi strani da studiare Parma e Palermo, città sull’orlo del fallimento economico che si affidano l’una ai nuovisti del M5S, l’altra a una vecchia volpe della politica con un successo quasi esclusivamente personale che ricorda molto il “caso De Magistris”.

Ma il caso per me più strano è Belluno,  ex roccaforte di destra in cui al ballottaggio si sono sfidati un centrosinistra “classico” e un centrosinistra “civico”, con la vittoria di quest’ultimo.

Da tenere d’occhio nei prossimi anni i primi 4-5 Comuni targati M5S alla prova dei fatti, per vedere se ai buoni risultati elettorali riusciranno ad affiancare capacità amministrativa.

UPDATE

Risultati finali nei capoluoghi:

  • Centrosinistra: 6 conferme e 8 conquiste al centrodestra, giunte precedenti 9, saldo + 5
  • Centrodestra: 5 conferme e 1 conquista al centrosinistra, giunte precedenti 16, saldo – 10
  • Terzo polo*: 1 conquista al centrosinistra, saldo + 1
  • Sinistra: 1 conquista al centrodestra, saldo + 1
  • Lega Nord*: 1 conferma, saldo 0
  • Movimento 5 Stelle: 1 conquista al centrodestra, saldo + 1
  • Civici di centrosinistra**: 1 conquista al centrodestra e 1 al centrosinistra
* nella gran parte dei casi Terzo Polo e Lega facevano parte delle coalizioni di centrodestra nei turni precedenti
** a Cuneo l’alleanza era civici di sinistra + Terzo Polo
Riassunto Comuni sopra i 15.000 abitanti non capoluogo:
CentroDestra passa da 81 a 28, Centro passa da 8 a 10, CentroSinistra passa da 47 a 81, le civiche da 6 a 9 e in più vi sono 2 vittorie del M5S, 3 di alleanze di sinistra, 2 della Lega Nord e 7 di coalizioni varie.

A posto così

Prima c’è stato lo scandalo della casa di Scajola a Roma e tutto quello che è successo dopo. Poi il bunga bunga e le dimissioni di Silvio. Poi i soldi in Svizzera e le dimissioni di Emilio Fede. Adesso si scoprono le questioni della famiglia Bossi…

Di tutto quello che ti avevo chiesto, caro Babbo Natale, manca ancora il castello dei LEGO e due pacchetti di miniciccioli. Poi siamo a posto così.

 

 

PS: #sischerza

Per OnTheNord su Ventimiglia

Ho scritto questo post sullo scioglimento del Comune di Ventimiglia (come già fatto per Bordighera) per il blog “On the Nord – cronache dal Nord Italia” dell’ottimo Stefano Catone. La realtà è ovviamente più complessa, ma fare il punto ogni tanto (mi) serve. Spero sinceramente di non doverne fare più su scioglimenti di comuni in Riviera…

Ancora una volta la Riviera dei Fiori si trova scossa dal fenomeno “mafia”. Venerdì 3 febbraio è stato infatti sciolto per infiltrazioni mafiose il Consiglio Comunale di Ventimiglia. La situazione è molto preoccupante anche per le istituzioni, che si sono trovate ad attuare questa gravissima procedura già un anno fa per il vicino Comune di Bordighera. Nel Nord Italia, l’unico precedente è Bardonecchia (TO) e risale al 1995. E forse non ci si fermerà qui: si rincorrono le voci di un “effetto valanga” per altri Comuni della zona.

Il territorio della Provincia di Imperia è indicato da più parti come crocevia preferenziale per l’attività della criminalità organizzata a causa delle ampie possibilità che questo territorio offre, in particolare la presenza di grandi operazioni immobiliari e l’opportunità presentata dai traffici da e verso la Francia e Montecarlo.

