Sabato 10 marzo

Sabato 10 Marzo dalle 10 alle 18 saremo in piazza a Sanremo per spiegare cosa non va nella raccolta rifiuti e cosa proporremmo noi.

Lo stesso giorno alle 10 “CERCASI LAVORO”. Opportunità transfrontaliere in Europa. Ne parleranno Sergio Cofferati, Sergio Scibilia e Italo Stellon presso il Centro Culturale San Francesco, in via Garibaldi 33 a Ventimiglia.

Un’incoerenza di fondo

Sull’ampia questione “giovani” mi pare che ci sia un’incoerenza di fondo tra ciò che il Governo Monti attua (o dice di voler attuare) e quello che dichiara e su stronzate seriali (vedi capitoli #monotonia, #sfigati, #fissati, #mammoni) che vari membri del Governo a vario titolo e a ripetizione sparano. Sia chiaro, ritengo che sia già un fatto migliorativo che il tema venga affrontato.

Esiste una forte dose di immobilismo sociale nella mia generazione, ma è estremamente riduttivo prenderla solo come un problema culturale e di attitudine mentale. Se però prima non si risolvono problemi gravi e strutturali (tra cui le sempre più gravi questioni PRIMA CASA e PRIMO LAVORO) è inutile prendere a mascate tutti in continuazione. Anche perchè si rischia di ottenere il risultato che chi non può resta a fare la figura da sfigato & co, chi può invece prende parte e se ne va all’estero; tertium non datur, ora come ora.

Il dilemma “incubatore”, qualche anno dopo

Credo che si debbano dire due paroline sull’affaire “incubatore di imprese”, attualmente impantanato. Per stavolta non citerò più di tanti link, ma andrò a memoria, in quanto più ancora che i fatti recenti credo sia interessante ragionare un po’ sul passato e purtroppo anche la migliore sintesi che c’è su ImperiaParla ha perso molti commenti che mi ricordo significativi e ha link non più funzionanti.

In ogni caso, si trattava di scegliere (anni 2005-6) tra due possibili destinazioni in cui collocare questa struttura a servizio dell’imprenditoria giovane:

1- l’area ex SAIRO ad Imperia, con un progetto gestito da Imperia Sviluppo (quelli del Porto delle nebbie), comprendente una struttura industriale dismessa in una zona teoricamente a rilancio turistico in una posizione obiettivamente difficile da raggiungere (e a corollario per i soci privati un po’ di volumetria residenziale da edificare);

2- l’area dell’ex Macello in valle Armea, con un progetto gestito dal Comune di Sanremo (allora vi era la giunta Borea e quindi era fuori dai “soliti schemi imperiesi”) in un’area industriale facilmente raggiungibile da tutta la Provincia, senza speculazioni di contorno.

Sarebbe bene che si avesse il coraggio di dire che la decisione di privilegiare l’area del capoluogo è stato un errore finanziario, strategico ed economico, e non lo dico per rinfocolare il derby Imperia – Sanremo o quello giunte di centrodestra vs giunte di centrosinistra, ma semplicemente per dire che il latte è stato versato molti anni fa.

Compiendo altre scelte, forse oggi avremmo un posto a servizio delle imprese giovani, cosa di cui la nostra Provincia ha un estremo bisogno. Invece ci troviamo di fronte al serio rischio di avere l’ennesima incompiuta o di dover ripianare con ulteriore denaro pubblico attività che avrebbero dovuto svolgere privati.

Una bella botta di fiducia

Capisco perfettamente le proteste dei sindacati dei lavoratori sulla manovra: per molti è una bella mazzata.

Vorrei chiedere loro se però pensano di essere così estranei a quell’esercito di mezzo milione di baby pensionati e a questo sistema che da garanzie di ammortizzatori sociali (disoccupazione o cassa integrazione) solo a una piccola fascia decrescente di lavoratori dipendenti e se riescano a capire a cosa li ha portati un oltranzismo o un collaborazionismo di maniera (entrambe facce della stessa medaglia).

Avevo avuto modo di conoscere Elsa Fornero ad un convegno, per cui tante decisioni che si è trovata a dover prendere non mi hanno stupito per nulla. Forse è la prima da molto tempo in quella posizione che almeno sa quello che combina e che paradossalmente per prima prende decisioni adeguate alla mia generazione: forse proprio per questo merita, per lo meno da parte mia, una bella botta di fiducia.

 

Distorsioni di piazza

Il 15 ottobre ci sarà una grande manifestazione internazionale di protesta, organizzata da una fitta galassia di varie entità e che ha al centro la protesta contro l’attuale sistema economico per le pesanti ripercussioni che ha sul futuro delle nuove generazioni e dell’ambiente. Credo che sia un ottimo e grande momento in cui si potrebbe accrescere la consapevolezza di essere tutti “cittadini del mondo”.