La Provincia di Imperia è storicamente un feudo elettorale della famiglia Scajola e del PdL, qui ovunque alleati con la Lega Nord. Anche dopo lo scioglimento del Comune di frontiera, l’ex Ministro Claudio Scajola appare incredulo e sembra suggerire una sorta di persecuzione verso la “sua” provincia (“Mi chiedo invece: è possibile che nel Nord Italia siano stati sciolti solamente due Comuni della stessa provincia?” Paolo Isaia – Il Secolo XIX, 5 febbraio 2012). 

L’alleato leghista è molto più silenzioso e pare cerchi di non farsi troppo notare.

La realtà sul territorio è molto grave: gli attentati incendiari ormai non fanno nemmeno più notizia. Ormai il Ponente è sempre meno meta di turismo e sempre più di reportage sulla criminalità organizzata (come quello recente di PresaDiretta). Spetta ora alla società civile farsi delle domande e pretendere che la politica dia le giuste risposte. I Commissari delle due cittadine hanno ancora più di un anno di lavoro davanti: un periodo di tempo che non va assolutamente sprecato.

Sciolto per mafia il Comune di Ventimiglia

La provincia di Imperia nuovamente in prima pagina per un argomento periodicamente ricorrente. No, non il Festival di Sanremo, ma le infiltrazioni mafiose.

L’amministrazione di Ventimiglia è per decreto del Consiglio dei Ministri ufficialmente sciolta per le pesanti contiguità con la criminalità organizzata. Come a Bordighera.

Negli ultimi tempi, quando sempre più forte si faceva lo spettro dello scioglimento, la maggioranza originaria PDL – Lega è stata allargata a elementi dell’UDC e di liste civiche di opposizione. Come a Bordighera.

La provincia di Imperia ha attualmente tra i consiglieri di maggioranza ben due membri di giunte comunali sciolte per mafia: l’ex sindaco Bosio di Bordighera (cha ha perso recentemente al TAR il ricorso contro lo scioglimento) e l’ormai ex assessore ventimigliere Salvatore Spinella.

Conferme indirette

Pare che Grillo si sia schierato, come la Lega, contro la cittadinanza ai nuovi italiani. Un altra conferma che sostenere “l’Italia sono anch’io” è cosa buona e giusta.

Giocare col fuoco

Uno dei fenomeni più pericolosi per la società è la demagogia fine a se stessa. Mi spiego meglio: la demagogia può essere usata per far ottenere consenso ad una determinata tesi/idea/proposta/etc. In questo caso è solo una tecnica non proprio limpidissima che alcuni decidono di usare.

Ultimamente, e sempre di più, sta avvenendo l’esatto contrario, ovvero la demagogia usata come fine e non come mezzo e la cosa assurda è che sta avvenendo lo stesso sia a livello locale che nazionale.

A livello nazionale continuano a spopolare su facebook alcuni capolavori insensati, quali la protesta contro una tassa sui cani inesistente o curiosi tentativi di “fantamanovre finanziarie” che non stanno in piedi.

A Sanremo per non farci mancare niente c’è stato invece un ordine del giorno presentato da PDL e Lega per la rimozione di un’opera d’arte alle Rivolte San Sebastiano, che aveva la terribile colpa di avere una scritta in arabo (tra l’altro invitante alla pace). Rimozione avvenuta, tra l’altro.

Nascondendosi dietro un dito, la maggioranza sanremese continua così a solleticare il razzismo che cova sotto la cenere: sono comportamenti come questi, apparentemente innocui, che contribuiscono a creare la “giustificazione” per pazzi criminali che poi magari decidono di farsi giustizia da soli. La scusa di una scritta non comprensibile diventa così un modo per far vedere che “ce la prendiamo con loro”: sarebbe puerile far notare come di fronte alla chiesa luterana ci sono cartelli in tedesco o presso quella russo ortodossa ce ne sono altri in cirillico e che questi non hanno mai creato il minimo problema a nessuno…

Stanno giocando con il fuoco, e non se ne rendono conto.

Siamo fuori

In questa cartina ufficiale del Parlamento Padano riunitosi in questi giorni a Vicenza, apprendiamo con sgomento che la Liguria non farebbe parte della Padania.