L’ultima volta che c’è stata una tale mobilitazione è stata contro la guerra in Irak il 15 febbraio 2003, giornata celebrata e riassunta dal video “Boom” dei System of a Down. Ho degli ottimi ricordi di quella manifestazione a Roma, come di una giornata fatta di tante persone normali, preoccupate di quello che succedeva in un paese lontano. Pare ci avessero visto lungo, tra l’altro.

Anche l’appello originale degli Indignados spagnoli è in questo spirito: assolutamente non ideologico, inclusivo e aperto alle idee e ai contributi di tutti gli individui, e non è organizzato da altri movimenti, o quanto meno chi va a parteciparvi deve levarsi bandiera, spilletta e divisa. L’appello italiano è invece fortemente ideologico, non inclusivo, firmato da enti, associazioni, movimenti, gruppi, partitini, partitucci e partitelli, alcuni dei quali seri e in buona fede, altri invece con l’obiettivo di sfruttare l’evento e non quello di farlo fruttare.

Spero che comunque la manifestazione abbia grande successo: il fatto che io abbia un po’ di dubbi sulle corriere organizzate dai partiti ad un evento contro i partiti o sui movimenti per la decrescita che protestano contro l’austerity non significa che non capisca i motivi che spingeranno il 98 % dei partecipanti ad andare in piazza. Pare li capisca perfino Montezemolo, figuratevi se io posso essere da meno; solo mi sento di aderire più all’aspetto internazionale della giornata che a quello italiano, perchè penso che sia fortemente distorto.

Rubiamogli il Registro

Sull’esempio della buona pratica attuata in provincia della Spezia e segnalatami dal consigliere PD Brando Benifei, abbiamo pensato di proporre l’Albo delle badanti anche da noi. Scherzando, potremmo quasi dire di volergli “rubare” il registro.

E’ importante garantire sia un servizio efficiente e credibile, che richieda garanzie anche professionali. Anche perchè se non mettessimo due regole, potrebbe andare a finire che magari anche alcune frequentatrici di festini notturni dei palazzi romani, brianzoli e sardi di un ipotetico magnate mediatico, con la scusa che si stanno occupando di un anziano in difficoltà, potrebbero iscrivercisi :-) Tornando seri, due parole per spiegare di cosa si tratta.

Comunicato stampa: Il PD propone l’”Albo delle Badanti”

Il Gruppo del PD in Provincia intende suggerire all’Amministrazione Provinciale di attivarsi per l’istituzione di un Registro Provinciale degli Assistenti Familiari. Questo perché riteniamo tale strumento necessario per le famiglie che si trovano nella difficile situazione di avere la necessità di un aiuto per i propri cari e purtroppo adesso non esiste un punto di riferimento per chi avesse queste necessità, ma ci si basa sul passaparola e sulle segnalazioni informali.

Tra i ruoli della Provincia ci sono anche le funzioni ed i compiti relativi alle politiche attive del lavoro e pertanto riteniamo che possa farsi carico di gestire al meglio l’incontro tra domanda e offerta in questo specifico campo.

Per far ciò, proponiamo quindi la stesura delle linee guida per l’iscrizione in questo registro e la preparazione di una bozza di protocolli d’intesa con i Distretti SocioSanitari e l’ASL: recenti similari esperienze in altri enti possono contribuire, facendo da guida, ed in particolare riteniamo particolarmente interessante quella portata avanti dalla Provincia della Spezia per le evidenti similitudini normative ed organizzative in campo sociosanitario.

A tal fine chiediamo pertanto al Presidente della III Commissione Nicolino Del Sole di inserire la discussione su questo tema all’interno della prossima riunione di Commissione.

Il Gruppo del PD in Provincia

Alla faccia di chi dice che il PD non fa proposte: per fortuna ogni tanto gli si risponde come merita.

…qualcuno che garantisca per me

Problemi (e grossi) ci sono anche per chi il lavoro ce l’ha, ma a tempo determinato. Un esercito, quello dei precari, che si infittisce ogni giorno di più. Spiega una giovane donna che lavora nel settore alberghiero che sta cercando casa: «Ho visionato diversi alloggi, ma i proprietari mi chiedono se ho un contratto di lavoro a tempo indeterminato, che non ho. Oppure qualcuno che garantisca per me. Anche a Imperia per noi precari è diventato difficilissimo vivere».

Dal Secolo XIX

La mia generazione si troverà a pagare sulla propria pelle errori di decenni, che hanno fatto vivere l’Italia al di sopra delle proprie possibilità con il consenso sostanziale di tutti. Un’idea sensata potrebbe essere quella di metterla in condizione di farlo, garantendo condizioni dignitose, meritocrazia e in generale un’apertura maggiore del “sistema”.

Avere un contratto legale e avere sempre e comunque necessità di “qualcuno che garantisca” è un altro dei molti fattori di blocco che mettono il freno specialmente alla mia generazione. Il problema è sia ecomico, come spiega anche la CGIL, sia di tipologia di offerta degli affitti – come faccio ad affittarmi una casa per quattro anni se ho un contratto di tre mesi quando va bene? Poi da iscritto attivo alla CGIL mi piacerebbe ci fosse una maggiore attenzione a questi problemi sia a livello centrale che periferico.

Conoscendo questi problemi, ho organizzato coi GD e il PD di Sanremo – nel silenzio e l’immobilismo generale – il presidio sanremese di “il nostro tempo è adesso”. Sarà il caso di continuare a tenere viva l’attenzione anche su questo problema, anche perchè i precari ormai non stanno solo nei call center, ma molto spesso svolgono e molto bene lavori qualificati e sono un gruppo sociale in crescita anche a Ponente.

Rendersi conto

Pare che il Paese si stia rendendo conto che la questione generazionale è un problema serio e si moltiplicano le iniziative più varie: alcuni studenti durante la manifestazione nazionale della CGIL hanno occupato simbolicamente gli uffici di collocamento imperiesi contro la disoccupazione e la precarietà, mentre invece CISL, ACLI e MCL hanno organizzato una veglia di preghiera per il 10 maggio intitolata “Giovani e Lavoro”.

Un veloce bilancio

Abbiamo saputo risvegliare qualche coscienza nel salotto buono di Sanremo, abbiamo fatto sentire un po’ in colpa qualcuno che sfrutta contratti precari, stage e praticantati, abbiamo spiegato che si parla sempre di quelli che vogliono entrare in Italia e mai dei 50.000 laureati l’anno che abbandonano il nostro Paese, abbiamo regalato dei fiori (anemoni, ranuncoli, papaveri) a km zero a chi si è mostrato interessato, abbiamo fatto puntare delle fiches sulle proposte più vincenti per il futuro degli under 35, abbiamo dovuto calmare NOI diversi over 65 che suggerivano metodi non molto ortodossi per il rinnovamento generazionale nel PD (questo è stato difficile).

Abbiamo ricevuto le carezze di tante persone, che ci hanno incoraggiato con una frase, una videodedica in musica, un pat pat su una spalla.

Materialmente, l’organizzazione è stata integralmente del Circolo PD Sanremo Centro e dei Giovani Democratici della Provincia di Imperia. Ha espresso vicinanza solo SEL Sanremo e la CGIL Provinciale.

Punta sul tuo futuro è stato un successo: tante fiches sono state messe sulle istanze che abbiamo deciso di portare avanti. Ecco i risultati:

  • + meritocrazia, – amici, parenti & amanti: 32 fiches
  • contratti veri e comprensibili: 21 fiches
  • affitti accessibili: 21 fiches
  • praticantato e tirocini durante gli studi: 16 fiches
  • basta stages truffa: 14 fiches
  • abolizione degli ordini professionali: 12 fiches
  • far tornare i nostri amici dall’estero: 7 fiches

Direi che ora abbiamo una strada da seguire. Il centrodestra che propone direttamente ai vertici Nicole Minetti l’igienista e Renzo Bossi il figlio d’arte addirittura nella Lombardia patria teorica dell’efficienza italica, non può essere riconosciuto come portatore di meritocrazia. Noi partiamo un po’ più avvantaggiati, e sarà nostro interesse dimostrare di perseguire questi valori, a tutti i livelli.

Riconoscimenti

A Mirafiori ha vinto, in maniera sofferta, il sì. Ora speriamo che Marchionne tiri fuori il coniglio dal cilindro, con tutti gli investimenti promessi e il lavoro per i dipendenti FIAT e per l’Italia.

Spero che prima o poi qualcuno dai numerosi salotti radical-chic che si dilettano a parlare di lavoro col sedere bello al caldo, riconosca anche che ci sono in Italia diversi milioni di dipendenti per i quali parole come ferie, permessi, tredicesima, quattordicesima, liquidazione, pensione, non hanno nessun significato. Oltre a questo, non hanno alcuna garanzia sul medio periodo, avranno oltre 30 mila euro di debito pubblico per cranio e il loro lavoro servirà a pagare la pensione alle generazioni precedenti.

Forse forse, alla base della questione generazionale, di cui spesso gli stessi salotti parlano a vanvera, c’è anche questo.