Leggermente delusi e un poco amareggiati perchè siano state preferite le Marche a noi, prendiamo comunque atto della volontà del’autonominato popolo padano.

Intolleranza alimentare

Mi aspettavo prima o poi arrivasse anche qui a Ponente qualche esponente di una forma tutta particolare di “intolleranza alimentare”, ovvero qualcuno che provasse a vietare o a limitare i cibi “etnici”. Che poi pare non siano nemmeno tutti uguali: i pub all’irlandese, le ostricherie alla normanna, i ristoranti di sushi giapponesi o i fast food all’americana pare non diano mai altrettando fastidio che le rosticcerie cinesi, i take away indiani o le “kebabberie”. E non credo sia una questione di gusto, ma razzismo sotterraneo.

Io non posso che essere a favore di tutte le iniziative a difesa della grandissima cultura gastronomica locale, ma penso che la cucina italiana si difenda benissimo da sola, al massimo può avere bisogno di promozione l’agricoltura tipica e i ristoratori tradizionali già esistenti, che tra l’altro in generale se lo meritano pure.

In ogni caso, quasi nessuno dei nostri piatti tipici può essere considerato veramente “locale”: dal Medio Oriente sono arrivati l’ulivo, gli agrumi, le pesche e le albicocche, dall’India la melanzana, dalle Americhe patata e pomodoro: pensate di levare tutto questo e in pratica ci rimangono solo sardine e panissa. Buone, ma un po’ poco.

Credo che quanto più si allarga l’offerta mangereccia, meglio è per tutti. D’altronde dobbiamo noi italiani essere davvero gli ultimi a parlare, perchè di pasta e pizza ne abbiamo impestato il mondo.

UPDATE: Grandiosa protesta di Gabriele Piccardo, che ha mangiato per protesta un kebab in Consiglio Comunale a Imperia, creando un certo scompiglio. Subito voleva entrare con un sacchettino di felafel, ma nel caso di scontri ci sarebbero potuti essere problemi di copy right con John Birmingham, autore del famoso libro “e morì con un felafel in mano“. Pertanto il buon Gabriele ha voluto ripiegare su un più tutelante panino. Aggiungo solo a parziale correzione che non è stato il Sindaco a riportare la calma, ma ero io (mi si vede chiarissimo nel video) sotto mentite spoglie e in cambio di una piadina, poco piccante e senza cipolla.

Invito inaspettato

Scrive il Presidente del Consiglio Comunale di Sanremo, Marco Lupi Lega nord “Vi invito ad intervenire presso i vostri rispettivi gruppi affinché si possa mantenere un atteggiamento rispettoso delle proprie e delle altrui prerogative di Consiglieri, sia in Consiglio Comunale che su gli organi di informazione. Infatti, in un momento di tale delicatezza come quello che stiamo attraversando, dettato dalla crisi economica, è certamente più utile alla Comunità che rappresentiamo, abbassare i toni dello scontro politico, evitando così che lo stesso possa trascendere ulteriormente, provando invece a trovare soluzioni congiunte atte al miglioramento della situazione generale”.

Probabilmente sta per uscire dalla Lega Nord, altrimenti gli servirebbe una bella faccia di tolla per guardarsi allo specchio al mattino.

Promemoria

Oggi si è svolto a Venezia l’ennesimo delirio leghista, col solito campionario di insulti allo stato, alle istituzioni, alla tradizione democratica italiana. E’ opportuno ricordarci quello che avevano partorito e promesso gli stessi loschi figuri l’11 giugno a Pontida.

Conclusioni? ZERO

Risultati? ZERO

Serietà? ZERO

Oggi ennesima pagliacciata a Venezia e propongono addirittura nuovamente la secessione. Bene, da oggi in poi chiunque dica “tanto sono tutti uguali” lo considero ufficialmente complice e concausa dello schifo attuale, che di uguali a questi (o pure a quegli altri, i faccendieri mignottari) non ce n’è in tutta Europa. E soprattutto noi, quelli eternamente (troppo?) critici verso i “nostri”.